lunedì 30 gennaio 2017

La composizione in fotografia - Come i maestri della fotografia gestiscono la composizione

“Una buona composizione è la maniera più forte di vedere le cose”. (Edward Weston)
Henri Cartier-Bresson 
L'immagine fotografica descrive, dentro alcune limitazioni formali, un particolare e unico sguardo del mondo. Vi sono diversi aspetti che determinano la trasposizione della porzione di realtà situata davanti alla camera in una fotografia, diverse scelte alla quale il fotografo consciamente o inconsciamente è chiamato a decidere al momento dello scatto. L’attuazione pratica dell’immagine mediante una certa fotocamera, velocità, messa a fuoco, diaframma, ISO e inquadratura, rappresenta un procedimento subordinato a una specifica decisione comunicativa.
In questo articolo focalizzeremo la nostra attenzione sulla composizione fotografica prendendo ad esempio il lavoro di alcuni grandi fotografi, per vedere come utilizzano alcuni accorgimenti estetici per dare maggiore incisività alle immagini.

La composizione in fotografia

L'occhio umano e la fotocamera vedono la realtà in modo assai diverso. Il mondo è tridimensionale, mentre un'immagine fotografica si caratterizza per la bidimensionalità. L'immagine fotografica, inoltre, ha un confine marcato. Uno spazio specifico dove viene rinchiuso il selezionato: l’inquadratura. La prima scelta che il fotografo, infatti, si trova ad affrontare è come inserire la scena all'interno della cornice fotografica. Come il pittore parte da una tela bianca per raccontarci la sua visione, il fotografo seleziona un'immagine dal caos del mondo e la ordina all’interno del suo formato. La composizione è la disposizione degli elementi visivi all'interno della cornice di una fotografia. Con il termine di composizione fotografica si intendono tutte le decisioni prese dal fotografo, al momento dello scatto, riguardo la scelta del soggetto da rappresentare e le sue relazioni con l'ambiente circostante.
Henri Cartier-Bresson 
L'inquadratura circoscrive il contenuto di una fotografia, gli accadimenti, gli oggetti, le persone rappresentate e le forme. L’obiettivo delle decisioni che prendiamo quando componiamo l’inquadratura è quello di realizzare un’immagine che sappia trasmettere le sensazioni avvertite nel momento dello scatto o che porti chi guarda a focalizzare la propria attenzione su determinati dettagli, in altre parole che aiuti ad intensificare il messaggio che vogliamo dare.

Elementi principali di una composizione

  • SOGGETTO - il soggetto fotografico è quella parte dell'immagine sulla quale si desidera focalizzare l'attenzione dell'osservatore.
  • SFONDO - ovvero l’elemento che costituisce il piano più lontano rispetto al punto di ripresa. Si suole distinguere tra tre tipologie di sfondo: neutro, didascalico e integrato. Per sfondo neutro si intende un tipo di fondo uniforme, con elementi non identificabili che consente di evidenziare il soggetto principale. Lo sfondo didascalico appare leggibile, anche se, la maggior parte delle volte, non è perfettamente a fuoco. Viene usato per fornire informazioni sul luogo o sulla circostanza in cui viene scattata la fotografia. Nello sfondo integrato gli elementi partecipano alla compiutezza dell’immagine e a alla sua leggibilità contribuendo a chiarirne il significato.
Josef Koudelka
La  foto di Koudelka, in alto, fornisce un chiaro esempio di come il soggetto possa risaltare dal fondo.  Il cane nero sembra saltare fuori dall'immagine, in quanto in profondo contrasto con lo sfondo bianco.


Un oggetto viene percepito tanto più chiaramente dall'osservatore quanto più è messo in risalto rispetto all'ambiente che lo circonda. Il nostro sistema percettivo non è capace di leggere contemporaneamente figura e sfondo (per approfondire vi rinvio ad un post sulle regole della percezione).  Lo stesso effetto si può ottenere con l'uso del colore. In basso, vediamo un esempio con  l'accostamento di due  due colori complementari.

Steve McCurry 
Lo stesso effetto si può ottenere mettendo in primissimo piano il soggetto. Nella foto in basso Bill Brandt si serve dell'uso forzato del grandangolo per evidenziare il soggetto rispetto allo sfondo.

Bill Brandt
O ancora con l'uso della illuminazione o della messa a fuoco. Nell'esempio in basso possiamo vedere come la messa a fuoco consenta di far risaltare il soggetto principale della scena.

Sally Mann
Il fotografo come fosse un cuoco si serve di alcuni ingredienti dati dalla forma, linee, testure, luce, movimento e prospettiva per costruire un dato effetto e un dato equilibrio della scena.  Accanto a soggetto e sfondo troveremo molte volte altri elementi ( che si usano definire predicati). I PREDICATI sono elementi che completano o concorrenti al soggetto. La gestione di più elementi nella scena rende, ovviamente, più complicata la scelta compositiva. Si deve fare in modo che i predicati non rubino la scena al soggetto e che i vari elementi concorrano ad un equilibrio visuale, contribuendo a dettagliare meglio il soggetto, a fornire un diverso punto di vista o una prospettiva alternativa del soggetto. Lo spostamento, anche di uno solo, degli elementi che compongono la scena, cambia il significato percettivo dell’immagine.

Come comporre un'immagine fotografica

"La perfezione è raggiunta non quando non c'è più niente da aggiungere, ma quando non c'è più niente da togliere." (Antoine de Saint-Exupery). 

La cosa più importante quando decidiamo di scattare un’immagine è la consapevolezza di come sarà l’immagine finale. Una data composizione, infatti, stabilisce una gerarchia all'interno dello spazio. Tuttavia, non esistono regole assolute per comporre. Ogni composizione dipende dal tipo di sensazione o messaggio che vogliamo provocare. La scelta compositiva è una scelta creativa e, pertanto, personale. La fotografia ha solo un fine, quello di emozionare. E questo van ben aldilà di qualsiasi tecnica. Essere un fotografo significa avere un'idea, dei sentimenti da esprimere, significa ricercare attraverso la fotografia (l'immagine) il modo di rendere visibile questa visione, raccontando l’emozione delle storie. Esistono, tuttavia, diverse indicazioni estetiche, che abitualmente i fotografi usano (spesso inconsapevolmente) per armonizzare e bilanciare la composizione delle immagini. Credo che sia utile per riflettere vederle nel dettaglio. 

Proporzione aurea e Regola dei terzi

Nella storia dell'umanità la ricerca di canoni estetici, di armonie perfette ha spesso trovato sul suo cammino un numero molto speciale: il numero aureo. Esso è un numero irrazionale e corrisponde al valore di 1,618033. La singolarità di questo numero sta nel fatto che su di esso si basano proporzioni rilevabili nei più disparati campi della natura, delle scienze, delle arti. Partendo dal numero aureo è possibile ottenere diverse figure geometriche che illustrano questa proporzione: come il triangolo aureo, il  rettangolo aureo e la spirale di Fibonacci, vicinissima nella forma a quella della chiocciola. 
Rettangolo aureo, diagonale aurea e spirale di Fibonacci
Le figure posizionate lungo queste linee, dette anche "linee di forza" e soprattutto quelle in corrispondenza di una loro intersezione, acquistano particolare forza espressiva. 

La presenza del rapporto aureo in alcune immagini è frutto più del caso, che non di scelte precise da parte dell'autore.  In quanto, l'occhio allenato del fotografo costruisce (spesso inconsciamente) molte composizioni che seguono queste relazioni. Vediamo qualche esempio:

Robert Capa
Henri Cartier-Bresson
Steve McCurry 
Ansel Adams
Con il tempo la regola del rettangolo e della spirale aurea si è andata semplificando dando vita a quella che è comunemente chiamata regola dei terzi. Dividendo l'immagine in terzi e ponendo il soggetto in uno dei punti di intersezione delle linee immaginarie ottenute, si ritiene che l’immagine risulti  dinamica e armonica. Secondo la regola dei terzi all'immagine va “idealmente” sovrapposto un reticolo composto da due linee verticali e due linee orizzontali (linee di forza), equidistanti tra loro e i bordi dell'immagine. L'immagine viene quindi divisa in nove sezioni uguali: il riquadro centrale prende il nome di sezione aurea ed è delimitato dai quattro punti di intersezione delle linee (punti di forza, punti focali o fuochi). Questi sono i punti in cui l'occhio si concentra maggiormente dopo aver “guardato” il centro dell'immagine e dai quali raccoglie maggiore informazione. Quindi ponendo il soggetto o una parte importante dello stesso, in prossimità di uno di questi quattro punti gli si darà un'importanza maggiore rispetto ad altre parti dell'inquadratura.

Steve McCurry
Henri Cartier-Bresson 
Guy Bourdin

Forme Triangolari nella composizione

Josef Koudelka
Quando abbiamo più elementi all’interno dell’inquadratura è spesso utile cercare di organizzali in maniera tale che la loro collocazione guidi lo sguardo dello spettatore verso i punti principali dell’immagine. Un modo incisivo per organizzare diversi elementi chiave all’interno di una composizione è quello di incorporare implicite forme triangolari, in modo da creare un collegamento intuitivo tra gli elementi della scena. In una foto possono essere presenti più disposizioni a triangolo e l’occhio dello spettatore sarà sempre guidato da queste linee immaginarie che sposteranno l’attenzione del suo sguardo dal triangolo principale e quelli secondari. Vediamo qualche altro esempio:
Fan Ho
Alex Webb
Steve McCurry

Linee

Nella composizione fotografica uno degli elementi più importanti di cui tener conto sono le linee. L’occhio umano tende naturalmente ad essere attratto da elementi geometrici. La linea rappresenta uno degli elementi più semplici e quindi di più forte attrazione. Le linee orizzontali in genere producono una impressione di staticità e di tranquillità. Nella composizione fotografica le linee verticali, al contrario, rendono le immagini più dinamiche rispetto a quelle in cui prevalgono elementi orizzontali. Questo perché le linee verticali vengono istintivamente associate alla caduta. Le linee oblique, convergendo verso un unico punto (diventando cioè delle diagonali), trasmettono una sensazione di profondità alla foto. Le linee curve movimentano l'ambientazione e aiutano a guidare lo sguardo dello spettatore anche in immagini abbastanza complicate. Vediamo qualche esempio:

Ansel Adams
Nikos Economopoulos
Josef Koudelka
Steve McCurry
Bruce Davidson
Martine Franck
A volte, il movimento creato dalle linee è mentale e pertanto meno evidente: come in questa immagine di Bresson, dove il movimento circolare dei soggetti aiuta ad armonizzare la composizione.
Henri Cartier-Bresson 

Cornici naturali

Le cornici naturali di un'immaguine aiutano a conferire profondità alla scena inquadrata, aggiungendo quindi un senso di tridimensionalità. Inoltre riescono a condurre l'occhio dell'osservatore verso il soggetto.
Josef Koudelka
Henri Cartier-Bresson  
Steve McCurry
Non sempre è  necessaria una cornice fisica. Si possono costruire cornici di luce come nella foto in basso di Alex Webb.
Alex Webb

La ripetizione di elementi

Schemi e strutture ripetitive sono elementi che attraggono gli occhi. Nella fotografia la ripetizione di forme simili, imposta un certo ritmo all'immagine, rendendo la stessa più facile da leggere.

Aleksandr Rodčenko
Le ripetizioni diventano particolarmente incisive quando vengono interrotte da un elemento che stona nella scena.

Quest'articolo vuole essere un punto di partenza e di riflessione, lo spazio di un blog rende impossibile una trattazione completa di una argomento così vasto come la composizione.  Vi rimando ad un altro articolo per vedere come attraverso l'uso del colore, sia possibile unificare, dividere o evidenziare gli elementi della composizione (Clicca qui) e alla sezione corso di fotografia per consultare altri articoli che parlano di tecnica fotografica.
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mercoledì 25 gennaio 2017

Fan Ho - I grandi maestri della fotografia

È necessario preparare il momento preciso per catturare lo spirito, l'essenza, l'anima di una fotografia. Se non avete il momento esatto, dovete aspettare


Fan Ho è stato uno dei fotografi asiatici più influenti del ventesimo secolo. Soprannominato “il grande maestro”, il fotografo cinese ha sublimato, attraverso un uso armonico e poetico del bianco e nero, la vita di strada di Hong Kong, lasciandoci un repertorio di scatti epici che ritraggono gli anni '50 e '60 della città. 


Nato a Shanghai nel 1937 e cresciuto a Canton (l’odierna Guangzhou), Fan Ho ha ricevuto una biottica Rolleiflex in dono dal padre nel suo quattordicesimo compleanno. Da allora si è innamorato della fotografia e del procedimento di sviluppo del negativo, per il quale ha usato la vasca da bagno di casa.  Nel 1949, a causa della deriva comunista cinese, si è trasferito con la famiglia a Hong Kong.


Hong Kong era estremamente diversa dalla metropoli che oggi conosciamo. L'Impero giapponese aveva invaso la città nel 1941. Durante l'occupazione giapponese, i civili avevano patito un periodo di grande carestia, dovuta all’iper inflazione della moneta. Più della meta della popolazione aveva, pertanto, lasciato la città. Nel 1945 il Regno Unito aveva ripreso il controllo della colonia, che era stata invasa da un'ondata di immigrati provenienti dalla Cina, prima a causa della guerra civile  e successivamente per il timore di persecuzione da parte del Partito Comunista. La famiglia di Fan Ho non viveva una situazione di disperazione, come la maggior parte degli altri profughi.  Il padre era un ricco commerciante, che aveva messo in piedi una tipografia, appena arrivato ad Hong Kong.


Nelle fotografie di Fan Ho non vi è traccia della disperazione, della povertà e il tumulto di questo periodo storico. Il fotografo cinese è riuscito a catturare una città quasi vuota, concentrandosi sui singoli soggetti e scene cittadine; teatralizzando la vita quotidiana, fino ad astrarla ed avvolgerla in un alone di racconto poetico

La figura umana rimane al centro di questa testimonianza artistica. Attraverso un occhio non troppo vicino, né troppo lontano, il fotografo cinese offre uno spaccato seducente dei vicoli, dei mercati e delle strade.  Nonostante scattasse nel formato 6 × 6  della Biottica, Fan Ho ricorreva spesso al ritaglio per aggiustare alla perfezione la composizione delle sue immagini. Fan Ho scattava le sue foto la mattina presto o la sera tardi, ogni volta che il sole era molto basso all'orizzonte, in modo che le scene avessero delle ombre  lunghe che fornissero profondità al bianco e nero. Le linee spesso ricercate nell'immagine, vengono combinate,  ora con lunghe ombre, ora con differenti angoli prospettici o costruzioni geometriche, per attirare l'occhio dello spettatore sul soggetto.  I soggetti si muovono in questi quadri attraverso direzioni diverse, ora lungo il piano inclinato, ora verso i bordi esterni dell'immagine, creando una sensazione di dinamismo.

Fan Ho ha lavorato per diversi anni nel cinema, prima come attore, poi come regista. Alcuni dei suoi film hanno fatto parte della selezione ufficiale dei festival internazionali di Cannes, Berlino e San Francisco. Vincitore di quasi 300 premi di fotografia, nazionali e internazionali, il fotografo cinese ha continuato, durante tutto l’arco della sua vita, la sua ricerca fotografica. I suoi lavori fanno parte di diverse collezioni private e pubbliche quali il M + Museum di Hong Kong, la Bibliothèque National de Francedi Parigi e il  San Francisco Museum of Modern Art .



Morto di polmonite, il 19 giugno del 2016, a San Jose, in California, all'età di 84 anni, Fan Ho ci ha lasciato immagini di una bellezza atemporale, fotografie che non possono essere datate nel tempo, che restituiscono l’immortalità lirica dell’armonia.  


Per avere una visione completa del lavoro del fotografo cinese vi rimando al sito web dell'artista. Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia.  Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
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lunedì 23 gennaio 2017

Meglio scattare in Raw o in Jpeg? Vantaggi e svantaggi

Quando scattiamo una fotografia, l’immagine viene memorizzata nella scheda di memoria della fotocamera. Il salvataggio delle fotografie sulla scheda di memoria avviene tramite un processo di codifica, in altre parole la macchina fotografica segue un particolare schema di salvataggio. Normalmente due sono i formati che possiamo utilizzare durante l’acquisizione delle nostre immagini: RawJpeg (detto anche Jpg)
Il sensore di una fotocamera digitale svolge il compito della vecchia pellicola: registrare la luce che attraversa l’obiettivo della fotocamera durante l’esposizione. Il sensore è composto da milioni di fotodiodi: microscopici componenti che sono in grado di catturare la luce sotto forma di cariche elettriche. I fotodiodi non sono in grado di individuare il colore della luce che hanno intercettato ed immagazzinato. Per questo davanti ai fotodiodi viene posizionata una griglia composta da tanti piccoli filtri colorati con i tre colori primari rosso, verde e blu. Una volta ottenute le informazioni necessarie per generare l’immagine digitale, il percorso di creazione del file si divide, a seconda che si scelga il salvataggio in formato Raw oppure Jpeg.

Il file Raw

Il formato Raw è un metodo di memorizzazione dei dati di una fotografia che non registra perdite di qualità durante la registrazione su schede di memoria. RAW è un termine inglese che significa "grezzo", "non elaborato". Possiamo pensare sia in pratica l’equivalente digitale dell’antico negativo della pellicola. Il file Raw contiene una serie di dati che richiedono ulteriori passaggi per convertirsi in immagine. In pratica il file grezzo richiede uno "sviluppo", ossia la sua conversione in immagine. Per ottenere un’immagine fotografica visibile e utilizzabile dobbiamo convertire i dati registrati in raw dal sensore, utilizzando degli appositi software. Durante questo passaggio possiamo controllare le regolazioni, ovvero una serie di impostazioni che ci permettono una grande flessibilità nel risultato dello scatto. Ciascun produttore di macchine fotografiche adotta il suo formato RAW proprietario: Nikon ha i NEF, Fuji ha i RAF e Canon ha i CR2. Esiste anche un formato chiamato DNG, stato creato con l’intento di raggiungere gli stessi risultati del formato “PDF” nei testi: un formato universale e riconosciuto da tutti, che tuttavia non ha raggiunto questo effetto.

Il file Jpeg 

Il formato JPEG è un formato dove le immagini sono state già elaborate all'interno della fotocamera attraverso la compressione di alcuni parametri. La fotocamera al momento dello scatto converte i dati catturati in un file immagine già pronto all’uso, non appena scaricato. La compressione di questo formato è di tipo Lossy (con perdita), e pertanto irreversibile. Questo significa che le informazioni sacrificate non saranno più recuperabili. Le fotocamere solitamente dispongono di differenti livelli di compressione: Low, Medium, High o Basic, Normal e Fine.


Quale formato usare?

Qualora abbiamo bisogno di immagini che racchiudano la massima quantità d’informazione  e sappiamo come sfruttare questi vantaggi con una corretta post-produzione, il formato Raw permette un'impareggiabile ricchezza di dettagli e un'enorme flessibilità di gestione nel risultato. Dall'altro canto se abbiamo fretta o non sappiamo gestire un file Raw, il formato JPEG ha il vantaggio di essere un file leggero e già pronto all'uso. Di seguito vi propongo un breve riassunto sui vantaggi e svantaggi di  entrambi i formati.

Maggiori vantaggi del formato Raw

  • Nessuna perdita. Quando scattiamo usando il formato RAW la fotocamera non comprime il file e non abbiamo nessuna perdita dei dati. Inoltre ogni volta che attuiamo una modifica ad un file Raw non abbiamo una perdita.
  • Possibilità di gestire il file in post-produzione con la più ampia possibilità e secondo le nostre esigenze.
  • Salvare immagini con 16 bit di dati per canale invece dei normali 8 bit. Questo può risultare utile nella fase di ritocco in post-produzione delle immagini.

Svantaggi dei Raw

  • Doppiamo convertire il formato RAW in immagine prima di utilizzarlo. La conversione dei file RAW richiede un software specializzato e la capacita di utilizzarlo al meglio per trarne i vantaggi.
  • Il peso del file: Le foto scattate in RAW non sono compresse e perciò sono molto più pesanti dei file in JPEG

Vantaggi del formato Jpeg

  • File pronto all'uso senza bisogno di conversione
  • Leggerezza dei file che il formato produce e la conseguente velocità con cui vengono elaborati.

Svantaggi del formato Jpeg

  • Essendo un file compresso il file Jpeg contiene un minor numero di dati e delle scelte decise dalla fotocamera sulle quali non possiamo agire. 
  • Ogni volta che che manipoliamo il file e lo salviamo, il file degrada


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venerdì 20 gennaio 2017

Fujifilm lancia X-T20 ed X100F e svela il prezzo della GFX 50S: la medio formato da 50 MP

Fujifilm ha annunciato tre nuovi modelli: la Fujifilm X-T20, la X100F e ha, inoltre, svelato il prezzo della tanto attesa GFX 50s

FUJIFILM X-T20

La X-T20 è una fotocamera mirrorless, compatta e leggera, dotata di sensore APS-C X-TransTM CMOS III da 24,3MP e di processore d’immagine X-Processor Pro.Fedele al design funzionale della Serie X, vanta un mirino stile reflex e operatività basata su selettori. Tra le sue caratteristiche si annoverano un monitor LCD “touch” inclinabile per scattare con facilità da differenti angolazioni, migliorate prestazioni dell’AF, del tempo di avvio e della capacità della fotocamera di inseguire soggetti in movimento. Con X-T20 si possono girare video 4K e si può utilizzare la modalità Film Simulation di Fujifilm. Fujifilm X-T20 sarà disponibile da fine febbraio 2017 al prezzo indicativo di 919,99 euro per il solo corpo.

FUJIFILM X100F

Fujifilm ha lanciato, inoltre, la nuova X100F, l’ultima nata della serie delle compatte X100. La fotocamera ha una risoluzione di 24.3 megapixels con sensore APS-C. Punti di autofocus quasi raddoppiati, e velocità nettamente superiori.  Grazie all’esclusivo mirino Advanced Hybrid Viewfinder, garantisce un’esperienza di utilizzo senza eguali. La parte posteriore, rispetto ai modelli precedenti, è stata rivista concentrando la maggior parte dei pulsanti e delle manopole di uso frequente sul lato destro. La fotocamera sarà disponibile da fine febbraio al prezzo indicativo di 1.429,99 euro.

FUJIFILM GFX 50s


Lo scorso settembre Fujifilm aveva stupito tutti togliendo il velo alla GFX 50s, una mirrorless con sensore medio formato (43,8 x 32,9 mm)  da ben 51,4 megapixel.
Racchiusa in un corpo relativamente compatto e tropicalizzato, la GFX 50s è dotata di un sistema autofocus a 117 punti. Niente 4K, ma solo video full HD a 30 fps che ci ricordano la natura prettamente fotografica di questa GFX 50S. La fotocamera sarà disponibile da fine febbraio al prezzo indicativo di 7.115 euro per il solo corpo macchina.
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giovedì 19 gennaio 2017

Quinta edizione del New York Portfolio Review

Sono aperte le selezioni per la quinta edizione del New York Portfolio Review. Promosso dal blog Lens, del New York Times, e dalla CUNY Graduate School of Journalism, il New York Portfolio Review rappresenta una grande opportunità per i fotografi. 
Il New York Portfolio Review offre una lettura di  portfolio gratuita e di altissimo livello per i 150 fotografi selezionati, che avranno l’opportunità di incontrare 75 dei più influenti editori, curatori, galleristi ed editori di libri. Il portfolio si terrà il 29 e il 30 aprile 2017. La partecipazione alla selezione, anch'essa gratuita, prevede l'invio di non più di 20 fotografie, che devono fare parte di uno o al massimo due progetti (per partecipare usate questo link). I file devono essere compressi in JPEG, 1.200 pixel in orizzontale e 72 D.P.ILa scadenza del bando di partecipazione è il 12 febbraio alle 23:59, ora della costa orientale. I progetti devono essere corredati da una breve descrizione del progetto, non superiore alle 250 parole e una biografia di non più di 150 parole. In passato sono stato selezionato per la prima edizione del concorso e non posso che consigliarvi questo portfolio review che mi ha aiutato a crescere come fotografo e creare una rete di contatti internazionali.

Perché non provarci?


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