venerdì 30 dicembre 2016

Separazione delle frequenze con Photoshop

Continuiamo a segnalarvi i migliori tutorial di Photoshop. Per guardare la lista di quelli già pubblicati nel Blog cliccate qui. Per vedere la guida completa di 50 video tutorial degli esperti Adobe Photoshop cliccate qui.


La tecnica delle separazione delle frequenze in Photoshop


In basso, potete vedere un video realizzato dall'utente youtube Francesco Marzoli , dove viene mostrato come utilizzare la tecnica della separazioni delle frequenze per ritoccare la pelle. Un semplice video tutorial che ci permetterà di ritoccare la pelle in maniera professionale tramite Photoshop.

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mercoledì 28 dicembre 2016

La fotografia di Dayanita Singh

Leggete, leggete, leggete. Dimenticatevi di studiare fotografia, è sufficiente studiare letteratura. Questa apporterà qualcosa alla vostra fotografia." 
Dayanita Singh è una delle figure più rilevanti della fotografia contemporanea e una delle rare fotografe indiane note nel panorama mondiale. Nata a Delhi nel 1961, Dayanita studia Comunicazione Visiva presso il National Institute of Design di Ahmedabad e, in seguito, fotografia documentaristica presso l’ICP di New York. 
Dalla fine degli anni ottanta, lavora per oltre un decennio come reporter, realizzando servizi sull’India per importanti testate internazionali. La sua opera fotografia, seppur partendo da un interesse per il reportage, con il passare degli anni si evolve fino a coniugare la documentazione con la poesia. La fotografa indiana analizza diverse realtà sociali del suo Paese. Dayanita Singh rielabora storie private e storie collettive, presenza e assenza, realtà e finzione in immagini che rappresentano frammenti di un discorso unitario. Le immagini della fotografa indiana prendono forma inizialmente come fotolibri, che alternano immagini e testi. In un momento successivo vengono esposte in una nuova e differente sequenza all’interno dello spazio espositivo.

Affezionata al bianco e nero quadrato della sua Hasselblad, Dayanita tesse abilmente la narrazione della successione delle immagini all’interno di pannelli mobili. L’immagine immutabile che congela l’attimo, la fotografia, diventa parte di una creazione dinamica nello spazio creativo dell’installazione. Le stesse immagini esposte, infatti, non hanno una sistemazione fissa, ma mutano in base al fluire narrativo di volta in volta scelto dall’artista. 
Museum Bhavan, il suo ultimo grande progetto, è stato esposto alla Hayward Gallery di Londra nel 2013, al Museum für Moderne Kunst di Francoforte nel 2014, all’Art Institute di Chicago nel 2014 e al Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi nel 2016. 
Vi consiglio di dare uno sguardo alla pagina web del fotografo per avere una visione completa della sua opera. Se volete, inoltre, approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica vi rimando a questa pagina.
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venerdì 23 dicembre 2016

Effetto infrarosso con Photoshop

Continuiamo a segnalarvi i migliori tutorial di Photoshop. Per guardare la lista di quelli già pubblicati nel Blog cliccate qui. Per vedere la guida completa di 50 video tutorial degli esperti Adobe Photoshop cliccate qui.
In basso, potete vedere un video realizzato dall'utente youtube "Emanuele Brilli Photoshop and Photography", dove viene mostrato come produrre l'effetto infrared con Photoshop.

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mercoledì 21 dicembre 2016

Le migliori fotocamere mirrorless presenti nel mercato

In questo articolo troverete le migliori fotocamere Mirrorless attualmente presenti nel mercato secondo un'analisi qualità-prezzo. Se vuoi conoscere anche le migliori  fotocamere compatte clicca qui.

Che cosa sono le fotocamere mirrorless?

Quando parliamo di sistema Mirrorless, facciamo riferimento ad una specifica tipologia di fotocamere prive del sistema Reflex e quindi prive di specchio, dotate di ottiche intercambiabili e di un sensore Micro Quarto-Terzi, APS o Fullframe.

Le fotocamere reflex all’interno hanno uno specchio. Mentre prepariamo un’inquadratura, questo specchio serve a riflettere l’immagine che entra dall’obiettivo dentro il mirino. Al momento dello scatto, lo specchio si solleva e rimane aperto fino a che l’esposizione non è conclusa. Le mirrorless non includono questo specchio e questo permette alle case costruttrici di costruire un corpo macchina molto più piccolo e meno pesante. Allo stesso tempo, tuttavia, diventa impossibile avere un mirino ottico che veda esattamente ciò che vede l’obiettivo.



Quali modelli?

La scelta di un modello di fotocamera rispetto ad un altro dipende da molti fattori soggettivi. In questo articolo, presentiamo le migliori fotocamere mirrorless attualmente presenti sul mercato.

La Sony Alpha A7R II

La Sony Alpha A7R II, grazie al primo sensore d'immagine CMOS 35 mm full frame retroilluminato da 42,4 megapixel al mondo, una sensibilità (fino a ISO 102.400) e una velocità di risposta senza precedenti, rappresenta un prodotto di riferimento per i professionisti. L'ampio e denso piano focale del sistema AF ibrido veloce con rilevamento di fase tiene il soggetto sempre a fuoco su tutta l'inquadratura, mentre la stabilizzazione ottica d'immagine a 5 assi riduce la sfocatura tipica delle foto a mano libera. La risoluzione migliora ulteriormente con le funzioni video 4K Ultra HD con lettura completa dei pixel, senza pixel binning.


Fuji X-T2


La Fujifilm X-T2 integra un sensore X-Trans CMOS III APS-C da 24.3 megapixel, processore X-Processor PRO, mirino elettronico OLED da 0.5″ con circa 2.36k di pixel a colori e copertura del 100%, cattura di foto in formato RAW a 14 bit non compresso, scatta raffiche fino a 14fps, con tempi di scatto fino a 1/32000. Registrazione video in 4K@30fps a 100Mbps e sistema di messa a fuoco rapidissimo da ben 325 punti.

Olympus OM-D E-M10 II 

La Olympus OM-D EM-10 è piccola e portatile. Presenta lo stesso sensore 16MP Live MOS del precedente modello, ma aggiunge la stabilizzazione a 5 assi, che permette di guadagnare fino a 4 stop. Presenta un mirino EVF OLED da 2.36M di punti e un display touch screen da 3" ribaltabile. Permette la registrazione di video full HD a 24p e 60p, bit rate fino a 77Mbps.  probabilmente il miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato.

Fujixilm X-Pro 2

La Fujixilm X-Pro 2 è dotata di nuovo sensore da 24 Megapixel, APS-CIl processore d’immagine equipaggiato è l’EXR Processor III e garantisce un range di ISO da 200 a 12800, con estensione fino a 100 e 51200. L’otturatore meccanico raggiunge la velocità di 1/8000s, con sincronia flash fino a 1/250s, mentre la raffica massima è di 8fps con autofocus continuo Sul retro del corpo macchina si trova il pannello LCD da 3 pollici di diagonale e 1,62 milioni di punti.

Panasonic Lumix G80
La Panasonic Lumix G80 è dotata di un sensore 16 megapixel quattro terzi senza filtro ottico passa-basso. La stabilizzazione di immagine è di 2° generazione a 5 assi Dual I.S. La registrazione video 4K / 24,30p fino a 100Mbps. Per video a rallentatore è possibile registrare a 1080 / 60p.

La Sony α6300
La Sony α6300 è dotata di un sensore APS-C da 24.2MP CMOS Exmor che funziona insieme ad un motore di elaborazione immagini BIONZ X, gamma di sensibilità ISO ISO 100-51200. Registra video a risoluzione 4K. La fotocamera dispone di un sistema di "Focus 4D", con 425 punti di fase Detection AF che sono densamente posizionati su tutta l'area dell'immagine e può scattare immagini fino a 11 fotogrammi al secondo con autofocus continuo e il monitoraggio dell'esposizione.

Samsung NX1   



La Samsung NX1  è dotata di un sensore Aps-C BSI da 28 megapixel, una raffica da 15 fotogrammi al secondo, range ISO 100-25600 espandibile a 51200, autofocus con 205 punti di rilevamento di fase, Wi-Fi, Bluetooth, NFC.
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martedì 20 dicembre 2016

Riduzione del rumore con Photoshop

Continuiamo a segnalarvi i migliori tutorial di Photoshop. Per guardare la lista di quelli già pubblicati nel Blog cliccate qui. Per vedere la guida completa di 50 video tutorial degli esperti Adobe Photoshop cliccate qui.

In basso,  potete vedere un video realizzato dall'utente youtube "Emanuele Brilli Photoshop and Photography", dove viene mostrato come ridurre il rumore delle nostre foto tramite Photoshop.


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lunedì 19 dicembre 2016

Josef Koudelka: Maestri della fotografia

“Non so cosa sia importante per le persone che guardano le mie foto. Quello che è importante per me, è il fatto di farle. Io non lavoro per provare il mio talento. Io fotografo quasi tutti i giorni, tranne quando fa troppo freddo per viaggiare a modo mio.… Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco”.
Josef Koudelka è considerato uno dei grandi maestri della fotografia. Fedele al suo bianco e nero, il fotografo ceco ha catturato la fragilità dello spirito umano sullo sfondo di paesaggi malinconici. Desolazione, abbandono, partenza, disperazione e alienazione, sono temi costanti nel suo lavoro. La vita intera di Koudelka è permeata dal solo bisogno di fotografare. Le vendite dei suoi libri l’hanno aiutato a viaggiare, a comprare nuove scarpe da consumare nella sua ricerca di scatti, a mantenere tre figli concepiti in tre diverse parti d’Europa (Francia, Inghilterra e Italia). 
Un personaggio “anarchico” che non scende a compromessi, che non accetta lavori su commissione da parte di giornali per rimanere libero nelle sue scelte, che non vende le sue foto, alle quali si sente visceralmente legato e che vive solo delle mostre che realizza e dei libri che vende. Un personaggio unico, avvolto nella leggenda: si dice che dorma per terra anche negli alberghi, dopo aver vissuto parecchio tempo con gli zingari, e che abbia attaccato degli stuzzicadenti per la messa a fuoco della sua Leica.
Nato il 10 gennaio del 1938 a Boskovice, Josef Koudelka, inizia a fotografare giovanissimo. A soli 12 anni raccoglie le fragole dai campi e le vende ai paesi vicini per raggranellare i soldi necessari all’acquisto della sua prima macchina fotografica: una bakelite 6×6.
La passione della fotografia inizialmente rimane tale, perché decide di diventare un ingegnere aeronautico. All'università conosce il fotografo e critico Jiri Jenícek che nel 1961 lo incoraggia a mostrare il suo lavoro presso il Teatro Semafor di Praga. 
Laureatosi all'Università di Praga nel 1961, lavora come ingegnere aeronautico per 6 anni, prima di decidere di dedicarsi completamente alla fotografia. Dal 62 inizia la sua serie sugli zingari, “Gypsies”, di cui verrà pubblicato un libro nel 1975, vincitore del prestigioso Premio Nadar. Il libro è un’importante documentazione sulla vita della società nomade, attraverso gli scatti delle comunità gitane di Boemia, Moravia, Slovacchia, Romania, Ungheria, Francia e Spagna. 
La svolta internazionale nella carriera di Josef Koudelka avviene con le foto della primavera di Praga, in cui il fotografo ceco ritrae le forze militari del Patto di Varsavia al momento della loro entrata nella capitale dell’ex Cecoslovacchia. Quei negativi arrivano in maniera clandestina all’agenzia Magnum (di cui Koudelka farà parte dal 1971) e le immagini vengono pubblicate sul Sunday Times in forma anonima, firmate solo con la sigla P.P. (photographer of Prague) per paura di possibili ripercussioni contro Koudelka e la sua famiglia. 
Grazie all'interessamento della agenzia Magnum, Koudelka viaggia in Inghilterra, dove fa richiesta di asilo politico. Nel 1984 la Hayward Gallery di Londra mostra per la prima volta, dopo 16 anni di anonimato, le foto dell'invasione di Praga con il suo nome. 
Nel 1987 la Francia, dove Koudelka risiede ormai da tre anni, gli concede la cittadinanza francese e gli viene conferito il Grand Prix National de la Photographie. Nel 1988 viene pubblicato il libro “Exiles”, vincitore dell'ICP Award per il miglior libro fotografico nel 1989, che rappresenta una profonda riflessione sullo stato fisico e spirituale di esule. 
Dal 1986 Josef Koudelka inizia a fotografare con una fotocamera panoramica. Lo sguardo del fotografo ceco abbandona la rappresentazione umana e si concentra sulle composizioni decadenti, sui luoghi senza vita e sugli scorci rovinati dalle architetture abbandonate dall’uomo. Le immagini di questa serie sono riunite nel libro “Chaos” del 1999. Vincitore del Premio Internazionale Henri Cartier-Bresson (1991) e il premio Hasselblad Award (1992), Josef Koudelka continua a lavorare con lo spirito che da sempre lo contraddistingue. In una celebre intervista, alla domanda su cosa sia più importante per un fotografo,  ha risposto: «Un buon paio di scarpe».



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sabato 17 dicembre 2016

Tutorial Photoshop: metodo nitidezza Bruce Fraser

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In basso potete vedere un video realizzato dall'utente youtube "Emanuele Brilli Photoshop and Photography", dove viene mostrato come migliorare la nitidezza delle nostre foto tramite un metodo ideato dall'esperto Bruce Fraser.

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giovedì 15 dicembre 2016

Guida Instagram per fotografi: trucchi, problematiche e opportunità dei social

In questo articolo mi occupo di Instagram cercando di capire come possiamo utilizzare a nostro vantaggio questo social network se siamo dei fotografi.

Inizio con una citazione tratta da “L’avventura di un fotografo” di Italo Calvino, un racconto scritto nel 1955, che ritrae perfettamente quello che sta succedendo, al giorno d'oggi, con l’avvento della fotografia social: «Basta che cominciate a dire di qualcosa: “Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!” e già̀ siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e che per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia».
La smania di fotografare ha preso il sopravvento sulla visione. E’ cambiato non solo il modo di usare la fotografia, ma anche quello di vederla. Con uno smartphone, dotato di fotocamere sempre migliori, si finisce con lo scattare compulsivamente qualsiasi cosa. Tutto viene fotografato e condiviso, in fretta. 
Il contenuto, il messaggio dell'immagine va perdendo importanza, identificandosi sempre più con il medium stesso: il messaggio. Inoltre, il bombardamento di immagini, al quale siamo sottoposti, produce effetti destabilizzanti e al posto di creare interesse verso il confronto, soprattutto per una scarsa educazione all’immagine, finisce molte volte per creare un estetica uniforme. 
Può la fotografia all’interno di questo apparente caos raccontare ancora qualcosa, tanto da poter rientrare nella definizione di fotografia narrativa? Può Instagram rappresentare un vantaggio nella diffusione del lavoro di un fotografo?


Nonostante una grande diffidenza iniziale, sono sempre più convinto dell’utilità dei social. Ho aperto da diversi mesi un profilo Instagram (per vederlo clicca qui) e in seguito alla esperienza che ho avuto posso affermare che i social rappresentano per un fotografo un grande opportunità di visibilità
La sfida sta nel capire le potenzialità dei nuovi mezzi e imparare a usarli nella maniera opportunaLa narrazione fotografica degli scatti, che un tempo venivano materialmente stampati e presentati in libri o mostre, può essere riprodotta perfettamente anche all’interno di una piattaforma come Instagram e anzi può essere al giorno d’oggi uno dei modi più veloci di diffusione del nostro lavoro.

Cos’e’ Instagram?

Instagram è un social network fotografico di proprietà di Facebook che permette di condividere foto o brevi video. Se un tempo stampavamo le foto e le mettevamo in un album, oggi le foto rimangono spesso eteree. Instagram assolve al desiderio che abbiamo di conservare e poter aver libero accesso in modo veloce ai nostri scatti, assieme alla smania di mostrare le nostre foto e condividerle nella ricerca di approvazione. In Instagram troveremo di tutto: foto belle (una piccola parte), foto brutte e foto orribili. Troveremo un marasma d’immagini che vengono caricate continuamente,  la maggior parte delle quali si caratterizza per uniformità dei soggetti fotografati.


Perche avere un account Instagram?

Instagram permette senza investimenti di denaro di creare una sorta di galleria virtuale fruibile da milioni di iscritti, che hanno la possibilità di interagire tra di loro.


Come creare il nostro pubblico (trucchi e consigli)

La difficoltà consiste nel farsi notare. Migliaia di foto vengono caricate continuamente. 

Bisogna quindi farsi conoscere, far si che il proprio profilo venga visto, e dopo che è stato visto, far sì che venga seguito. Insomma, crearci il nostro spazio e il nostro pubblico (followers) all'interno del social network.


Come?
    • La risposta può sembrare banale, ma la cosa più importante è la bellezza e originalità della nostre foto. Creare uno stile unico e costante nelle foto che pubblicano, una coerenza creativa, concettuale ed estetica che ci contraddistingue.
    • Completare bene la presentazione del profilo. Come in altri social media, anche su Instagram è necessario presentarsi nei 150 caratteri a disposizione e parlare un po’ di sé. Le persone voglione sapere chi sta dietro le foto e quali siano le passioni, lo stile di vita e conoscere altri canali in cui si è presenti (web,blog, Twitter, Facebook). Per completare, ovviamente, bisogna inserire una foto profilo in modo da essere facilmente trovabili dagli amici o nuovi followers. Si può in ultimo decidere se mettere il profilo pubblico o privato, ma nel secondo caso non sarà possibile vedere le foto senza autorizzazione, il che riduce la possibilità di essere conosciuti. 
    • Il punto forte di Instagram è sicuramente il racconto attraverso le immagini. Ma non dobbiamo trascurare le didascalie. Utile, pertanto, aggiungere una didascalia, anche breve, alle foto che pubblichiamo.
    • In modo simile a quanto accade su altri social, anche su Instagram è possibile “etichettare” le proprie immagini, aggiungendo subito dopo la descrizione degli hashtag che indicano gli argomenti trattati e aumentano la loro visibilità da parte degli altri utenti del servizio. Gli hashtag sono parole precedute dal segno #, che rimandano ad un album virtuale, il quale raccoglie tutti i contenuti che diversi utenti hanno pubblicato con lo stesso hashtag. Scegliere degli hashtag giusti è fondamentale per far conoscere le proprie foto al pubblico di Instagram. 
    • Le fotografie possono essere scattate direttamente dall’app o recuperate dalla galleria, già in memoria nello smartphone. Questo secondo metodo, molto diffuso, permette di condividere con la community fotografie anche scattate in tempi remoti. Possiamo quindi caricare foto scattate precedentemente con altre fotocamere e poi trasmetterle tramite memoria dal mezzo di produzione a quello di diffusione. Lo smartphone, in questo caso, assume il solo ruolo di canale di trasferimento delle immagini.
    • Condividere i propri scatti anche su altri social network: Facebook e Twitter in primis. Quest’operazione si può eseguire manualmente, collegando l'account Instagram agli altri account social.
    • Interagire solo con gli altri utenti che realmente apprezziamo. Non ha molto senso mettere like e commenti a vanvera ad altri utenti, dobbiamo crearci un pubblico affine ai nostri gusti.
    • Inserire l'indirizzo instagram nei biglietti da visita, nella pagina web o nel blog, nella firma delle e-mail.

    • Postare poco, ma costantemente. Postare tanto può essere controproducente. In ogni caso, non più di una volta al giorno. La qualità è sempre prioritaria verso la quantità.
    Nonostante ho sempre creduto che il mio lavoro personale abbia come luogo designato di fruizione uno spazio espositivo, devo ammettere che Instagram mi ha permesso di promozionare i miei scatti molto più del sito personale. Utilizzo Instagram con maggiore libertà rispetto alla pagina web: posso pubblicare foto di progetti non ancora terminati o presentare foto che non appartengono a nessuna serie. Credo che in generale possa essere utile per ogni fotografo. Sta a noi creare il nostro spazio e utilizzarlo per trarre giovamento. Non ha senso demonizzare il nuovo, dobbiamo solo utilizzare i nuovi strumenti con oculatezza.

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