mercoledì 27 luglio 2016

Prisma: le foto diventano quadri anche su Android

Dopo l’esordio boom su iPhone un mese fa, l’applicazione russa Prisma approda anche su Android. Prisma ed è un’app dedicata all’editing fotografico, che utilizza un'intelligenza artificiale per modificare le nostre foto e renderle simili alle opere d’arte del passato. 

Basata su algoritmi di intelligenza artificiale simili a quelli impiegati nel servizio Google Deep Dream, Prisma non applica filtri generici, che mimano vagamente determinati tipi di effetti pittorici. Prisma, infatti, non è la prima applicazione che trasforma le foto in disegni o dipinti, ma a differenza di altri programmi del passato che applicavano semplici filtri, sfrutta una rete neurale artificiale, che permette all’immagine di essere ricreata, con un risultato sorprendente. Il funzionamento della app è molto semplice
Una volta avviata, l’applicazione, possiamo scattare una nuova immagine mediante le fotocamere o caricarne una tra quelle salvate nella galleria. Dopodiché possiamo ritagliarla, mantenendo le proporzioni quadrate e, infine, scegliere uno degli effetti proposti.
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mercoledì 20 luglio 2016

La natura modificata di Robert Zhao Renhui

“Sono sempre rimasto affascinato su come il significato di una fotografia possa cambiare ogni volta che si legge qualcosa. Abbiamo sempre bisogno di una parola, o di una situazione o un ambiente per l'immagine. Per me, tutti questi significati che creiamo sono del tutto inutili. Tendiamo a credere nelle fotografie, ma il loro uso può portarci a travisare le cose”.
Robert Zhao Renhui è un giovane fotografo di Singapore. Insignito del Deutsche Bank Award in Photography (2011),  del Sony World Photography Awards (2010 e 2011) e del  The Young Artist Award conferito dal Singapore National Arts Council (2010), Robert Zhao Renhui ha studiato fotografia nel Regno Unito presso il Camberwell College of Arts e il London College of Communication, prima di tornare a vivere a Singapore. 
La ricerca artistica di Robert Zhao Renhui s’interseca con la scienza, con particolare riferimento alla branca della zoologia. Lavora principalmente nel campo della fotografia, ma spesso adotta un approccio multi-disciplinare, presentando le immagini contestualmente a testi e documenti, oggetti e installazioni tridimensionali che si appropriano del linguaggio divulgativo scientifico.
 Il suo lavoro esamina la relazione dell’uomo con la natura e le conseguenti istanze legate alla morale e all’etica, osservando come i nostri comportamenti e supposizioni circa il mondo naturale siano spesso condizionati dai media e da tutte quelle istituzioni comunemente accettate come fonti autorevoli. La serie“A Guide to the Flora and Fauna ofthe World” evidenzia i limiti di questi sistemi di organizzazione e diffusione della conoscenza, mescolando e sfumando i confini tra realtà e finzione.
Le immagini di Robert Zhao Renhui riflettono sui modi in cui l'azione umana e il suo intervento stanno lentamente alterando il mondo naturale.  Il fotografo presenta un catalogo di creature curiose e forme di vita che, ora si sono evolute o si potrebbero essere evolute per affrontare lo stress e le pressioni di un ecosistema modificato,  ora sono il risultato d’interventi umani di mutazioni genetiche o digitali.

Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell’artista per una visione completa della sua opera.
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venerdì 8 luglio 2016

Swell di Mateusz Sarello

"Sono tornato di nuovo nei luoghi in cui eravamo stati insieme. Qui il progetto si e' concluso, ed e' iniziata una storia personale".
Nato nel 1978, Mateusz Sarello si è laureato presso l'Accademia di Fotografia di Varsavia. Membro dell’agenzia d’immagini Napo (Napo programma Mentor), Sarello si e’ fatto conoscere al grande pubblico attraverso il libro fotografico "Swell"Mateusz Sarello ha ricevuto numerosi premi tra i quali FotoWeekDC International Awards, PDN Photo Annual, Prix de la Photographie Paris, FotoVisura Grant.
"Swell" è una storia personale raccontata in immagini. Due parti ben distinte caratterizzano questo libro. La prima racconta un evento passato, una visita del Mar Baltico del fotografo polacco con la sua ragazza. Piccole immagini colorate del Mar Baltico, scattate con una Fuji film istantanea che avrebbero dovuto dare vita ad un progetto comune. Tuttavia, durante il viaggio, la coppia scoppia e si separa. Il progetto finisce. Mateusz perso, torna indietro, fino al mare, forse per trovare alcune spiegazioni nascoste del fallimento della relazione.
 
La seconda parte del libro racconta questo ritorno per gli stessi luoghi, ora diversi. Non ci sono più colori. Le fotografie in bianco e nero di Mateusz Sarello raccontano vuoto e perdita. Paura e inquietudini. 
Il fotografo polacco ripercorre i luoghi fisici con macchina fotografica e un flash. Ritratti istintivi e catartici di persone ed animali che incontra nel cammino, si alternano a doppie pagine del mare. Ora tentazione della perdita fisica, ora simbolo del rinnovamento della vita. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito internet del fotografo per avere una visione completa della sua ricerca.

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