mercoledì 25 maggio 2016

Fotografia e mercato dell'arte: problematiche e caratteristiche

Il mercato dell’arte dipende da una molteplicità di fattori, che rappresentano una specificità di questo mondo. Si tratta di un mercato complicato e diverso da quello finanziario, con poche regole, dove l’illiquidità è la norma e bassa la trasparenza. Un sistema caratterizzato da asimmetria informativa tra gli addetti ai lavori e il pubblico. Per investire in arte, pertanto, non è sufficiente saper riconoscere un’opera e stimarne il possibile valore economico (cosa già di per se tutt’altro che facile), ma bisogna soprattutto conoscere il mercato e comprendere i meccanismi economici su cui si regge.
In questo periodo in cui i tradizionali asset finanziari come le azioni e le obbligazioni, non hanno ottenuto i risultati attesi, l’esigenza di rivolgersi ad altri mercati ha assunto maggior vigore. Di conseguenza, l’acquisto di un’opera d’arte, una volta appannaggio di una ristretta élite di ricchi appassionati, ha interessato un pubblico sempre maggiore di investitori. Il mercato dell’arte negli ultimi anni è, inoltre, andato incontro a profondi cambiamenti dovuti alla grande globalizzazione e alle conseguenti enormi risorse finanziare confluite. Si è internazionalizzato e ha incluso al suo interno nuove figure che si sono affiancate a quelle tradizionali.
Bisogna tener chiaro in mente che, il valore economico di un’opera non sempre riflette la rilevanza artistica e culturale della stessa. Il valore è il risultato di un processo complesso e spesso dominato da dinamiche non lineari. Non solo saranno importanti elementi come chi è l’autore e che ruolo ha nell’arte, l’autenticità dell’opera, la tecnica, le misure dell’opera, il curriculum espositivo, la rarefazione della produzione, ma anche saranno determinanti, nell’influenzarne il prezzo, gli operati di figure estrinseche alla opera, come critici, direttori dei musei, curatori dei musei e media. 
Gli investitori interessati al campo dell’arte hanno a loro disposizione due differenti canali di accesso: il primario e il secondario. Il primario risulta spesso difficile da attuare, in quanto di solito è riservato ai galleristi che intrattengono con gli artisti rapporti primari e diretti, finanziandone il lavoro e programmandone la carriera. Questi si difendono dalla possibilità d’intrusione di terzi per mezzo di contratti di esclusiva che stipulano con gli artisti (qui un post per approfondire sulle gallerie d'arte). L’accesso al mercato dell’arte più utilizzato da collezionisti e investitori è, pertanto, quello del mercato secondario (gallerie, fiere e case d’asta). L’investimento in arte richiede un periodo medio di possesso abbastanza lungo (almeno 5-10 anni) e il carico d’oneri come il rischio di danneggiamento, deterioramento, furto, incendio e distruzione. Per quanto riguarda le polizze assicurative che abitualmente vengono contratte, sono di due tipologie: quella a valore dichiarato e quella a stima accettata. 

IL MERCATO FOTOGRAFICO


La fotografia è una forma d’arte ormai consolidata, ma molto giovane nel mercato. La fotografia d’arte sta conoscendo una vera e propria consacrazione dal punto di vista delle quotazioni (qui un post sulle tre fotografie più care acquistate all'asta). L’interesse del mercato verso la fotografia è sempre maggiore e gli spazi espositivi e i festival a essa dedicati si vanno moltiplicando.
Rhein II Andreas Gursky
Le fotografie contemporanee hanno prezzi considerevolmente inferiori ai dipinti e alle sculture dei più importanti nomi del mercato dell’arte. Pertanto molti collezionisti hanno visto nel mercato fotografico una nuova opportunità d’investimento. Tuttavia, chiunque voglia avventurarsi in questo settore, ne deve comprendere alcune fondamentali caratteristiche.

PROBLEMATICHE

In arte si parla di autentico per indicare l’originale. La fotografia è un'arte riproducibile. Walter Benjamin nel suo saggio L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, parlava di "dissolvenza dell'aura", intendendo per "aura", quel valore aggiunto e cultuale (di culto) dato dall'hic et nunc, il qui e ora di un'opera, considerata nella sua unicità. Per aggirare questa problematica e non rendere saturo il mercato di una stessa immagine, svalutandone così il valore, si suole usare un’edizione limitata della stessa. Con il termine edizione s’indica quante volte è stata stampata un’immagine. Definito il numero degli esemplari che comporranno l’edizione, i fogli vengono numerati in uno dei due angoli inferiori della stampa. La numerazione è composta, solitamente, da due cifre in numeri arabi separate da un trattino diagonale, X/Y. Prima di comprare sarebbe opportuno verificare se esistano copie della stessa stampa in diverse dimensioni. Inoltre le copie saranno firmate o timbrate dall’artista per autenticarne la paternità. A queste tirature dobbiamo aggiungere, le Prove d'Artista, una volta escluse dal mercato e destinate ad amici, critici e collaboratori. Normalmente le prove d’artista sono un massimo di tre e vengono numerate, a differenza degli altri esemplari dell’edizione, con numeri romani. Peculiarità del mercato fotografico è anche il cosiddetto Vintage. Per Vintage s’intende la stampa eseguita a distanza temporale ravvicinata allo scatto. Dunque una sorta di stampa eccezionale vicina al periodo in cui l’artista ha deciso di immortalare quel preciso momento e quindi anche maggiormente attinente al reale pensiero del fotografo in materia di esecuzione e di risultato. 

IN ITALIA

In Italia il mercato della fotografia stenta a decollare. Diverse sono le cause e sicuramente ne affronterò in dettaglio le problematiche in un altro post. Ma riassumendo all’osso possiamo dire che in Italia manchi una cultura fotografica generalizzata. Inoltre i nostri autori non sono difesi da un riconoscimento istituzionale e spesso gli intermediari si dimostrano più attenti alla resa economica nel breve periodo che non nel lungo tempo. 






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venerdì 20 maggio 2016

Google Art Camera, le foto d'arte da 7 miliardi di pixel

Chiunque si sia cimentato nel tentativo di fotografare un dipinto sa che è un’impresa tutt’altro che facile. La nuova Google Art Camera rivoluziona il settore delle foto d’arte ad alta definizione con un metodo innovativo.

Nel 2011 Google ha fondato il Google Cultural Institute, un progetto ambizioso che ha come missione principale la digitalizzazione in alta risoluzione del patrimonio artistico custodito nei più importanti musei del mondo. Il progetto ha permesso, a oggi, la scansione in altissima risoluzione di circa 200 capolavori dell’arte. Tuttavia,  per scansionare un quadro ad alta definizione era necessario un giorno di lavoro.
Ora, grazie alla nuova camera ideata da Google, la Google Art Camera, il procedimento di scansione sarà molto più veloce ed accurato e ben presto Google digitalizzera amolti altri capolavori dell’arte.
La nuova tecnologia si basa su un laser che guida la messa a fuoco, un sonar che misura lo spazio tra la fotocamera e l’opera e un accelerometro che gestisce il pericolo vibrazioni. Il braccio robotico della fotocamera muove la macchina, scattando centinaia di immagini ad alta risoluzione a poca distanza dal dipinto, foto che poi vengono unite digitalmente in un’unica immagine di 7 gigapixel (7 miliardi di pixel).
Tutto ciò permette una fruizione dell’opera, centimetro per centimetro, totalmente nuova. E’ possibile guardare i dettagli di un dipinto da casa, attraverso la web del progetto,  analizzando le singole pennellate di colore che lo compongono.


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mercoledì 11 maggio 2016

Le nature morte di Jiaxi Yang

“Voglio che la gente possa vedere la bellezza nelle cose insignificanti e percepire l'esistenza quotidiana in un modo completamente nuovo”.
Jiaxi Yang è nata a Shanghai nel 1989. Dopo aver conseguito un master in Visual Arts Administration presso la New York University, ha aperto una galleria d’arte specializzata in artisti cinesi a Brooklyn, la Fou Gallery
Innamoratasi della fotografia, ha studiato  un programma annuale presso l'InternationalCenter of Photography (ICP) di New York, prima di affacciarsi di prepotenza nel panorama artistico con  la serie “The Horizontal Mode of A Waking Life”, vincitrice del PDN Photo Annual 2015 e del LensCulture Emerging Talents 2015.
Le fotografie still-life di Jiaxi Yang trasferiscono lontano dal loro contesto e dalla loro funzione originale, cibo e oggetti. Straniando ciò che è ordinario, Jiaxi Yang crea nuovi modi di percepire l'esistenza abituale. Gli oggetti non solo  cambiano di significato, ma spingono, inoltre, lo spettatore a ricostruire con la fantasia i passaggi sottesi alla nuova logica dell’immagine.
La fotografa cinese si ispira all’arte minimalista di Fred Sandback, Agnes Martin, e Carl Andre, e  agli studi di colore della Bauhaus, dando vita a nature morte intriganti e surrealiste.

Vi consiglio di dare uno sguardo al sito web dell’artista per avere una visione completa della sua opera.
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