giovedì 26 marzo 2015

L’unica cosa che veramente conta in fotografia è l’emozione

L’unica cosa che veramente m’interessa in fotografia è l’emozione e il sentimento…tutto quello che va oltre, è solo un trucco.” (Christopher Anderson)

Christopher Anderson

Molte volte diamo per scontato che le immagini che percepiamo corrispondano alla realtà delle cose.  Ma, la percezione è sempre una lettura interpretativa delle stesse.  L’uomo, infatti, non è un osservatore oggettivo e neutrale. I nostri cinque sensi sono, pertanto, indispensabili per capire il mondo che ci circonda, ma la percezione non consiste soltanto nell’uso dei sensi. Secondo le teorie della psicologia della Gestalt, la percezione consisterebbe in un processo mentale attivo nel quale le sensazioni vengono integrate con idee, ricordi ed emozioni che fanno parte della  nostra storia personale. La vita che ci portiamo dentro diventa, allora, un filtro che usiamo per decifrare quello che avviene fuori. 
La fotografia ci affianca nella nostra interpretazione visiva. Servendoci della riproduzione meccanica fotografica, interpretiamo costantemente il mondo che ci circonda, attraverso uno specifico modo di osservarlo. Ogni fotografia rappresenta una decisione comunicativa, un atto non innocente, una precisa scelta che compiamo. La fotografia non è sinonimo di telecamere, di sensori e di obiettivi. Questi sono solo mezzi meccanici che ci aiuto nella rappresentazione visiva della nostra interpretazione. La fotografia ha solo un fine, quello di emozionare, di comunicare. E questo van ben aldilà del maggiore quantitativo di pixel o della maggiore risoluzione ad alti ISO. Essere un fotografo non equivale solo a scattare foto. Essere un fotografo significa avere un'idea o sentimenti da esprimere, significa ricercare attraverso la fotografia il modo di rendere visibile questa visione, raccontando l’emozione delle storie.
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giovedì 19 marzo 2015

Come fotografare l’eclissi solare del 20 Marzo 2015

Oggi, 20 marzo, la Luna si frapporrà tra Terra e Sole, dando vita ad una eclissi solare. Questo tipo di eclissi è un evento abbastanza raro. Molti saranno, allora, tentati di scattare delle foto dell’eclissi. In questo post v’indicheremo alcuni consigli a riguardo.
Innanzitutto è necessario munirsi di occhiali ad hoc o di un filtro specifico per guardare direttamente il sole, altrimenti rischiamo di rovinare permanentemente la nostra vista. L’eclissi inizierà alle 9:20 e proseguirà fino alle 11:50, raggiungendo il massimo livello intorno alle 10:30-10:40L’eclissi sarà visibile in tutta Italia, ma nel nostro Paese sarà soltanto parzialePer fare un buono scatto dell'eclissi solare, l'ideale è allontanarsi dalle aree urbane, per evitare zone di smog che diminuiscono la visibilità'.  Usare se possibile treppiedi e trigger remoto. E’ necessario, inoltre, proteggere il sensore della fotocamera dall’intensa radiazione solare. Per questo motivo è molto importante utilizzare una protezione solare (una d’intensità 5 dovrebbe essere sufficiente). Questa, oltre a salvaguardare il sensore della nostra camera, ci aiuterà nella regolazione dell’esposizione. Se possibile, utilizzare un teleobiettivo per avere una visione ravvicinata dell’evento. Può anche essere utile, provare il setting delle fotocamere Full Frame in modalità di ritaglio per aumentare le dimensioni relative dell'immagine dell'eclisse. Consigliabile mettere a fuoco manualmente, in quanto i sistemi automatici non funzionano in queste condizioni e mettere a fuoco all'infinito o utilizzare l'iperfocale.
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lunedì 2 marzo 2015

Antanas Sutkus: maestro della fotografia Lituana

"L’arte non risolve in una sola volta tutti i problemi del mondo,  ma può colpirci come individui, ed aiutarci a rendere il mondo un posto migliore”.
Considerato come uno dei grandi maestri della fotografia, Antanas Sutkus nasce nel 1939 a Kaunas, in Lituania. Studia giornalismo presso l'Università di Vilnius tra il 1958 e il 1964. Vincitore del Premio Nazionale Lituano e dell'Ordine del Granduca Gedeminas, Sutkus è stato uno dei co-fondatori e presidente della Photography Art Society of Lithuania, un centro per la divulgazione e l’educazione fotografica che vanta la crescita di artisti quali Aleksandras Matsiyauskas, Algimantas Kunchius, Romualdas Rakauskas e Romualdas Poznerskis.
Durante il soggiorno di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir in Lituania, Sutkus scatta quelle che saranno riconosciute come le fotografie più espressive del filosofo (vedi sotto).
Da allora, il fotografo lituano conquista l’attenzione internazionale. Le opere di Antanas Sutkus sono state incluse nelle più famose collezioni d'arte e cultura di tutto il mondo, tra cui il Museo lituano Arte, la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi, l'International Center of Photography di New York, la Galleria d'Arte di Dresda, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museo d'Arte Moderna di Stoccolma, l'Art Institute di Chicago, il Museo della Fotografia a Parigi.

Il lavoro più importante di Sutkus è "People of Lithuania". Un progetto iniziato nel 1976, quando la Lituania era ancora parte dell'Unione Sovietica, con l'intento di documentare i cambiamenti nella vita del popolo lituano. 

Sutkus ritrae i volti della gente nella loro ordinarietà, in profondo contrasto con lo sguardo idealizzato della fotografia sovietica. Attraverso uno stile social-documentaristico, che ricorda quello usato dai pionieri della fotografia prima della seconda guerra mondiale, il fotografo lituano volge l’obiettivo verso le realtà più dure della vita quotidiana. 
Un bianco e nero che si muove tra romanticismo, semplicità, bellezza e tristezza. Un lavoro corposo, che vanta più di 500.000 negativi, che si basa sull’idea di documentare un popolo nell’arco della sua storia, diventato parte inseparabile della acquisita identità dello stesso.
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