lunedì 14 settembre 2015

Duane Michals: Maestri della Fotografia

“I fotografi guardano troppo verso l’esterno e non mettono in discussione la meccanica della loro esperienza”… “Smettetela di cercare l’arte negli incostanti capricci della moda, e scoprirete presto che non è lì fuori, il lì fuori è nella vostra mente. La vostra musa risiede nell’immaginazione, la fonte arcana della magica creazione artistica. Non cercate di essere artisti: cercate di essere veri. Se la vostra visione è onesta, l’arte vi troverà.”

Duane Michals è considerato uno dei più importanti artisti del XX secolo. Duane Michals è nato a McKeesport, Pennsylvania, nel febbraio del 1932. Figlio di una famiglia operaia, Michals studia Belle Arti presso l'Università di Denver e prosegue, senza terminare, gli studi per diventare un graphic designer presso la Parsons School of Design di New York.
Un viaggio in Unione Sovietica, nel 1958, gli fornisce l’occasione per avvicinarsi alla fotografia. Con una macchina fotografica presa in prestito, Duane ritrae le persone che incontra nel cammino. Al ritorno in America monta la sua prima esposizione presso la Underground Gallery di New York. Inizia, allora, a lavorare come fotografo freelance per riviste come Esquire, Mademoiselle e Vogue. I ritratti eseguiti tra il 1958 e il 1988 vengono raccolti e pubblicati nel volume dal titolo Album 1958-1988: The Portraits of Duane Michals.
Il lavoro di Duane Michals rompe i canoni fotografici di un’epoca che venerava la perfezione contemplativa del paesaggio di Ansel Adams o l’attimo di Henri Cartier-Bresson. Le sue opere hanno sfidato la ‘purezza’, aprendo la strada alla concettualizzazione e alla connessione interdisciplinare tra le arti. Il lavoro di Michals trova una base referenziale nel lavoro di artisti come William Blake e René Magritte. I temi affrontati dal fotografo statunitense derivano da esperienze emotive personali, piccoli drammi umani che vivono in atmosfere surreali tra sogno e memoria. Immagini che parlano di desiderio, sesso, morte e identità
Di fronte all'impossibilità del mezzo fotografico, Michals forza e amplifica il linguaggio, presentando storie che si avvalgono della messa in scena sequenziale, della scrittura , dell'esposizione multipla o della inclusione grafica.
Nelle sue fotografie Duane Michals mette costantamente alla prova lo spettatore, che si trova costretto a usare l’ immaginazione per colmare le lacune di informazioni presenti nelle immagini e completare la storia che raccontano. Una fotografia che ci lascia domande e non risposte. Vi suggerisco di guardare il  breve documentario  in basso della serie Contacts, per avere un maggiore approfondimento.

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