lunedì 2 marzo 2015

Antanas Sutkus: maestro della fotografia Lituana

"L’arte non risolve in una sola volta tutti i problemi del mondo,  ma può colpirci come individui, ed aiutarci a rendere il mondo un posto migliore”.
Considerato come uno dei grandi maestri della fotografia, Antanas Sutkus nasce nel 1939 a Kaunas, in Lituania. Studia giornalismo presso l'Università di Vilnius tra il 1958 e il 1964. Vincitore del Premio Nazionale Lituano e dell'Ordine del Granduca Gedeminas, Sutkus è stato uno dei co-fondatori e presidente della Photography Art Society of Lithuania, un centro per la divulgazione e l’educazione fotografica che vanta la crescita di artisti quali Aleksandras Matsiyauskas, Algimantas Kunchius, Romualdas Rakauskas e Romualdas Poznerskis.
Durante il soggiorno di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir in Lituania, Sutkus scatta quelle che saranno riconosciute come le fotografie più espressive del filosofo (vedi sotto).
Da allora, il fotografo lituano conquista l’attenzione internazionale. Le opere di Antanas Sutkus sono state incluse nelle più famose collezioni d'arte e cultura di tutto il mondo, tra cui il Museo lituano Arte, la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi, l'International Center of Photography di New York, la Galleria d'Arte di Dresda, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museo d'Arte Moderna di Stoccolma, l'Art Institute di Chicago, il Museo della Fotografia a Parigi.

Il lavoro più importante di Sutkus è "People of Lithuania". Un progetto iniziato nel 1976, quando la Lituania era ancora parte dell'Unione Sovietica, con l'intento di documentare i cambiamenti nella vita del popolo lituano. 

Sutkus ritrae i volti della gente nella loro ordinarietà, in profondo contrasto con lo sguardo idealizzato della fotografia sovietica. Attraverso uno stile social-documentaristico, che ricorda quello usato dai pionieri della fotografia prima della seconda guerra mondiale, il fotografo lituano volge l’obiettivo verso le realtà più dure della vita quotidiana. 
Un bianco e nero che si muove tra romanticismo, semplicità, bellezza e tristezza. Un lavoro corposo, che vanta più di 500.000 negativi, che si basa sull’idea di documentare un popolo nell’arco della sua storia, diventato parte inseparabile della acquisita identità dello stesso.

1 commenti:

Claudio ha detto...

Bellissime immagini e stupendo bianco e nero !!

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes