lunedì 30 giugno 2014

Concorso Blog Fotografia Artistica: vince Cristina Piersigilli con "Le identità smarrite"

La giuria internazionale formata dall'artista spagnolo Ciuco Gutierrez, dal francese Pierre Gonnord, dalla venezuelana Manto Pérez-Boza e dall'italiano Giuseppe Santagata ha designato il vincitore del concorso "Cercasi Fotografi" del Blog Fotografia Artistica. Ogni membro della giuria ha espresso tre preferenze (la prima dal valore di 5 punti, la seconda dal valore di 3 e l'ultima dal valore di 1 punto) e una motivazione per ogni preferenza.
Il progetto che ha raggiunto il punteggio più alto è quello di Cristina Piersigilli che riceverà una Lomography Konstruktor DIY Kit, una scheda Kingston SDHC/SDXC UHS-I U3 da 32 Giga, una tracolla artigianale in cuoio Figosa e il suo lavoro recensito all'interno del nostro sito nella sezione FotArtistica. Il progetto "Le identità smarrite", affrontando il tema della memoria e dell’identità, tenta di riscattare dall’oblio differenti storie e ricostruire, mediante la metafora dell’oggetto, i frammenti di vita di una parte di umanità. Il racconto si snoda proprio attraverso una serie di scatti di alcuni oggetti trovati e catalogati all’interno degli Uffici Oggetti Smarriti di Roma Capitale e dell’aeroporto di Roma-Fiumicino, dove sono rinvenuti e conservati ogni giorno, ma solo transitoriamente, gli oggetti perduti o dimenticati durante i viaggi e spostamenti quotidiani. Questi uffici, che all’apparenza ci appaiono come luoghi anonimi, quasi invisibili e spesso sconosciuti ai cittadini, sono in realtà dei luoghi che, al pari dei più noti musei in cui vengono conservati reperti storici di civiltà passate, custodiscono e raccolgono temporaneamente una enorme quantità di memoria e di storie in continuo rinnovamento. 
Il lavoro di Cristina Piersigilli è un progetto fotografico diretto che, senza alcun genere di artificio visuale, riesce a trasmettere l'intento comunicativo concettuale: una intelligente metafora sull'abbandono, sulla perdita e sulla desolazione del nostro tempo. Non è importante sapere a chi sono appartenuti tali oggetti, chi per sbadataggine li ha dimenticati sul treno o sul vagone di un tram, l'immagine dell'oggetto ci restituisce solo l'indizio di un passaggio, lasciandoci piena liberta di ricostruirne una possibile storia.
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mercoledì 18 giugno 2014

Finalisti concorso Blog Fotografia Artistica

Il concorso Cercasi Fotografi, indetto dal nostro blog (Blog Fotografia Artistica), ha visto una numerosissima partecipazione. Abbiamo superato i mille partecipanti. Ringraziamo, pertanto, tutti coloro che hanno partecipato, sottolineando l'ottimo livello generale delle opere pervenuteci
Dopo una accurata selezione dei lavori la giuria ha decretato i seguenti finalisti (in ordine di apparizione nel collage fotografico da sinistra a destra): Lara Carbone con il progetto "Another Leftover Statement", Antonio Passalacqua con "Alone in the urban geometries", Cristina Piersigilli con "Le identità smarrite", Alessandro Pagni con "Guida pratica all'ipnosi", Laudati Mariolino con "Ghost Town", Lucrezia Senserini con "Corrispondenze", Marco Bologna "Stazioni", Pierangelo Laterza con "Naufragio", Maura Ghiselli con "Portrait Project", Mirko Ciabatti con "Architettura quotidiana", Veronica Onofri con "Behaind the rain",  Strafella Antonio con "Cut-e animals" e Matteo Romellini con "Di Colori e di Materiali".
La giuria internazionale formata dall'artista spagnolo Ciuco Gutierrez, dal  francese Pierre Gonnord, dalla venezuelana Manto Pérez-Boza e dall'italiano Giuseppe Santagata designerà a suo insindacabile giudizio, tra i seguenti finalisti, un solo vincitore che riceverà in premio:  una Lomography Konstruktor DIY Kit, una scheda Kingston SDHC/SDXC UHS-I U3 da 32 Giga, una tracolla artigianale in cuoio Figosa  e il suo lavoro  recensito all'interno del nostro sito nella sezione FotArtistica. Il nome del vincitore verrà comunicato in data 30 Giugno attraverso il blog e con comunicazione mail a tutti i partecipanti.
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lunedì 16 giugno 2014

Emmet Gowin - Maestri della fotografia

Fotografo dell'intimità e allo stesso tempo delle grandi distanze, Emmet Gowin nasce nel 1941 a Danville, in Virginia, da un pastore metodista e un'organista. 
Dopo aver studiato con la leggenda modernista HarryCallahan presso la Rhode Island School of Design, dove ha ricevuto il suo MFA, Gowin si guadagna l'attenzione del grande pubblico nel 1970, grazie ai ritratti intimi della moglie (Edith) e della famiglia acquisita. 
Attraverso un bianco e nero drammatico nelle differenze tra luce e ombra, Gowin dà vita a ritratti che rappresentano profondi sentimenti, che sublimano la quotidianità della vita per immortalarne l'elegiaca essenza. 
La maggior parte di queste immagini  sono state scattate con una fotocamera 4 x 5 su un treppiede, una situazione in cui sia il soggetto e che il fotografo si vedono e si sentono entrambi parte del quadro. Dopo la morte della nonna di Edith il fotografo americano volge il suo sguardo verso il paesaggio, scattando fotografie aeree di luoghi modificati dall'uomo.
Emmet Gowin, attraverso delle riprese aeree, trascende i tratti riconoscibili del paesaggio. Immagini potenti, di una bellezza crudele, che astraggono le miniere d'oro, i pozzi di carbone,  i campi di battaglia e i siti per esperimenti atomici, per concentrarsi sulle orrende e affascinanti  cicatrici della terra.

Vincitore di una Guggenheim Fellowship, due National Endowment for theArts  e della Pew Fellowship for theArts, parallelamente alla sua carriera artistica di successo, Gowin ha insegnato per 36 anni a Princeton, influenzando intere generazioni di fotografi. 
Le sue fotografie in bianco e nero, incluse in importanti collezioni di tutto il mondo, sono state esposte  tra l'altro al Museum of Modern Art (MOMA), nella Corcorcan Gallery of Art di Washington e nel Philadelphia Museum of Art.
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lunedì 2 giugno 2014

Cosa sapere sulle gallerie d'arte

Forse l'aspetto che definisce meglio l'arte contemporanea è la stessa difficoltà nel trovarne una definizione. Al di là dell'affermazione generica che individua l'arte contemporanea come l'arte creata nel presente, le forme artistiche odierne sono molto numerose, diverse e contraddittorie. Le stesse componenti in gioco sembrano molto più vaghe che nel passato. Arte può essere potenzialmente tutto, fatta da chiunque e mostrata in qualsiasi contesto. Questa situazione di profonda teorica apertura si scontra con un sistema di gestione che è rimasto sostanzialmente vecchio, nonostante la globalizzazione del mercato e l'innesto di nuovi strumenti di commercializzazione  (primo fra tutti la rete). 

Il sistema arte: Le gallerie d'arte

Le parti di questo articolato "sistema" sono artisti, gallerie pubbliche e private, Istituzioni culturali, musei di arte moderna contemporanea, collezionisti, curatori e critici. In questo sfondo gli aspiranti artisti lottano e ambiscono ad esporre mostrando il loro lavoro nelle gallerie d'arte. Le gallerie d'arte sono esercizi commerciali specializzati nell'esposizione e nella vendita di opere d'arte. Le gallerie d'arte private, che si distinguono per finalità da quelle pubbliche, possono essere gestite da privati o associazioni. Le gallerie rimangono, ancora oggi, il punto di riferimento principale per il collezionista o l’appassionato d’arte intenzionato ad acquistare delle opere. Esse sono determinanti nel decidere il successo o meno di un artista. Infatti, solo nel mostrare un autore, alcune gallerie certificano il valore dello stesso nel mercato.  Conoscere il loro mondo, pertanto, è di fondamentale importanza per tutti coloro che vogliano comprendere le dinamiche per entrare nel mercato. Si calcola che annualmente nel nostro Paese vi siano un migliaio di giovani che aspirano ad intraprendere la carriera dell'artista. Un panorama intricato che si caratterizza per un'offerta che supera di gran lunga la domanda e un mercato in crisi che si rifugia nel certo, negli autori già affermati, certificati da poche e influenti gallerie, critici e curatori. All’artista esordiente,pertanto, difficilmente viene lasciato molto spazio d'azione. Le relazioni commerciali tra galleria e artista sono di molteplici tipologie. Esistono le cosi dette "Vanity Galleries" che si limitano ad affittare in cambio di denaro temporaneamente gli spazi espositivi agli artisti. Esse svolgono solo un ruolo di affitto degli spazi, disinteressandosi dell'attività curatoriale e promozionale dell'autore. Esistono gallerie che si limitano ad acquistare e rivendere le opere d’arte per proprio conto. Altre che organizzano mostre collettive o individuali solo occasionalmente. Le gallerie più note, le "Gallerie di Brand" e le "Gallerie Tradizionali", preferiscono instaurare relazioni di durata con gli artisti e rappresentarli per lunghi periodi di tempo. La loro attività si snoda attraverso la promozione dell’artista, la pubblicazione di cataloghi, l'organizzazione di mostre, la collaborazione e il prestito di opere a musei e ad altre gallerie. Abitualmente le stesse gallerie pagano la produzione delle opere o parte di essa o un compenso mensile all'artista computandolo come anticipo sulle future vendite delle opere d’arte. A seconda del rapporto che si instaura tra galleria e artista, sorgono in capo alla galleria e all'artista determinati obblighi, diritti e responsabilità. 


Le gallerie più importanti dispongono, sicuramente di un fitto potere economico e relazionare. Dette anche "Gallerie di Brand", sono spesso presenti in più di una delle principali capitali dell'arte: New York, Londra, Berlino, Parigi, Roma, Bruxelles, Shanghai. Attraverso il loro operato le "Gallerie di Brand" sono in grado di influenzare in maniera decisiva il mondo artistico. Esse operano nella fasce più alte del mercato e pur rappresentando solo circa il 3% di questo mondo, rappresentano la maggior parte del fatturato. Un gradino più in basso troviamo le gallerie "Tradizionali"che dispongono di meno capitale ma svolgono una fondamentale attività di promozione e valorizzazione dei nuovi artisti. Tuttavia, l’apertura di una galleria "Tradizionale" comporta un forte investimento iniziale, tanto che 4 gallerie di arte contemporanea su 5 falliscono entro cinque anni. Per questo motivo, abitualmente la strategia di guadagno del gallerista tradizionale si basa sull’acquisire in conto vendita il maggior numero possibile di opere, così da perdere poco sugli artisti emergenti e guadagnare attraverso la vendita di nuovi lavori di artisti affermati.


Come far entrare il nostro lavoro in una galleria? 

Le gallerie prendono in considerazione lavori che presumono possa essere venduti. Per entrare a far parte di una galleria, pertanto, non è soltanto necessario possedere un corpo di lavoro solido, ma anche che lo stesso, per tematiche e stile, abbia una possibile appetibilità nel mercato. Non tutte le gallerie faranno al caso nostro. Se siamo fotografi, dobbiamo considerare se la galleria sia interessata alle opere fotografiche e qualora lo sia, se le nostre foto, per tematica o stile, possano rientrare nelle scelte curatoriali della galleria stessa. Bisogna anche tenere in considerazione che le gallerie sono prese d'assalto da tantissimi artisti o aspiranti tali, che inviano ripetutamente i loro lavori. Nel proporsi,  non esistono regole esatte, risulta estremamente difficile un contatto diretto. Esistono , tuttavia, dei canali privilegiati di contatto: quali le residenze artistiche, le letture di portfolio, i premi e le grants. Se volete approfondire l'argomento riguardo al mercato della fotografia vi rinvio a questo link.
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