mercoledì 5 novembre 2014

La fotografia di Ricarda Roggan

C'è sempre un senso di isolamento e abbandono che pervade le nature morte di Ricarda Roggan. Ricarda è uno dei fotografi più importanti della giovane generazione di artisti tedeschi. 
Nata nel 1972 a Dresda,  dopo aver studiato alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia e al RoyalCollege of Art di Londra, si è trasferita a Lipsia. Le fotografie di Ricarda Roggan sono prive di esseri umani, anche se ne richiamano sempre la presenza, e trascendendo direttamente il documentario, indagando le connessioni tra memoria e costruzioni spaziali. Stanze abbandonate, spazi sottotetto, vecchi videogiochi e  automobili demolite diventano sculture commemorative di ciò che è stato
Roggan fotografa con una macchina fotografica di grande formato analogica. Nonostante la  perfetta precisione tecnica le sue immagini restano ermetiche e impenetrabili. La fotografa tedesca costruisce realtà inquietanti attraverso una composizione e preparazione meticolosa degli scenari. "Schacht" (2006) è una serie di nove fotografie di camere di ventilazione di un impianto di filatura del cotone in disuso nella Germania orientale. Ricarda Roggan enfatizza il senso di assenza  di questi spazi, modificando la scena, coprendo i  pavimenti di cemento e sigillando porte e finestre con cartongesso bianco. Le stanze diventano prigioni claustrofobiche. 
"Bäume" (2008) è una serie di sei stampe senza cornice di fogliame fitto di un bosco, ripreso dall'alto.  Immagini che rendono poetici e umani  i grovigli dei rami cadenti.
"Garage"(2008) mostra  l' immagine frontale di auto distrutte, illuminate dalla lue dura di un flash. Le vetture abbandonate come vittime, trasmettono emozioni che rievocano l'atmosfera inquietante della morte, dei traumi e dell'impossibilità di sapere ciò che è accaduto.  

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