mercoledì 14 maggio 2014

Maestri della fotografia: Garry Winogrand

"Mi piace pensare che quando si fotografa si debbano rispettare due cose. Rispettare il mezzo, lasciandogli fare ciò che meglio sa fare, descrivere. Rispettare il soggetto, descrivendolo come è. Una fotografia deve essere responsabile di entrambe le cose. Io fotografo per vedere come sono le cose dopo che sono state fotografate." 


Protagonista indiscusso della street photography americana, Garry Winogrand nasce a New York nel 1928. Cresciuto nel Bronx in una famiglia di origine ebraica, il padre era un conciatore di pelli e la madre sarta, comincia a fotografare negli anni quaranta durante il servizio militare. 



Dopo aver studiato pittura e fotografia  presso la Columbia University di New York, frequenta un corso di fotogiornalismo presso la New School for Social Research, tenuto da Alexey Brodovitch.


Dagli anni cinquanta grazie a due borse di studio della Guggenheim Foundation, lavora come free-lance, orientando il suo obiettivo sulla vita di New York e di altre città.  



Le sue fotografie, un  corpus fotografico di oltre 300 mila scatti,  rappresentano una disanima caotica della vita americana


Un apparente caos visivo  che descrive, tuttavia, in maniera coerente l'atmosfera di un'intera epoca, con i suoi vizi e le sue virtù.  Un percorso di catalogazione istintivo ed ironico, fatto di azioni,relazioni, gesti e movimenti nello sfondo del  palcoscenico irrequieto degli spazi urbani.



Consacrato nel 1963 con un’importante esposizione al MoMA di New York, muore  nel 1984 all'età di 56 anni a causa di un tumore alla colecisti, lasciando un enorme archivio di immagini, molte delle quali mai sviluppate. Alcune di queste successivamente raccolte, esposte e pubblicate dal MOMA in un volume dal titolo Winogrand, Figments from the Real World. 


Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
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lunedì 5 maggio 2014

"Ukkometso" di Aapo Huhta

Secondo un mito finlandese, il mondo sarebbe  stato  creato  da un uovo di anatra fatto di ferro e oro e il primo essere umano sarebbe nato  dopo che una dea sarebbe stata ingravidata dal vento. La stessa mitologia situa gli inizi della vita umana in un posto chiamato Kalevala, che al giorno d'oggi corrisponde con la regione chiamata Kainuu, una regione della Finlandia  situata sul lato ovest che confina con la Russia.
Kainuu potrebbe essere la culla della civiltà, ma al tempo attuale  è conosciuta come la zona con il numero più alto di suicidi nelle statistiche finlandesi. Aapo Huhta, un giovane fotografo finlandese,  ha deciso di esplorare questo luogo nella serie"Ukkometso"
Dopo aver studiato fotografia presso il Lahti Institute of Arts and Design, Aapo Huhta ha conseguito un master presso la Aalto University School of Art and Design. Le immagini di Aapo Huhta attraverso associazioni, rimandi ed accenni costruiscono un potente saggio visuale.
Un percorso per immagini dove gli spazi e le persone sembrano immersi nel limbo dell'attesa della morte
Partendo da un preciso luogo fisico, il fotografo finlandese ampia la sua analisi, soffermandosi più che sul documento, come traccia di una realtà, sul legame psicologico che lega i personaggi inerti di fronte al pesante vuoto che li circonda.
Un vortice visivo metaforico dove il vivo si confonde con il morto e viceversa, risucchiando tutto al suo interno.
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per una visione completa della sua opera.
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