venerdì 22 novembre 2013

I ritratti di Vanessa Winship

"Amo considerare il mio lavoro come qualcosa di molto vicino alla narrazione, sebbene non segua sempre le strutture convenzionali della narrativa. E’ qualcosa di politico, a volte personale, e qualche volta un’insieme delle due cose. Generalmente, il soggetto prende spunto dalla realtà, sebbene il mio intento sia quello di inserire l’idea di finzione all’interno del contesto reale".
Vanessa Winship è una talentuosa fotografa inglese. Dopo la laurea con lode in fotografia, film e video al Polytechnic of Central di Londra, Vanessa inizia a lavorare come fotografa freelance. Dal 2005 fa parte della prestigiosa agenzia VU di Parigi
Vincitrice di due premi World Press Photo, il primo nel 1998 e l’ultimo nel 2008, menzione d’onore del Oskar Barnack Award nel 2003, per il suo « Albanian Landscape », Vanessa ha ricevuto « l’Iris D’Or » dal Sony World Photography Awards come fotografo dell’anno nel 2008. 
Le immagini di Vanessa Winship affrontano tematiche inerenti ai concetti di confine, identità, memoria e storia. In un riuscito mix di onestà documentaria e squisita arte, Vanessa Winship ha realizzato un viaggio lungo le coste del Mar Nero, attraversando ben sei nazioni dalla Turchia alla Georgia. Il reportage che racconta la vita quotidiana degli abitanti ha dato vita al suo primo libro Schwarzes Meer.
 Il libro raccoglie storie di individui che sembrano combattere in un modo o in un altro per la loro appartenenza. Nella serie The Sweet Nothings, Vanessa ritrae giovani studentesse di quella che eufemisticamente viene chiamata “the emergency area”: la zona di confine della Turchia con Iran, Iraq e Armenia. I visi di queste giovani studentesse raccontano la storia di una linea di confine. 
I loro sguardi espressione delle generazioni passate, presenti e future, ci trascinano in un mondo rurale dove l'unico decoro è il colletto di pizzo ricamato della divisa scolastica. La divisa scolare dei loro vestitini blu, la stessa che caratterizza ogni città o villaggio turco. Visi di ragazze al confine, non solo in senso geografico. Un confine da possibili mondi paralleli. Le immagini frontali si caratterizzano per un taglio ampio tale da catturare i soggetti dalla testa ai piedi, comprendendone l'ambiente circostante.
Prima donna nel 2011a vincere il Premio Henry Cartier Bresson, per più di un anno Vanessa Winship ha viaggiato negli Stati Uniti, dalla California alla Virginia, dal New Mexico al Montana, alla ricerca dei vari aspetti dell'American Dream.

La serie che raccoglie questo viaggio fotografico si intitola: She Dances on Jackson. La fotografa inglese ritratta le sfumature fugaci della provincia americana, vite ordinarie e scoperte casuali, servendosi di un tono intimo e sincero, nel tentativo di comprendere il legame tra territorio e i suoi abitanti. Il risultato è un fantastico gioiello, un' opera preziosa e suggestiva, che vive nell' interazione lirica e cadenzata tra paesaggio e ritratto.
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lunedì 4 novembre 2013

La fotografia di Victor Cobo

La fotografia di Victor Cobo si concentra sui margini della società americana rivelandone passioni, paure e desideri. Le immagini di Victor Cobo ci conducono alla scoperta di luoghi reali e immaginari, attraverso un percorso che non comporta solamente uno spostamento fisico, ma anche un passaggio psicologico ed emotivo. 
Nato nel 1971 a Melbourne, in Florida, da madre Spagnola e padre Americano, Victor Cobo vive e lavora a New York City. Nel 1999 viene licenziato dal suo primo lavoro per essere stato sorpreso con delle fotografie inappropriate che aveva scattato per strada. Da quel momento Victor si è concentrato sui margini della società, facendo degli outsider i compagni dei suoi diari fotografici. 
Nel 2007 è stato il vincitore della borsa di studio Aaron Siskind per fotografi. Le fotografie di Cobo sono state esposte a livello nazionale e internazionale in luoghi prestigiosi come il Museo di Fine Arts di Houston, il Museo d'Arte di Akron, il Berkeley Art Museum & Pacific Film Archive e l'Amon Carter Museum, oltre a far parte di numerose collezioni private.
Nel 2009 l'Amon Carter Museum ha presentato il suo lavoro in una mostra collettiva dal titolo "Capolavori della fotografia americana," accanto ad artisti come Walker Evans, Lee Friedlander , Robert Frank e Diane Arbus. 
Le immagini del fotografo americano raccontano il divario tra l'amore e il desiderio, tra la bellezza e l'orrore, tra il cielo e il paradiso. La solitudine di corpi che cercano calore in attimi fugaci di godimento. 
Nell'esplorare lo scambio dei corpi, Cobo racconta il vuoto delle emozioni. Motel, coppie, corpi nudi e soli, bondage e sado maso, dove vittima e carnefice si scambiano i ruoli, diventano i soggetti della ricerca del fotografo. Su questi personaggi Cobo spara la sua macchina fotografica con un flash diretto, che rende la scena drammatica e misteriosa
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito web del fotografo per avere una visione completa del suo lavoro.
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