lunedì 29 aprile 2013

Il viaggio americano di Mike Brodie

"Esiste semplicemente qualcosa dentro di me che mi spinge a scattare proprio quella foto, proprio in quel momento. Assecondo semplicemente quella sensazione".... "A volte prendo un treno nella direzione sbagliata ... qualunque cosa accada ne verrà fuori una foto, tanto che non risulta importante dove finirò." 

Mike Brodie è nato nel 1985 in Arizona, Dal 2004 ha iniziato un lungo viaggio attraverso 46 stati americani, conclusosi nel 2009. Un viaggio all'avventura, senza una meta precisa, dove il giovane fotografo americano ha fotografato gli incontri, le situazioni e i paesaggi, prima con una macchina Polaroid SX-70 e poi con una Nikon F3.
"A Period of Juvenile Prosperity" è il libro frutto di questo lungo viaggio iniziato per caso quando Brodie viveva a Pensacola, in Florida, andava ancora al liceo e lavorava part-time in un negozio di generi alimentari. 
Brodie ci accompagna nella sua realtà quotidiana, catapultandoci in una subcultura fatta di senso di libertà e impudenza. Un diario narrativo che colleziona storie che assomigliano a narrazioni moderne di Mark Twain o Jack Kerouac
Un percorso senza regole, che si snoda attraverso autostop e treni presi illegalmente, un viaggio senza direzione che si trasforma in un'intima traiettoria di scoperta
Diventato famoso on-line, sotto lo pseudonimo di "The Polaroid Kidd", Brodie è entrato in poco tempo nel mercato dell'arte americano grazie all'interesse di numerose gallerie. Tuttavia, nonostante il successo avuto come fotografo, Mike ha lasciato la fotografia per lavorare come meccanico a Oakland.

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venerdì 26 aprile 2013

JeongMee Yoon: Project Pink and Blue

"Il Project Pink and Blue" è un'interessante riflessione sui condizionamenti culturali legati al consumismo. 
Nata a Seul nel 1969, JeongMee Yoon si è trasferita a New York per studiare presso la prestigiosa School of Visual Arts
Rendendosi conto che la figlia di 5 anni avesse esclusivamente vestiti e giocattoli rosa, Yoon ha iniziato a fotografare i bambini americani e al ritorno in Corea, i sudcoreani, nelle loro camere da letto con la loro collezione di oggetti rosa e blu, evidenziando la potente influenza del marketing delle aziende di giocattoli e l'omologazione legata al consumismo. Una serie di scatti che restituiscono mondi rosa e celesti, zeppi di ogni genere di oggetti. 
Fotografie allo stesso tempo adorabili e inquietanti in cui i bambini sembrano circondati e smarriti tra prodotti che ne segnano fortemente gli "ideali" di mascolinità e femminilità
Innocenze ormai segnate e indirizzate verso traiettorie che non lasciano spazio a differenze.
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lunedì 22 aprile 2013

Manto Pérez-Boza: Cronosomática

Le immagini di Manto Pérez-Boza sono frutto di una danza irrazionale. Documenti affascinanti di una specie di "performance" in cui l'artista, perdendo il controllo, si arrende al caos trascendentale.
Utilizzando una camera pinhole, Manto espone tutto il rullino muovendosi tra lo spazio circostante. La pellicola fotografica, come fosse un diario personale, diventa una superficie che tenta di ricostruire la memoria, attraverso le sensazioni.
La serie "Cronosomática" si interroga sulla percezione spazio-temporale dell'immagine, presentandola come il risultato di molteplici associazioni, più o meno consce. 
Una danza visiva potente, viscerale e poetica che fonde la superficie, il tempo e la luce per portare l'immagine in un luogo dove appare indiscernibile l'apparente reale, dall'immaginario. Così i significati del segno documentale sembrano smarrirsi per ritrovare differenti e nuove linfe nelle diverse interazioni soggettive degli spettatori.
Le immagini della fotografa venezuelana suggeriscono solo tracce di quello che è stato e, dando uno strappo deciso al continuum temporale, intraprendono una ricerca sullo stesso significato dell'immagine fotografica. Radiografie di stati d'animo che, attraverso un abile gioco di evanescenze, si lanciano nel vuoto per mostrarci l'invisibile. 
 Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.
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mercoledì 17 aprile 2013

Matias Costa: Cuando todos seamos ricos

"Fare fotografie è in un certo senso come disegnare una mappa. Si inizia una ricerca in maniera imprecisa, seguendo la intuizione e si vanno creando punti di riferimento. La fotografia è fragile e frammentaria, imprevedibile, complessa e incompleta. Utilizza un linguaggio semplice e diretto, ma allo stesso tempo è capace di esprimere idee elaborate ed emozioni profonde. La fotografia fa domande tutto il tempo, rispondendoci attraverso un' altra domanda molto più interessante che ci invita a riflettere su distinti livelli del significato"
La ricerca fotografica di Matias Costa esplora la memoria, la perdita, la solitudine e la ricerca dell'identità attraverso la storia. Nato a Buenos Aires nel 1973, Matias si trasferisce a Madrid dove studia scienza della comunicazione all' Universidad Complutense. 
Fondatore del collettivo NOPHOTO, è collaboratore di prestigiose riviste tra le quali The New York Times, Newsweek, La Republica e El País Semanal. Le immagini di Matias Costa ci consegnano una sorta di archeologia della memoria umana. Le sue fotografie tracciano una poetica dell'assenza, dei ricordi e delle impressioni
Nella serie "Cuando todos seamos ricos" il fotografo argentino si concentra sulla generazione nata a Pechino dopo la sommossa di piazza Tienanmen. Anni dopo la proteste l'argomento rimane un tabù in Cina e parlarne è considerato inadeguato o rischioso.
La vita a Pechino continua ad un ritmo rapido e molti non conoscono la storia o non ne danno molta importanza. 
La metamorfosi è così veloce che le mappe diventano vecchie in pochi giorni.  Vi lascio in basso il video che illustra la serie.
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mercoledì 10 aprile 2013

Come scoprire chi utilizza le nostre immagini su internet?

Internet è uno strumento molto potente per pubblicizzare le nostre fotografie grazie alla enorme diffusione, ma d'altro canto molte volte dobbiamo rassegnarci all'uso improprio o non autorizzato dei nostri lavori.
Mettere le foto in bassa risoluzione spesso puo’ aiutare, ma i nuovi software di interpolazione frattale riescono ad ingrandire con una buona resa stampabile anche foto di piccole dimensioni. Usare watermark toglie impatto, fruibilita' estetica e professionalita’ al nostro lavoro. Che soluzioni abbiamo per difenderci? Come scoprire chi usa le nostre foto sul web? Esiste un semplice ed efficace sistema di ricerca immagini in Google. Il servizio gratuito si basa sul riconoscimento visivo delle caratteriste dell'immagine. Andate su Google-Immagini vi troverete davanti questa pagina in basso.
Dentro la casella di ricerca troverete il simbolo di una macchina fotografica. Cliccatelo. Si aprirà una finestra. Nella casella di ricerca, dovete semplicemente inserire l'URL dell' immagine che vi interessa ricercare oppure caricarla direttamente dal vostro pc. Buona ricerca!
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martedì 2 aprile 2013

Ansel Adams - Maestri della fotografia

"L’arte è una visione del mondo che penetra le illusioni della realtà. La fotografia è una delle forme di questa visione e rivelazione. Una fotografia è grande quando riesce a esprimere pienamente i più profondi sentimenti del suo autore nei confronti di ciò che viene fotografato, divenendo così una genuina manifestazione della sua sensibilità nei confronti della vita considerata nella sua pienezza"..... "Una fotografia non viene mai realizzata esclusivamente per sé stessi; è, o dovrebbe essere, un mezzo di comunicazione per raggiungere il maggior numero possibile di persone senza diminuzione di qualità o intensità. Al commento “non ci sono persone in queste fotografie” in genere replico “ci sono sempre due persone:il fotografo e l’osservatore”

Ansel Adams è uno dei più celebri e celebrati fotografi di paesaggio. Dai picchi e le vallate dello Yosemite, alle forme maestose dei canyon dell’Arizona, dalle fitte foreste di sequoie giganti, alle linee sinuose dei fiumi, le immagini di Adams trascendono la semplice documentazione, rivelando la sublime magnificenza della natura
Nato a San Francisco nel 1902, figlio unico di Charles Hitchcock e di Olive Bray, Ansel cresce in una casa tra le dune di sabbia del Golden Gate. Ha 4 anni a causa di un violento terremoto cade a terra fratturandosi il naso. Questo episodio segnerà per sempre il suo aspetto esteriore, determinandone l’introversione caratteriale. La timidezza e l’iperattività rendono difficile il percorso scolastico del piccolo Ansel. Gli scarsi risultati e l’insofferenza alla disciplina inducono il padre a ritirarlo dalla scuola pubblica e ad occuparsi personalmente dell’istruzione del figlio. In conseguenza di un’infanzia passata in solitudine, nasce in lui l’interesse verso la natura, maturato nel corso delle lunghe passeggiate sulle sponde del Golden Gate.
Nel 1916, all'età di 14 anni, durante una vacanza con la sua famiglia allo Yosemite National Park, gli viene regalata la sua prima macchina fotografica, una Kodak Brownie. La natura e la fotografia saranno da allora legate per sempre alla sua vita. Nel 1919 si iscrive al "Sierra Club", una delle più antiche ed importanti organizzazioni ambientaliste americane. Nel 1927 partecipa alla gita annuale del Club, nota come High Trip. In quell'anno pubblica il suo primo portfolio: Parmelian Prints of the High Sierra finanziato da Albert Bender conosciuto l'anno prima a Berkeley.
Dopo essere divenuto il fotografo ufficiale del Sierra Club, sposa Virginia Best, figlia del proprietario del Best's Studio. Nel 1932 fonda insieme a Imogen Cunningham e Edward Weston il gruppo f/64, promotore di un linguaggio fotografico improntato alla purezza e al modernismo. Nell'ultima parte della sua vita si dedica all'insegnamento, scrivendo numerosi manuali di tecnica fotografia. 
Beneficiario di tre borse di studio Guggenheim, Adams viene eletto membro dell'American Academy of Arts and Sciences nel 1966 e nel 1980 viene insignito dal presidente Jimmy Carter della medaglia presidenziale della libertà. L'American Board of Geographic Names gli ha dedicato una delle più alte vette della Yosemite National Park, la riserva all'interno della quale lo stesso fotografo svolse una gran parte del proprio lavoro: la geografia statunitense comprende ora anche l'Ansel Adams Mount, testimonianza eterna del suo grande impegno e amore in difesa della natura. 
La sintesi tra tecnica e creatività è uno degli elementi portanti di tutta l’opera fotografica di Ansel Adams. Ciò che colpisce, contemplando una fotografia del fotografo americano, è la gamma tonale estesa dal bianco puro al nero assoluto, unita ai sorprendenti contrasti. La forte capacità di perseguire un’idea per la creazione di un nuovo progetto fotografico, sotto la guida stilistica della pre-visualizzazione e l’approccio tecnico-metodologico utilizzato per compiere e divulgare tale idea, sistema zonale e ossessiva precisione nello sviluppo, hanno consentito ad Adams di simulare il più possibile la reazione occhio-cervello, intensificando l'esperienza psicologica ed emozionale della bellezza della natura.

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