mercoledì 27 febbraio 2013

Bryan Schutmaat: Grays the Mountain Sends

"La poesia è stata la piattaforma di lancio. Mi ha fatto uscire nel mondo per fare quelle foto, ma lungo la strada ho capito che quello che volevo esprimere non era lo stesso di Hugo. Non volevo adattare la poesia come se fosse una sceneggiatura, quindi ho alzato la mia voce" 
Il West americano rappresenta nella mitologia americana il luogo della promessa, della libertà e la prosperità. 
Scavando nella profondità delle comunità dei minatori, Bryan Schutmaat, nel progetto Grays the Mountain Sends, ha catturato l'atmosfera invecchiata di un tempo fiorente. Nei suoi paesaggi interiori il fotografo americano ci offre una poesia visiva ispirata alle tracce e ai volti di questa comunità.
La metafora della miniera è in un certo senso una metonimia dell' America, una metafora che parla di sfruttamento e speranza, ma anche di stanchezza e morte. 
Il lavoro del fotografo americano prende spunto dalla poesia di Hugo: “Degrees of Gray in Philipsburg” e, attraverso colori tenui e un'abile composizione, ci rende uno sguardo meravigliosamente evocativo e malinconico delle realtà della vita rurale.
I suoi paesaggi sono dichiarazioni commoventi, i suoi ritratti desolate indagini. Uno sguardo intimo e psicologico che riflette la solitudine dell’uomo e l’anonimato di luoghi sperduti e desolati.
Leggi tutto...

martedì 26 febbraio 2013

Concorso Blog Fotografia Artistica: vince Francesca Torracchi

Il concorso indetto dal nostro blog, Blog Fotografia Artistica, ha visto una numerosa partecipazione. Per analizzare il materiale arrivatoci, è stato, pertanto, necessario molto più tempo di quello previsto. Dopo una prima scrematura dei lavori, una giuria composta da tre artisti, che hanno preferito rimanere anonimi, ha decretato come vincitore il progetto: “I miei paralleli: sintonia tra oggetti e luoghi” di Francesca Toracchi. Nei prossimi giorni recensiremo in un post l'intero lavoro della fotografa.
Nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e sottolineando l'ottimo livello generale delle opere pervenuteci, ci promettiamo organizzare in futuro un'ulteriore possibilità di selezione.
Leggi tutto...

giovedì 21 febbraio 2013

Photo Express Tokyo di Keizo Kitajima

La fotografia di Keizo Kitajima è riuscita a rappresentare il territorio mutevole e sfuggente della città di Tokyo.
Keizo Kitajima nasce nel 1954 a Suzaka, prefettura di Nagano, in Giappone. Dopo aver studiato con Daido Moriyama presso la Workshop Photo School, creata da Shomei Tomatsu, inizia una ricerca fotografica che riflette la tensione dei nuovi impulsi sottoculturali con i valori tradizionali giapponesi.
Nel 1976, insieme Daido Moriyama e altri partner, apre a Tokyo, nel quartiere di Shinjuku, la galleria indipendente CAMP. Se i libri di fotografia giapponesi sono spesso concepiti come un insieme armonico di immagini e testi, Photo Express Tokyo di Keizo Kitajima pubblicato nel 1979 ha il merito di rompere con la tradizione. 
Attraverso una visione frammentaria, Kitajima raccoglie immagini conflittuali fortemente contrastate e sfocate. Un libro formato da dodici libretti pubblicati in occasione della mostra "Photo Express: Tokyo" presso la galleria CAMP nel 1979, ogni mese per un anno. Ciascuno composto da sedici pagine fotografie. 
Immagini punk, disordinate nel flusso narrativo, ma altamente impattanti. Un bianco e nero sgranato, senza grigi, scandisce il ritmo dei pellegrinaggi notturni del fotografo giapponese. Un ritmo che parla non solo di volti, strade e ambienti, ma soprattutto di emozioni e di stati d'animo. 
Un'investigazione espressionistica sull'identità o sulla mancanza della stessa all'ombra del conglomerato metropolitano.
Leggi tutto...

venerdì 15 febbraio 2013

World Press Photo 2013: vince Paul Hansen

È il fotografo svedese Paul Hansen il vincitore dell'edizione 2013 del prestigioso concorso di fotogiornalismo World Press Photo
Paul Hansen- Foto dell'anno
Al concorso hanno partecipato fotografi professionisti, fotogiornalisti e fotodocumentaristi provenienti da tutto il mondo. In totale erano in gara 103.481 immagini realizzate da 5.666 di 124 Paesi. 
Nemanja Pancic- Observed portraits
La giuria presieduta, quest'anno, da Santiago Lyon,  vicepresidente e direttore della fotografia per l’agenzia Associated Press, ha decretato l'assegnazione dei vincitori delle diverse categorie.
Paul Nicklen- Natura
Hansen si aggiudica il premio della foto dell'anno per la foto pubblicata nel giornale Dagens Nyheter, uno scatto del funerale di due bambini palestinesi uccisi in un attacco missilistico israeliano. La forza della foto, ha spiegato Mayu Mohanna, membro della giuria originario del Perù, "sta nel modo in cui si mostra il contrasto fra rabbia e dolore degli adulti da una parte e innocenza dei bambini dall'altra". 
Roman Vondrous- Sports action
Per Hansen un premio di 10mila euro, che riceverà nella cerimonia per l'inaugurazione della mostra annuale ad Amsterdam del 25 Aprile.
Leggi tutto...

giovedì 14 febbraio 2013

Gli spazi architettonici di Gabriele Basilico

"Che fotografo sono? Sono un misuratore di spazi: arrivo in un luogo e mi sposto come un rabdomante alla ricerca del punto di vista. Cammino avanti e indietro, la cosa importante è cercare la misura giusta tra me, l’occhio e lo spazio. L’azione fondamentale è lo sguardo, la foto è la memoria tecnica fissata di questo sguardo. ma c’è bisogno di tempo, la foto d’eccellenza è contemplativa». 

È morto, ieri a Milano, Gabriele Basilico, uno dei più grandi fotografi documentaristi contemporanei. Gli scatti di Basilico hanno raccontato i mutamenti urbani e l'infinita complessità architettonica. Scriveva Italo Zannier nella Storia della fotografia italiana : "Con le sue immagini, dalla controllata, consapevole tensione metafisica ha efficacemente collaborato a presentare in questi ultimi anni il gusto post modern, rilevando visivamente alcune dimenticate architetture industriali e di periferia, rivalutate come reperti archeologici e fissate con un chiaroscuro intenso ed una prospettiva sfuggente e basculata, nello stile sofisticato anni ’30"
Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo aver completato gli studi in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1973, inizia la professione di fotografo dedicandosi alla fotografia di paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura. Raggiunge la notorietà nel 1982, quando realizza un ampio reportage sulle aree industriali milanesi intitolato: "Ritratti di fabbriche" (Sugarco). A proposito di questo lavoro, Basilico ha dichiarato in seguito: "Ho sempre pensato che i miei "ritratti di fabbriche" nascessero dal bisogno di trovare un equilibrio tra un mandato sociale - che nessuno mi aveva dato, ma che era la conseguenza dell'ammirazione che io provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato - e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici".
Nel giro di due anni si trova ad essere invitato alla Mission de la DATAR. Lavora a più riprese a questo progetto tra il 1984 il 1985 e il suo contributo a la Mission è esposto nella grande collettiva a Parigi nel Palais de Tokyo (1985). Seguono anni di intenso lavoro in cui si alternano commissioni pubbliche e ricerche sul territorio che sono state raccolte in libri "culto" come: Italia &France (Jaca Book), Bord de Mer (AR/GE Kunst), Porti di Mare(Art&), Paesaggi di Viaggi (AGF), Scambi (Peliti), L' esperienza dei luoghi (Art&) fino all'esperienza sconvolgente della serie realizzata nella martoriata Beirut (Basilico Beyrouth 1994). 
Lavorando per lo più con banco ottico e pellicole in bianco e nero, la fotografia di Basilico recupera quella lentezza dello sguardo che gli permette di cogliere una diversa contemplazione del paesaggio.. Immagini prive della presenza umana, che si caratterizzano per la profondità di prospettiva e la precisione dell'inquadratura. 

Scatti dove le parti o l'insieme dello spazio fotografato dialogano e riflettono intorno alle loro complesse e mai neutrali metamorfosi. Una fotografia capace di restituire un’interpretazione memorabile dei luoghi, nell'intento non tanto di osservare, ma soprattutto di comprendere. Attraverso uno stile chiaro e comunicativo, Basilico è riuscito a costruire nuove prospettive, nuove ipotesi di lettura dello spazio che sfidano la supposta oggettività della fotografia. 
"Riflettendo a posteriori su tutti i miei viaggi, su questi passaggi urbani, questo andar per luoghi, mi sembra che una condizione costante sia stata l'attesa di ritrovare corrispondenze ed analogie. La disposizione affettiva che guidava, oggi lo so bene, i miei spostamenti e la mia curiosità, mi portava e mi porta a eliminare le barriere geografiche: questo non significa che tutte le città debbano forzatamente assomigliarsi, ma significa che in tutte le città ci sono presenze, più o meno visibili, che si manifestano per chi le vuole vedere, presenze famigliari che consentono di affrontare lo smarrimento di fronte al nuovo".
Leggi tutto...

martedì 12 febbraio 2013

La fotografia di Todd Hino

"Credo che molto spesso il concetto sia sopravvalutato. Quando vedo una foto voglio sentire che mi dica qualcosa, senza che debba per forza pensare"
Ciò che colpisce delle immagini di Todd Hino è la luce. Una luce inquietante, circondata da un buio che sembra farsi largo per sommergerla. 
Nato a  Kent( Ohio) nel 1968, Hido studia arte presso la Tuft University di Medford per poi continuare con un master al California College of Arts di Oakland. Gran parte del lavoro del fotografo americano rivela l'isolamento e l'anonimato della periferia contemporanea. 
I suoi paesaggi vuoti, spesso notturni, mostrano un'America irreale e inquietante. Immagini che vivono del contrasto tra calore e freddo, solitudine e comfort, oscurità e speranza.
Todd Hino guida attraverso strade solitarie alla ricerca di immagini cariche di gravità. Delicatamente, con uno sguardo pittorico, il fotografo americano evoca costanti sensazioni di solitudine e perdita
Le sue fotografie appartengono, tra le altre, alle collezioni permanenti del Whitney Museum of Art, del Guggenheim Museum di New York, del San Francisco Museum of Modern Art e del Los Angeles County Museum of Art.
 Case anonime, spazi interni vuoti e poi di colpo ritratti. Ritratti di donne, per lo più giovani, per lo più nude, arruffate ai bordi del letto di un motel o appoggiate ad un livido muro. Fedele alla fotografia tradizionale, Hido non aggiunge mai illuminazione artificiale alla scena. Mediante lunghe esposizioni riesce a spiare gli spazi per parlarci di una realtà da tutti conosciuta, ma che allo stesso tempo appare fuori dal tempo. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito del fotografo per avere una visione completa della sua opera.
Leggi tutto...

venerdì 8 febbraio 2013

I ritratti animali di Tim Flach

"Fotografo pipistrelli, embrioni e mosche sullo sterco. Sono affascinato dal modo in cui interpretiamo e umanizziamo le immagini degli animali"
Tim Flach è un noto fotografo di animali. I suoi ritratti altamente stilizzati in studio, sono molto diversi dalla tradizionale fotografia naturalistica che osserva gli animali nel loro habitat naturale. 
Il suo lavoro si caratterizza per uno stile unico, in cui la passione per l’anatomia animale si fonde con l’ossessione antropomorfica e antropocentrica
Nato nel 1958 a Londra, Flach ha studiato Communications Design presso il North East London Polytechnic (1977–1980), prima di studiare fotografia al Central Saint Martins College of Art and Design (1982–1983). 
Durante moti anni le immagini del fotografo britannico hanno catturato un universo di gesti, abitudini, caratteristiche e atteggiamenti del mondo animale, che tendono a annullare le distanze e riallacciare legami che sembravano spezzati. 
Immagini accuratamente composte e illuminate che non solo mettono in risalto il vigore e il dinamismo delle forme e la straordinaria bellezza della natura, ma che evocano, soprattutto, un senso inatteso di intimità ed empatia, lasciando traccia di sentimenti e prerogative che attribuiamo spesso solo la mondo umano. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito del fotografo inglese per avere una visione completa della sua opera.
Leggi tutto...

mercoledì 6 febbraio 2013

Rivoluzione nei sensori: tecnologia Micro Color Splitters

Panasonic presenta il filtro per sensori Micro Color Splitters, che promette di quasi raddoppiare la sensibilità consentendo al doppio della luce di raggiungere lo strato fotosensibile. 
Questo nuovo tipo di sensore sfrutta una tecnologia diversa dal sistema di filtraggio colore con matrice “Bayer”, montato in quasi tutte le moderne fotocamere. Il filtro Bayer permette ai sensori (che 'vedono' in bianco e nero) di ricostruire le informazioni sui colori della scena tramite il processo di demosaicing, ma porta con sé un difetto intrinseco: la matrice colorata posta di fronte al sensore va a fermare alcune lunghezze d'onda della luce, bloccando per ogni pixel una quantità che oscilla tra il 50% e il 70% della luce incidente
Il nuovo prototipo Panasonic sostituisce i pixel colorati del filtro Bayer con dei micro-splitter per separare il flusso luminoso in base alle proprietà ottiche date dalla lunghezza d'onda. Questi deflettori elettronici riescono ad analizzare e a separare le frequenze d’onda della luce molto più velocemente, bloccando una quantità di luce inferiore. 
I vantaggi di questa tecnologia permetterebbero di aumentare di uno stop la sensibilità reale dei sensori e ridurre di uno stop il noise generato a parità di ISO. Aspettiamo con ansia che il prototipo diventi realtà per tesarlo sul campo.
Leggi tutto...

sabato 2 febbraio 2013

Yamamoto Masao: la poesia della memoria

"Una buona foto è quella che lenisce. Che fa sentire gentili. Una foto che dà coraggio, che ricorda bei ricordi, che rende felice la gente." 
Le immagini di Yamamoto Masao 山本昌男 trascendono l'apparente semplicità per ricordare la poesia confortevole della memoria. 
Nato nel 1957 in Giappone, Yamamoto studia belle arti e pittura, prima di dedicarsi alla fotografia. Gli scatti del fotografo giapponese raccontano un mondo armonioso, non visibile a tutti, fatto di linee soavi, spazi indefiniti e tracce di corpi.
Scatti caratterizzati da una estetica unica: sottile e potente allo stesso tempo. Stampe fotografiche di piccole dimensioni, a volte così minuscole da richiedere una profonda contemplazione. 
Bonsai che si racchiudono nel palmo di una mano. Mediante un intervento equilibrato e preciso Yamamoto Masao macchia, strappa e spiegazza le sue immagini, facendole sembrare invecchiate dal tempo. 
 Ogni immagine diventa, allora, un ricordo, un frammento, una traccia, una poesia visiva e sentimentale strappata dall'anonimo flusso quotidiano e resa libera e immortale.
Leggi tutto...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes