domenica 30 dicembre 2012

Persona di Hiroh Kikai

Per una frazione di secondo, il fotografo passa in secondo piano e diventa una silhouette pura, in perfetta osmosi con il suo soggetto. Lo sguardo dello spettatore viene dopo, determinando  la bellezza e il successo di una immagine. 
Hiroh Kikai è nato a Yamagata, in Giappone il 18 marzo del 1945.  Dopo aver studiato filosofia presso  la Hosei University di Tokyo, lavora per due anni come camionista e per altri due in un cantiere navale. Nel frattempo, rimasto in contatto con il suo professore di filosofia, Sadayoshi Fukuda, trova lavoro nella redazione della rivista Camera Mainichi. 
Dopo aver visto le fotografie di Diane Arbus , si compra una Hasselblad, fedele compagnia fino ai nostri giorni e inizia a fotografare. Il lavoro monocromatico di Kikai rimane quasi sconosciuto fino al 2003, quando la prima edizione del libro Persona, una raccolta di ritratti di Asakusa, un quartiere alla periferia di Tokyo, vince sia il Premio Ken Domon, che il Premio annuale del PSJ
Una serie straordinaria di ritratti quadrati in bianco  nero che sembrano una meditazione sulla complessità della condizione umana. Iniziata nel 1973, la serie adotta alcuni dettami rigidi: tutte le persone guardano direttamente in camera e vengono mostrate dalle ginocchia in su. 
Un lavoro di pazienza, dove Kikai attende alla base del tempio, sfondo neutro eletto, per quattro o cinque ore, nella speranza di trovare l'osmosi perfetta con la persona da fotografare. Un luogo quello di Asakusa, scelto più per comodità (vicinanza da casa), che per altro. 
Lo sguardo del fotografo giapponese si concentra infatti sulle persone come fossero paesaggi corporei che raccontano storie, cercando di restituirne l'essenza di volti scolpiti dal tempo e dalla vita.
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giovedì 27 dicembre 2012

Ricreare l'effetto Istagram con Photoshop

Instagram permette di condividere le fotografie, alle quali vengono applicati dei filtri fotografici dando loro un effetto vintage.
Possiamo ricreare con Photoshop lo stesso effetto, gestendo con maggiore indipendenza la personalizzazione. Il video tutorial in basso  ci spieghera, in maniera semplice, come ricreare l'effetto, sottolineando passo a passo il procedimento.
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mercoledì 19 dicembre 2012

I corpi sospesi di Ivo Mayr

Corpi sospesi, appesi in posizioni anomale ai muri dei palazzi come fossero cartelli stradali. Le fotografie di Ivo Mayr sfidano in maniera ironica il concetto di gravità. Nato a Füssen, nel sud della Germania, nel 1975, Ivo inizia a studiare geografia presso l'Università di Colonia, prima di dedicarsi alla fotografia.
 Dopo una esperienza come assistente a Colonia, continua la sua formazione studiando fotografia presso l'Università di Scienze Applicate di Dortmund. Le immagini di Mayr miscelano in maniera vivace il paesaggio cittadino ordinario con la posizione bizzarra dei suoi individui, lasciando spazio all'immaginazione. 
Se nella serie "Leichkraft", il fotografo tedesco, gioca con le illusioni ottiche e la scelta dell'inquadratura per far apparire il soggetto in posizioni impossibili, in "StadtLandFlucht" riflette sull'esperienza di vivere in un luogo lontano da casa.
La serie "Passanten", nata da una sovvenzione per ritrarre la città di Koblenz, combina, in maniera originale, persone e architettura urbana.
 Premiata al Canon ProFashional Photo Award 2008 e all’International Photography Awards 2008 (IPA), la serie riflette sul rapporto tra individuo e cittadino nell'ambiente urbano. I passanti vengono esposti sul palcoscenico della città, come fossero oggetti flessibili e modellabili
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.
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venerdì 14 dicembre 2012

Gli autoritratti invisibili di Liu Bolin

«Il camaleonte ha la straordinaria prerogativa di cambiare colore per uniformarsi al colore dello sfondo come forma di auto-protezione. Gli esseri umani non sono animali perché non sanno proteggere se stessi». 
Le immagini di Liu Bolin non invitano solamente a riconsiderare il concetto di spazio. La ripetizione delle sue azioni di camouflage con cose e persone della vita quotidiana conferisce, infatti, non solo un nuovo significato agli stessi luoghi in cui viene svolta, ma anche un interessante gesto di denuncia al concetto di sviluppo
Nato nel 1973 nella provincia nordica dello Shandong, Liu Bolin si è formato alla prestigiosa Accademia Centrale d’Arte Applicata. L'opera di Bolin riflette sull'impossibilità di arginare il processo di urbanizzazione contemporaneo L'uomo raffigurato dall'artista cinese scompare dall'ambiente circostante, perdendo la sua connotazione umana.
In Hiding in the City, Liu Bolin dipinge scrupolosamente il proprio corpo in modo tale da fondersi e sparire in una varietà di contesti urbani, oggetti, e architetture.
Le immagini frutto di un accurato body painting e di gioco prospettico parlano di libertà e controllo, espressione e silenzio, presenza e invisibilità.
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giovedì 6 dicembre 2012

I ritratti di Hellen van Meene

Le immagini della fotografa olandese Hellen van Meene ritraggono fragilità, bellezza e solitudine. Nata nel 1972 ad Alkmaar (Paesi Bassi), Hellen studia fotografia presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam .
Le ragazze di Hellen van Meene sembrano vivere in una dimensione atemporale, immerse in una luce naturale che mette in rilievo la vulnerabilità e il dilemma di un'età ancora acerba.
 Un periodo dove i cammini sembrano ancora aperti, dove la profonda maturazione convive con atteggiamenti gioiosi e freschi. La fotografa olandese riesce a catturare splendidamente ogni imperfezione, ansia, isolamento di questo gioco tra il reale e l'immaginato. 
La naturalezza e l'artificio si mescolano per dare vita a minuziosi scenari dove lo sguardo introspettivo dei modelli evita la fotocamera. La sensibilità formale di Hellen van Meene si arricchisce di una illuminazione parzialmente ispirata alla pittura classica olandese
Immagini belle, soffici e poetiche, ma al tempo stesso inquietanti, dove le giovani donne mostrate in contesti quotidiani, appaiono quasi come fantasmi senza vita, come corpi prosciugati dalla linfa vitale. 
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.
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martedì 4 dicembre 2012

L'identità per Dorothée Smith

"Quello che mi interessa non è dettare uno sguardo attraverso le mie foto, ma indurre al disturbo, mettendo in discussione".  
Dorothée  Smith è una giovane fotografa francese. La sua opera ambigua, sconvolgente e sensibile, affronta una ricerca filosofica che esplora le aree dell' incertezza. Immagini che si distinguono per la loro sensualità, ma anche per una riflessione inquietante sull'identità umana.
Nata a Parigi nel 1985, Dorothy studia dapprima filosofia alla Sorbona, per poi seguire con la fotografia presso l'Ecole Nationale Supérieure de la Photographie d'Arles. Il suo lavoro è una osservazione di costruzione, decostruzione, del concetto di identità. L' identità che narra la fotografa francese non viene rivelata, mettendo in discussione l'ambiguità di corpi evanescenti e fluttuanti.
Scene e paesaggi che sono spesso metafore poetiche, dove regna la sfocatura, simbolo del disordine dei modelli, vincolo imposto dalla condizione biologica del "sesso" (essere maschio o femmina). 
Attraverso un uso intelligente e raffinato del colore, Dorothée Smith dà vita a trasparenze che rivelano un mondo apparentemente sereno, senza fiato, senza vita. Un mondo assopito in un torpore voluttuoso e inquietante, dove ogni immagine richiama la delicatezza della pittura rinascimentale.
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.
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lunedì 3 dicembre 2012

Ritratti in 3D

La stampa 3D rappresenta la naturale evoluzione della stampa 2D e permette di avere una riproduzione reale di un modello 3D realizzato con un software di modellazione 3D. 
E' di pochi giorni fa, la notizia del primo "chiosco fotografico" che invece di produrre la classica fototessera genera un modellino tridimensionale in plastica. Un’azienda giapponese (Omote 3D), infatti, sta cercando di trasformare questa nuova tecnologia in un redditizio business, realizzando ritratti 3D
I soggetti ritrattati devono restare immobili per una quindicina di minuti, mentre uno scanner laser 3D acquisisce i dati relativi, creando un modello tridimensionale, sulla base del quale una stampante 3D produce una piccola statuetta in materiale plastico. Le statuette, disponibili in tre dimensioni di stampa, alte 10, 15 o 20 centimetri, vengono vendute rispettivamente al non economico prezzo di 210, 320 e 420 euro circa.
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