martedì 4 dicembre 2012

L'identità per Dorothée Smith

"Quello che mi interessa non è dettare uno sguardo attraverso le mie foto, ma indurre al disturbo, mettendo in discussione".  

Dorothée  Smith è una giovane fotografa francese. La sua opera ambigua, sconvolgente e sensibile, affronta una ricerca filosofica che esplora le aree dell' incertezza. Immagini che si distinguono per la loro sensualità, ma anche per una riflessione inquietante sull'identità umana.
Nata a Parigi nel 1985, Dorothy studia dapprima filosofia alla Sorbona, per poi seguire con la fotografia presso l'Ecole Nationale Supérieure de la Photographie d'Arles. Il suo lavoro è una osservazione di costruzione, decostruzione, del concetto di identità. L' identità che narra la fotografa francese non viene rivelata, mettendo in discussione l'ambiguità di corpi evanescenti e fluttuanti.
Scene e paesaggi che sono spesso metafore poetiche, dove regna la sfocatura, simbolo del disordine dei modelli, vincolo imposto dalla condizione biologica del "sesso" (essere maschio o femmina). 
Attraverso un uso intelligente e raffinato del colore, Dorothée Smith dà vita a trasparenze che rivelano un mondo apparentemente sereno, senza fiato, senza vita. Un mondo assopito in un torpore voluttuoso e inquietante, dove ogni immagine richiama la delicatezza della pittura rinascimentale.
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.

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