venerdì 14 dicembre 2012

Gli autoritratti invisibili di Liu Bolin

«Il camaleonte ha la straordinaria prerogativa di cambiare colore per uniformarsi al colore dello sfondo come forma di auto-protezione. Gli esseri umani non sono animali perché non sanno proteggere se stessi». 

Le immagini di Liu Bolin non invitano solamente a riconsiderare il concetto di spazio. La ripetizione delle sue azioni di camouflage con cose e persone della vita quotidiana conferisce, infatti, non solo un nuovo significato agli stessi luoghi in cui viene svolta, ma anche un interessante gesto di denuncia al concetto di sviluppo
Nato nel 1973 nella provincia nordica dello Shandong, Liu Bolin si è formato alla prestigiosa Accademia Centrale d’Arte Applicata. L'opera di Bolin riflette sull'impossibilità di arginare il processo di urbanizzazione contemporaneo L'uomo raffigurato dall'artista cinese scompare dall'ambiente circostante, perdendo la sua connotazione umana.
In Hiding in the City, Liu Bolin dipinge scrupolosamente il proprio corpo in modo tale da fondersi e sparire in una varietà di contesti urbani, oggetti, e architetture.
Le immagini frutto di un accurato body painting e di gioco prospettico parlano di libertà e controllo, espressione e silenzio, presenza e invisibilità.

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