venerdì 23 novembre 2012

La fotografia come traccia

La fotografia è un monito sulla scomparsa dell'umano e del reale. Da un lato lascia tracce di una realtà data e dall'altro sottolinea la perdita della stessa, ricordandoci una e un'altra volta che rappresenta solo una figurazione. Per mezzo della fotografia riceviamo una promessa di permanenza contro il passaggio del tempo. Le immagini sono portatrici di un potenziale mondo di speranza e credenza, un orizzonte di idee generale e astratto dove ricerchiamo il desiderio di essere.

fotografia di Joan Fontcuberta
Abbiamo la  costante necessità di ricreare la nostra realtà con i mezzi che abbiamo a disposizione. Attraverso la fotografia costruiamo la nostra vita. Fare una foto è dare opinioni, è svuotare se stessi, prendere possesso e coscienza di ciò ce siamo. La fotografia rappresenta una chiave di accesso alle nostre emozioni più intime, una voce che senza parlare dice ciò che ha sentito. Si serve ora di un linguaggio narrativo, ora di uno poetico, svelando e occultando parti di un significato.  Quando vediamo una foto, non vediamo mai solo un' immagine.  La fotografia è carne, sofferenza, odio e amore. E' sangue che si nasconde dietro ogni scatto, pulsione e istinto. Anche quando le fotografie sembrano rivelare i loro segreti, la carica simbolica che sottende ogni immagina supera il peso referenziale della stessa. Anche se nuda, ogni foto, risuona di echi insistenti del passato.

2 commenti:

Sill Scaroni ha detto...

Ciao!
Molto interessante il tuo blog, tornerò.
Sill

guerriero ha detto...

su altri forum la discussione se la fotografia sia o meno un linguaggio mi ha portato ad approfondire l'argomento linguaggio e teoria del linguaggio. L'ultima tendenza (C.Marra'le idee della fotografia') è considerarla una traccia <> linguaggio... bell'intervento cmq

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