lunedì 22 ottobre 2012

La fotografia di guerra di Luc Delahaye

Viviamo in un periodo di confluenza dove le vecchie etichette riguardanti le classificazioni nel mondo della fotografia sembrano sempre di più perdere l'evidenza. Il lavoro di Luc Delahaye può essere inquadrato in questa tendenza. Il fotografo francese, nato nel 1962 a Tours, è passato da un lavoro di puro reportage di guerra a entrare prepotentemente nel mercato dell'arte
Delahaye inizia la sua carriera come reporter per l'agenzia fotografica Sipa Press. Dal 1994 fa parte della cooperativa Magnum Photos e successivamente di Newsweek Magazine. Le sue fotografie di guerra, caratterizzate da una estrema vicinanza all'evento gli sono valse il WorldPress Photo per tre volte (1992, 1993 e 2001) e due volte la Medaglia d'oro Robert Capa per il reportage  (1992, 2002).

Tuttavia, il lavoro più recente del fotografo francese si stacca dal fotogiornalismo. Nonostante le tematiche siano le stesse, Delahaye analizza le vicende da una prospettiva nuova, abbandonando il sensazionalismo dell'evento, per far posto ad una visione più intima, che spettacolarizza attraverso la grandezza delle stampe
Infatti, attraverso la scala maestosa il fotografo francese dà vita a immagini pittoriche che evincono un senso di contemplazione, in costante contrasto con le tematiche di devastazione che rappresentano. La visione delle scene di guerre e di eventi globali, talvolta modificate mediante computer, invitano, inoltre,  ad una nuova riflessione sul rapporto tra arte, storia e documentazione.

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