Myoung Ho Lee è un giovane artista coreano (nato nel 1975 a
Seul), che ha prodotto un'interessante serie che affronta le
tematiche della percezione della realtà e della decontestualizzazione ambientale.
L'albero separato
artificialmente dalla natura che lo circonda, viene presentato in uno sfondo bianco, illuminato in modo tale
da non produrre ombre, permettendo, quindi, allo spettatore di chiedersi se lo
stesso appartenga all'ambiente o se si tratti di un ritratto posto all'interno del
paesaggio.
L'oggetto allora diventa ambiguo, un sorta di "meta-soggetto". Gli alberi da
tridimensionali si convertono in bidimensionali, come se fossero stati dipinti
o stampati su poster a grandezza naturale.
Traendo spunto dalla lunga tradizione scientifica
della fotografia botanica dove le piante e i fiori sono stati spesso fotografati
su uno sfondo neutro, Myoung usa la tela non solo per catalizzare l'attenzione
e equilibrare la composizione, ma
soprattutto al fine di estrapolare i suoi soggetti dal loro contesto quotidiano, dando vita a
immagini allo stesso tempo semplici e potenti.
Fotografie a metà strada tra land-art e surrealismo che riflettono sull'ambiguità dell'immagine e sull'ambivalenza della stessa.


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