venerdì 23 marzo 2012

"Memories and Nightmares": Lottie Davis

"Questo progetto riguarda i ricordi e i miti che usiamo per raccontare le nostre vite. Le storie e ricordi fanno parte della stessa esperienza umana, li abbiamo utilizzati per generazioni per illustrare le nostre vite, per lasciare una nostra testimonianza nel futuro e dare un senso al passato". 
Tra ricordi e incubi la fotografia di Lottie Davis risente delle composizioni e della sensibilità espressiva della tradizione pittorica inglese. I paesaggi onirici e fantastici gridano addosso come un pugno sul punto di raggiungere lo stomaco o aleggiano soavi come un sussurro da decifrare.
Nata a Guilford nel 1971, Lottie cresce nel Surrey. Il suo primo contatto con la fotografia avviene a quattordici anni, quando il padre regala al fratello un ingranditore per la camera oscura. Dopo aver studiato filosofia alla St. Andrew University in Scozia, torna in Inghilterra, dove inizia a lavorare prima come assistente e dal 2000 come fotografa professionista.  
"Memories and Nightmares" riflette sulla costruzione dell'identità attraverso le narrative interne dei nostri ricordi dell' infanzia e gli incubi che ci perseguitano. All'inizio del 2008, la fotografa inglese ha chiesto a i suoi amici di scrivere un racconto del primo ricordo dell'infanzia che gli venisse alla mente. Uno di questi, le rispose che non aveva un ricordo specifico, ma un incubo ricorrente. Da qui la Davies ha incluso anche gli incubi al suo progetto, dando vita ad una serie che, a partire da immagini della vita privata di un individuo, reinterpreta la situazione, restituendoci la sensazione degli elementi surreali e impossibili del sogno
Abbiamo tutti un bagaglio di storie e miti che utilizziamo per raccontare quello che siamo. In un certo senso, i ricordi sono un’esperienza come tante altre e per questo cambiano con il tempo, attraverso le parole di chi li racconta e le impressioni di chi li ascolta. Le fotografie di Lottie Davies ci guidano attraverso un viaggio nell’inconscio, dove abitano memorie e storie che da adulti abbiamo relegato in fondo alla nostra anima, che possiamo recuperare, attraverso le fini maglie della razionalità.
 L'obiettivo della fotografa inglese non si riduce alla reinterpretazione personale di esperienze intime, ma diventa presupposto per un'ampia riflessione antropologica e psicologica sulle malattie croniche della società medio-borghese. La forza dirompente delle esperienze rimosse torna a farsi largo attraverso delle immagini su pellicola di grande formato, scattate con una Horseman o una Wista 5x4, che sono valse il prestigioso Premio Arte Laguna 2011. 
Ogni immagine, allora, è una frase incompiuta che ci tiene sospesi in attesa di una risposta, che non riceveremo del tutto. Un frammento dove compostezza ed equilibrio regnano anche nell'inquietudine e l'armonia si fa largo anche negli incubi più terrificanti. Composizioni teatrali che svelano universi nascosti e catastrofi i cui marchi non sono visibili. Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes