Gábor OSZ è una delle figure
più importanti dell'arte contemporanea
ungherese. Avvalendosi della camera
oscura e della fotografia stenopeica, il
fotografo ungherese registra lo spazio circostante e gli effetti della luce
sulla carta fotosensibile.
Nato nel 1962 a Budapest, dopo gli
studi presso l'Accademia di Belle Arti, prosegue gli studi presso il Rijksacademieof Visual Arts di Amsterdam. La sua
opera al margine dell'astrazione, per consistenza e colore ricorda la pittura.
Più che sui semplici
punti di vista, OSZ si sofferma sulle visioni della natura costruita
dall'occhio di un architetto.
La sua è una riflessione sul tempo ma soprattutto
sullo spazio. Gabor OSZ scatta foto di ambienti costruiti (edifici, serre,..),luoghi
dove si può vedere l'esterno, ma solo da alcune piccole aperture ( finestre,
fori).
Dall'interno abbiamo una visione
parziale e frammentaria dello spazio esteriore. Mentre dall'esterno gli stessi spazi ci
appaiono come piccole parti nella vista di un paesaggio più ampio. Attraverso
la tecnica della camera obscura (o
camera oscura), una tecnica tradizionale che risale agli inizi della storia
della fotografia, Gabor
OSZ esprime una riflessione globale sulla
vita.
Attraverso una metafora che riprende il mito della grotta di Platone, immagini
dal carattere vago ed evanescente si fanno largo questionando il nostro stesso modo di comprendere la realtà. L'interno diventa
così uno spazio artificiale che proietta
l' immagine capovolta dell'esterno, simbolo delle nostra ansie e dei nostri
limiti della conoscenza.
Vi consiglio di
dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua
opera.


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