domenica 11 marzo 2012

Le riflessioni fotografiche di Gábor OSZ

Gábor OSZ è una delle figure più importanti dell'arte contemporanea ungherese. Avvalendosi della camera oscura e della fotografia stenopeica, il fotografo ungherese registra lo spazio circostante e gli effetti della luce sulla carta fotosensibile. 

Nato nel 1962 a Budapest, dopo gli studi presso l'Accademia di Belle Arti, prosegue gli studi presso il Rijksacademieof Visual Arts di Amsterdam. La sua opera al margine dell'astrazione, per consistenza e colore ricorda la pittura. Più che sui semplici punti di vista, OSZ si sofferma sulle visioni della natura costruita dall'occhio di un architetto.  
La sua è una riflessione sul tempo ma soprattutto sullo spazio. Gabor OSZ scatta foto di ambienti costruiti (edifici, serre,..),luoghi dove si può vedere l'esterno, ma solo da alcune piccole aperture ( finestre, fori). 
Dall'interno abbiamo una visione parziale e frammentaria dello spazio esteriore. Mentre dall'esterno gli stessi spazi ci appaiono come piccole parti nella vista di un paesaggio più ampio. Attraverso la tecnica della camera obscura (o camera oscura), una tecnica tradizionale che risale agli inizi della storia della fotografia, Gabor OSZ esprime una riflessione globale  sulla vita
Attraverso una metafora che riprende il mito della grotta di Platone, immagini dal carattere vago ed evanescente si fanno largo  questionando il nostro stesso  modo di comprendere la realtà. L'interno diventa così uno spazio  artificiale che proietta l' immagine capovolta dell'esterno, simbolo delle nostra ansie e dei nostri limiti della conoscenza.  
Vi consiglio di dare uno sguardo al sito dell'artista per avere una visione completa della sua opera.

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