lunedì 13 febbraio 2012

Rafael Navarro: nudo, movimento ed astrazione

"Per me la fotografia è un mezzo. Un mezzo che mi permette di parlare quando non trovo le parole. Un mezzo che cerco nel subconscio, in cerca dei sentimenti nascosti. Un mezzo che mi permette di creare oggetti che contengono sottili valori intelligibili. Un mezzo che mi lascia respirare la libertà"...."Un artista deve essere sincero con se stesso e cercare di non farsi influenzare da moda e mercati".
Con una traiettoria iniziata negli anni 70, la fotografia di Rafael Navarro si impone come una delle linee più solide e coerenti della fotografia spagnola degli ultimi anni. Nato a Saragozza nel 1940, Navarro sviluppa una visione che si allontana dalla fotografia documentale e dalle tendenze di moda degli ultimi decenni, per costruire opere che ruotano intorno a tre tematiche: il nudo, il movimento e l'astrazione
Con la serie Formas (1975) il fotografo spagnolo inizia un viaggio personale intorno al corpo e al nudo femminile, sviluppato successivamente nella serie Ellas (1987). Se inizialmente i suoi lavori sembrano animati da una carica erotica che lo avvicina ai grandi maestri della fotografia giapponese, con il tempo perdono la potenza sessuale a favore di una ricerca estetica. Ma è soprattutto con la serie Dipticos, tra il 1975 e il 1987, che Navarro dà vita ad un'opera centrale nello sviluppo del suo lavoro. 
La serie, proseguita nel 2000, mescola elementi della pittura, della fotografia e del cinema, trovando nel linguaggio astratto la linea guida verso la ricerca della perfezione. 
Navarro costruisce una mappa di un universo inesistente, senza avvalersi della tecnologia digitale. Attraverso la frammentazione e la ripetizione, i corpi femminili si trasformano in paesaggi, riuscendo a trasformare il conosciuto in misterioso e il quotidiano in infinito. 
Le architetture si reinventano e tentano di fuggire dalle limitazioni fisiche e mentali. I frammenti di corpi, le ombre, i desideri, le storie, le avventure e i progetti, costituiscono una nuova geografia. 
Una mappa in cui texture e paesaggi corporali vengono declinati attraverso una visione mistica, attraverso un percorso di sentimenti privati, metamorfosi di corpi, da carne, a percezione poetica. Vi lascio con il video di un'interessate intervista all'autore.

1 commenti:

Fotostuudio Tallinnas ha detto...

Wonderful article, i like the way you write!

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