sabato 4 febbraio 2012

Harry Gruyaert: il colore dei sentimenti

“Il mio lavoro racconta molto di me e dei soggetti che fotografo. Io non creo saggi giornalistici; certo non nego il valore del giornalismo, ma non mi interessa particolarmente. Quel che è  mi importa, alla fine, è la forza di ogni singola immagine. Ognuna, poi,  può essere vista insieme alle altre, realizzate sullo stesso tema, e tutte insieme possono creare un accumulo d’intensità, come se si tratasse di un elogio del soggetto ritratto o di una profonda esperienza su questo stesso soggetto".
Sulla scia di alcuni pionieri americani della fotografia a colori quali Joel Meyerowitz e William Eggleston, Harry Gruyaert registra le sottili vibrazioni cromatiche delle sponde d'Oriente e d'Occidente, attraverso una costruzione altamente pittorica, dove la luce inonda lo spazio. 
Harry Gruyaert nasce nel 1941 a Anversa. Dopo aver studiato dal 1960 al 1963 presso la Scuola di Cinema e Televisione di Bruxelles, Harry inizia la carriera di freelance a Parigi nel campo della moda e della pubblicità, lavorando allo stesso tempo come direttore della fotografia per la televisione fiamminga.
Questa esperienza risulta decisiva nell'avvicinare il giovane Gruyaert all'importanza strutturale della luce all’interno di una composizione. 
Nel 1969 realizza il primo dei suoi numerosi viaggi in Marocco. La totale immersione nei colori e nei paesaggi marocchini gli fanno vincere il prestigioso premio Kodak nel 1976.
Immagini, basate sul contrasto delle sfumature, che molto spesso sembrano grafica raffinata fatta di ombre e luci. Seguiranno i viaggi in India, dove si reca la prima volta nel 1976, e in Egitto nel 1987. Lontano dall’indugiare nello stereotipo esotico, la visione di Gruyaert trasporta lo spettatore in atmosfere misteriose, affascinanti ed a tratti impenetrabili.
Nel 1974 presenta alla Delpire Gallery “TV Shots”, un progetto che gioca con le distorsioni e le aberrazioni cromatiche della televisione. Entrato in Magnum Photos nel 1981, ne diventa Membro ordinario nel 1986.
Fortemente influenzato dai parallelismi incongrui e dai falsi eventi enigmatici messi in risalto dal movimento surrealista, Harry Gruyaert non dissocia i colori dalla forma, ma si serve degli stessi per amplificarne il significato.
Passato da pochi anni al digitale, continua a rappresentare la vera essenza del colore, intesa non come riproduzione realistica di una realtà, quanto come espressione della sensazione della stessa.Di seguito vi lascio un'interessante video dove il fotografo belga parla dell'importanza del colore.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes