venerdì 30 dicembre 2011

La fotografia di Roland Fischer

"L'elemento più importante dell'arte è la forma. La forma è il linguaggio dell'arte. La forma attiva rappresenta il processo del pensiero visuale, che è diverso dal pensiero discorsivo"..."Non siamo del tutto fatti di materia, né di idee. Per mezzo delle immagini possiamo raggiungere entità opposte, captare relazioni complesse e comprendere tanto l'interno quanto l'estreno nella sua totalità".
Le monumentali fotografie di Roland Fischer riprendono vari generi classici come la fotografia di architettura e la ritrattistica, concentrandosi su questioni formali e concettuali. Il fotografo tedesco, nato a Munich nel 1958, investiga tramite i suoi lavori i lati oscuri dell'apparenza.
Uno degli aspetti peculiari dello stile fotografico di Fischer risiede nell'insistente ambiguità delle sue immmagini. Le sue fotografie nascondono sempre qualcosa di misterioso, che nasce dalla dialettica tra la potenza seduttrice delle tematiche affrontate e l'incantevole rigore formale della loro realizzazione
Tanto quando fotografa persone spogliandole di tutti gli artifici, come negli imperscrutabili ritratti di monaci ("Nuns and Monks") o nei ritratti sospesi del tempo delle donne immerse in piscina ("Los Angeles Portraits" e "Pool Portraits"), tanto quanto nelle elaborazioni digitali dei dettagli architettonici degli edifici ("Facades"), Fischer riesce a riconfigurare e soppiantare la realtà secondo le proprie regole.
Soprattutto nei lavori legati all'architettura, il fotografo tedesco arriva ad annullare il carattere referenziale e descrittivo delle cose, trasmettendo la permanente sensazione che i moduli astratti ricreati rappresentino principi di una comune serialità frammentaria e illimitata, cruda metafora della perdita dell'identità delle città di fronte alla seducente metamorfosi del capitalismo.
Roland Fischer non solo estrae gli edifici dal contesto urbano che li circonda, ma li priva della connotazione spazio-temporale unendo reale e virtuale in un unica soluzione. 
Affascinato dal dilemma del visibile, Fischer crea allusioni alla pittura astratta e alle sperimentazioni tecnologiche, rappresentando un mondo certamente seducente, uno spazio concettuale dove gli opposti convivono in perfetta armonia e costante confronto, una costruzione mentale riflesso delle nostre emozioni.

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