mercoledì 9 novembre 2011

Martin Parr - Maestri della fotografia

"La fotografia è nella sua essenza un mezzo democratico che possiede una grande capacità di emozionare la gente e allo stesso tempo un forte potere di mischiare i generi. Quando si cerca di rinchiudermi in una categoria, cerco immediatamente di uscirne. L'esperienza personale della mia vita quotidiana si sovrappone ai soggetti che scelgo; cerco di raccontare quello che vivo nella mia esperienza del mondo"…"La gente ordinaria e i posti qualunque ispirano in me la stessa passione che porta altri fotografi a raccontare guerre, carestie ed epidemie: io, però, preferisco andare nel supermarket della mia città”.
Martin Parr è considerato il più celebre e celebrato fotografo inglese contemporaneo. Nato a Epsom (contea del Surrey) nel 1952, dopo aver studiato fotografia al Manchester Polytechnic (1979-1973), si dedica al fotogiornalismo realizzando numerosi reportage per riviste e diverse compagnie teatrali. 
Dal 1974 insegna fotografia all’Oldham College of Art, poi a Manchester, Dublino e Newport. Autore di vari lavori, tra cui “Bad Weather” (1984), “The Last Resort” (1986), “The Cost of Living” (1989), “Common Sense” (1999), dal 1994 diventa membro di Magnum Photos. Parr è stato un testimone privilegiato della società britannica dell’era Thatcher
Con le sue foto di medio formato, caratterizzate dell’uso molto contrastato e luminoso del colore, Parr ha raccontato la storia del gusto (vestiti, interni, accessori…) e dei comportamenti della classe media inglese. La caratteristica principale di Parr è quella di saper cogliere in atteggiamenti ironici e grotteschi gli esseri umani. Storie, provocazioni e continue incursioni nella sfera dell'ordinario e del cattivo gusto si avvicendano, alla ricerca di quel senso comune che rivela il paradosso dell’orribile ma rassicurante familiarità. Immagini riflesso di un’intensa curiosità, socialmente trasgressive e caratterizzate da una stravaganza visiva
Parr si concentra sui luoghi comuni, nel tentativo di demolirli. Analizza i mali sociali, i riti e le patologie del quotidiano, criticando attraverso una visione sarcastica i temi del consumismo, del turismo di massa, dell’idea stereotipata della famiglia e del cibo.
Tra questi il consumismo rappresentato dal fotografo inglese, non è soltanto un comportamento sociale, ma una logica simbolica, una seconda pelle fatta di apparenza che si sostituisce al reale. Il look degli oggetti fotografati da Parr, dalle pantofole di peluche, al cibo preconfezionato, ai fiori finti, si insinua nelle vita, finendo per cambiare non solo la natura degli oggetti, ma anche e soprattutto la nostra percezione degli stessi. 
Con il suo occhio implacabile e sarcastico, dotato di una giusta cattiveria, Parr scruta ora il turismo di massa, rivelandone la stupidità e l’inutilità, ora i prodotti in vendita, utilizzando un ingranditore macro con flash circolare, come quelli che usa la polizia scientifica per le scene del crimine, quasi volesse trasformarsi in investigatore del nostro presente.
Il fotografo inglese crea la finzione partendo dal mondo reale. Parr mischia realtà e artificio e , giocando con determinati codici del mondo pubblicitario, confronta vari territori, facendo in modo che ciò che documenta diventi immagine di moda. Le fotografie di Parr trasformano in assurda commedia il cibo, i vestiti, i modi di fare, sfruttando la mancanza di gusto e di giudizio, per ritrarre la fiera delle vanità della classe media.





1 commenti:

Fotografo Matrimonio ha detto...
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