lunedì 28 novembre 2011

Le maestose immagini di Richard Learoyd

“Non c’è nessuno che lavora come me, perché il mio lavoro è doloroso e difficile. I miei ritratti mettono in discussione la capacità dello spettatore di conoscere veramente un’altra persona. Spesso ci piacerebbe fonderci con gli altri, ma vi è sempre qualcosa che si frappone in mezzo; in questo caso la superficie di una fotografia”.
Le maestose immagini di Richard Learoyd strabordano di delicata eleganza. Ritratti a grandezza naturale, ottenuti grazie all’antica tecnica della camera obscura. Nato nel 1966 a Nelson(Lancashire), Richard Learoyd si è laureato in Fine Art Photography presso la Glasgow School of Art nel 1990.
Lo studio del fotografo inglese è composto da due stanze diverse, in una viene posto il soggetto (oggetto o persona), e nell'altra, un enorme pezzo di carta fotografica sensibile in cui viene catturata l'immagine capovolta. Questa antica metodologia permette di catturare il fotogramma senza la necessità di interposizione di materiali intermedi, essendo sufficiente lo sviluppo diretto della carta. 
A differenza delle immagini delle fotocamere a foro stenopeico, le fotografie di Learoyd non presentano distorsioni, ma appaiono nitide e molto dettagliate, servendosi di antichi obiettivi per focalizzare la luce sul foglio sensibile. Il lento processo dà vita a fotografie che rappresentano ognuna un pezzo completamente unico
La fotografia di Learoyd sembra inevitabilmente ispirarsi alla pittura europea del diciottesimo e diciannovesimo secolo. L’occhio si perde nei dettagli e nei profondi fuori fuoco dei bordi dell’immagine. Partendo dall’investigazione del realismo coinvolgente dell’illusione fotografica, il fotografo riesce a mettere in discussione la nostra capacità di percezione e conoscenza dell’altro. L’immagine fotografica che riproduce diventa allora un ostacolo, una superficie ulteriore verso la quale siamo costretti a guardare.
I ritratti e le figure riflettono l'interesse del fotografo nei confronti della potenza della bellezza, rivelata nei volti e nei corpi della gente comune. I suoi soggetti sono conoscenti occasionali, incontrati tramite amici o per strada. Ogni immagine richiede un impegno di resistenza sia fisica che mentale, dovuto ad esposizioni che rasentano le otto ore.
Le immagini di Learoyd occupano un posto unico nella pratica della fotografia contemporanea, riaccendendo la meraviglia della collisione creativa tra arte e scienza. Il forte impatto visivo che caratterizza i suoi ritratti, si scontra con la dolcezza e la seduzione nel sottolinearne i dettagli intimi. Nonostante il lavoro di Learoyd riproduca con chiarezza l’essere, tentando di rivelarne la vera realtà, le sue immagini rimangono sempre paradossalmente e splendidamente misteriose.
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