martedì 13 settembre 2011

Hengki Koentjoro: poesia del bianco e nero

“Credo che il bianco e nero sia più adatto al il mio tipo di fotografie. Racchiude forza e mistero. Mi dà maggiore facilità nell’esprimere le emozioni e lascia grande flessibilità nel trattamento delle immagini".  
Nato nel 1963 a Semarang (Java), Hengki Koentjoro si innamora della fotografia all’età di 15 anni, quando la madre gli regala una Pocket Kodak per il suo compleanno.
Dopo aver studiato fotografia presso il Brooks Institute of Photography di Santa Barbara in California, torna in Indonesia per fondare a Giacarta una casa di produzione specializzata in documentari naturalistici.
La sua fotografia parla attraverso un bianco e nero perfetto, dai neri intensi. I suoi paesaggi si estendono fin dove arriva lo sguardo, attraversati da presenze umane evanescenti, sentieri persi nella nebbia, strade che hanno smarrito il confine con l’orizzonte.
La bellezza di panorami che sembrano appartenere più alla fantasia che alla realtà, viene ritratta mediante immagini cariche di un drammatismo lirico. 
Una fotografia che non conosce il tempo, che viaggia tra cielo, terra e mare. Il fotografo indonesiano, che si ispira al lavoro minimalista di Michael Kenna, lavora in digitale , utilizzando una Nikon D700 e una Canon 5D, avvalendosi di filtri ND e di esposizioni maggiori di 2 minuti per ottenere un effetto morbido e vellutato.
Hengki Koentjoro si muove con delicatezza e raffinatezza alla ricerca di composizioni dallo stile unico avvolte dalla calma e dal fascino del mistero.



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