venerdì 30 settembre 2011

Bert Hardy - Maestri della fotografia

“Nessuno può insegnarti la fotografia”…. "Il quadro ideale dice qualcosa dell'essenza della vita, è il riassunto di un’emozione che detiene la sensazione di movimento, implicando quindi la continuità della vita".
Albert Hardy (19 maggio 1913-3 luglio 1995) è stato un fotografo documentarista inglese, noto per i lavori pubblicati sulla rivista Picture Post tra il 1941 e il 1957. Definito da molti critici come il narratore del popolo britannico, Bert nasce a Blackfriars, Londra, primo di sette figli di un falegname e di una domestica ad ore.
La fotografia diventa parte della vita di Hardy nel 1927, quando il giovane londinese ottiene lavoro come messaggero e sviluppatore presso il Central Photographic Service. Hardy, con i pochi soldi guadagnati, compra una macchina fotografica a lastre per 50p da un negozio di pegni, imparando aperture e tempi di posa per tentativi. 
La carriera del fotografo inglese inizia con una fotografia di “Royalty”. Il giovane riesce e fotografare re Giorgio V e la Regina Maria in una carrozza di passaggio e vendere 200 piccole stampe nel quartiere. Diventa freelance per la rivista The Bicycle e compra la sua prima Leica 35 mm di seconda mano (marca alla quale resterà sempre fedele).
In pochi anni lavora come fotografo per la  General Photographic Agency e nel 1941 entra nella redazione di Picture Post, rivista leader dell’immagine inglese. Durante la seconda guerra mondiale, viene spedito nei luoghi del conflitto per raccontarlo tramite immagini. Le sue foto seguono lo sbarco in Normandia nel giugno 1944, la liberazione di Parigi, l'avanzata alleata sul Reno, la liberazione di Bergen-Belsen (campo di concentramento in Germania). 
Verso la fine del conflitto Hardy si trasferisce in Asia, dove diventa fotografo personale di Lord Mountbatten. Segue la guerra di Corea con il giornalista James Cameron per il Picture Post contribuendo a rendere note le atrocità compiute a Pusan (Missouri Pictures of the Year Award). 
La fotografia di Bert Hardy riesce, anche nelle situazioni più atroci, a cogliere l’essenza dello spirito umano senza mai rischiare di risultare sentimentalista. Sebbene il suo lavoro di giornalista di guerra meriterebbe considerazione a fianco dei maestri della Magnum, il nome di Bert Hardy rimane legato alle immagini di vita quotidiana dell’Inghilterra.
Le sue fotografia hanno immortalato immigrati a Soho e Liverpool, prostitute a Piccadilly e bambini nelle strade del Gorbals. Il suo lavoro, notevole per empatia e delicatezza, è riuscito a cogliere, con semplicità e forza, scene anonime della vita di tutti giorni tramandandole attraverso l’arte nel tempo.

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