venerdì 26 agosto 2011

Kenro Izu - Maestri della fotografia

“La creazione di qualcosa di nuovo non è il mio interesse. Mi piace osservare molto da vicino, molto profondamente e documentare con precisione la mia visione. Cerco di usare il mio istinto, come se fossi un animale predatore. Cerco di non pensare. Resetto il pensiero e ascolto se vibra il cuore”
C'è un silenzio inquietante che traspare dalle immagini di Kenro Izu, un costante viaggio attraverso le metafore della vita, della morte e del decadimento. Nato a Osaka nel 1949, dopo gli studi al Nihon University College of Art di Tokyo, Kenro Izu si trasferisce a New York nel 1972 per lavorare come assistente fotografo. 
Due anni i più tardi apre un suo studio di still life. Considerato uno dei più esperti stampatori esistenti della tecnica del platino/palladio, Izu ha affiancato ad un prolifico lavoro commerciale, un percorso artistico fatto di diversi progetti personali.
Le sue opere sono esposte negli Stati Uniti, in Europa ed in Giappone e sono presenti nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, il Museum of Fine Arts di Boston, il San Francisco Museum of Modern Art e il Museum of Fine Arts di Houston e in molte altre collezioni pubbliche e private. Negli ultimi anni il fotografo giapponese ha girato il mondo per immortalare diversi monumenti sacri nei loro ambienti naturali.
La fotografia di Kenro Izu, tra nature morte di fiori, figure e monumenti, rivela la complessa bellezza della vita, con particolare attenzione nel cogliere gli elementi della tragedia e del decadimento.
Le pieghe e gli incavi della spina dorsale, la sinuosità dei fianchi, il profilo delle scapole, le curve e gli anfratti di schiena e ventre vengono disegnati nitidamente dal gioco delle ombre, così come i soffici petali di una rosa o le linee misteriose delle piramidi.
In contrasto con i fotografi moderni che sparano decine di foto ad ogni soggetto, Izu fotografa solo dopo un attenta riflessione. A causa, infatti, delle dimensioni dei negativi di grande formato (35,6 x 50,8 cm, le stesse dimensioni della stampa finale) e della dimensione del banco ottico, può trasportare solo pochi negativi con se.
Attraverso la sua tecnica unica, il fotografo giapponese riesce a catturare l'essenza spirituale del soggetto. Le sue stampe al platino, realizzate con un processo che utilizza sali ferrosi, creano una profondità sottile e una superficie opaca particolarmente apprezzata per la gamma quasi illimitata di tonalità di grigio.







0 commenti:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes