lunedì 8 agosto 2011

Izis Bidermanas - Maestri della fotografia

"La fotocamera di Izis è una scatola magica. Dalle sue mani fioriscono come per incanto esseri e cose che si aprono e si animano come quei fiori di carta giapponesi che, posti in un bicchier d' acqua, diventano all' istante esseri o cose di un immediato passato. Più tardi, deposte fra le pagine di un libro, sembrano dormire nei loro letti di carta. Ma il lettore apre il libro e le ridesta alla vita quando vuole, e le riconosce anche se non le ha mai viste prima" (Jacques Prévert).
Israëlis Bidermanas, detto Izis, è considerato uno dei più grandi fotografi del XX secolo. Facente parte di quella corrente del Secondo Dopoguerra definita “fotografia umanistica”, insieme ai fotografi Brassaï, Robert Doisneau, Willy Ronis, Cartier-Bresson, Izis ha sviluppato quella visione dello scatto che partendo da un dato realistico, filtrato attraverso la propria esperienza personale, rende l'immagine non solo una versione documentaristica della realtà, come accade nei reportage, ma un insieme di perfezione formale, contenuto, tempo, azione ed emozione.

Nato a Marijampole (Lituania) nel 1911, Izis si appassiona sin da giovane alla pittura. Attratto come molti suoi contemporanei dalla Parigi “capitale delle arti”, si trasferisce in Francia nel 1930 privo di soldi e senza conoscere una parola di francese. Dopo un periodo difficile, viene assunto in un laboratorio fotografico.
Nel 1941 l’occupazione tedesca costringe Bidermanas a rifugiarsi a Limoges. Nel 1944, con la liberazione di Limoges da parte della resistenza francese, Izis diventa fotografo. Dopo essersi unito alla resistenza, realizza, infatti, una straordinaria serie di ritratti dei partigiani, che lo fanno notare per stile e tenica. 

Dal 1949 Izis inizia a collaborare regolarmente con la rivista Paris-Match (per la quale fotografa molti artisti dell’epoca : da Grace Kelly a Cocteau, Colette, Gina Lollobrigida, Édith Piaf e Orson Welles, realizzando tra l’altro reportage fotografici in Algeria, Israele, Portogallo ed Inghilterra. Nel 1951 pubblica, con i testi dell’amico Prévert, quello che da molti viene considerato il suo capolavoro: Paris des Rêves.
 L'opera ottiene un enorme successo ed ancora oggi rimane un’eccellente testimonianza della sua arte. La fotografia di Israëlis Bidermanas ricerca una perfezione formale, non solo nelle tonalità e nei rapporti geometrici, ma nella simbiosi tra contenuto,tempo ed azione. Nonostante le sue foto appaiano semplici, risultano cariche di realismo poetico. Con uno scatto forse meno romantico di Doisneau, ma immerso da una malinconia mista a dolcezza, Izis riflette nei suoi soggetti la dura esperienza della guerra.
Nelle immagini dei quartieri popolari, dove la strada è teatro della vita, ogni dettaglio diventa motivo per raccontare la realtà umana. Bidermanas usa a suo piacimento le forme e la luce per plasmare dei mondi che prediligono atmosfere notturne e misteriose per rivelarci l’atmosfera di libertà ritrovata e ritorno alla vita.



2 commenti:

Jul ha detto...

Avevo visto la sua mostra a Parigi l'anno scorso: è un fotografo molto interessante, purtroppo rimasto nell'ombra rispetto ai quattro sopracitati.

Davvero bello questo blog, grazie e buona continuazione da parte di una fotografa!

Chiara la Ghirba ha detto...

attualmente c'è una mostra a lui dedicata a Milano, allo Spazio Oberdan.
Qualche info in più qui:
http://ghirba.blogspot.it/2014/02/lo-sguardo-poetico-di-izi-bidermanas.html

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