lunedì 1 agosto 2011

Cos'è un esposimetro?

L'esposimetro è uno strumento utilizzato in fotografia per quantificare la luce presente in una scena. Fornisce un valore di esposizione con il quale si può risalire alla coppia tempo/diaframma migliore. 
Gli esposimetri sono costituiti da cellule siliconiche fotosensibili che misurano la luminosità di un soggetto secondo una modalità di lettura definita. Esistono due tipologie di esposimetri: interni e esterni. Gli interni fanno parte della fotocamera  e misurano esclusivamente la luce riflessa. In questo caso, infatti, la luce che riflette sulla superficie del soggetto agisce sul sensore fotosensibile all'interno della fotocamera segnalando la quantità di luce. Gli esposimetri esterni, invece consentono di eseguire sia la misurazione della luce riflessa, sia quella della luce incidente, ovvero della luce che cade sul soggetto.
 La lettura della luce può avvenire con modalità diverse per diminuire gli errori e rendere più creativo il procedimento fotografico.Nella lettura spot l'esposimetro limita la lettura ad un'area ben precisa e ristretta, permettendo la selezione della zona dove effettuare la misurazione. È un sistema molto preciso, anche se richiede esperienza per ottenere buoni risultati. La lettura media utilizza tutto il campo inquadrato, tuttavia in alcune situazioni può produrre grossolani errori a causa di fonti di luce o zone d'ombra all'interno della scena. La lettura media a prevalenza centrale o semispot è un aggiornamento della lettura media e utilizza due sensori che leggono la scena in modo diverso. Il primo utilizza la zona centrale e la seconda il resto, il processore si occupa poi di unire i risultati privilegiando la zona centrale. Il metodo multizona o matrix utilizza diversi sensori mediando i risultati con algoritmi di calcolo. 
Per quanto riguarda gli esposimetri interni, bisogna distinguere tra quelli delle delle fotocamere compatte, che sono spesso incorporati in una finestra accanto al mirino o all’ottica e quelli delle reflex, che si trovano all’interno del corpo macchina e misurano la luce da dietro l’obiettivo. In questo caso, infatti, la lettura TTL (dall’inglese “Through The Lens” ossia attraverso le lenti dell’obiettivo) è molto più accurata perché tiene conto della diffusione, della diffrazione e dell’attenuazione della luce causata dall’ottica e da eventuali filtri.

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