venerdì 17 giugno 2011

Mettere a fuoco un'immagine in fotografia

La fase di messa a fuoco consiste nella regolazione della distanza del gruppo-lenti dell'obiettivo dalla pellicola in modo che su quest'ultima sia proiettata un'immagine nitida dell'elemento prescelto. Con le fotocamere tradizionali, per una corretta messa a fuoco, si deve ruotare la ghiera presente sull'obiettivo, mentre in quelle dotate di autofocus (AF) è sufficiente premere a metà corsa il pulsante di scatto: lo spostamento del gruppo delle lenti, in questo caso, avviene grazie ad un piccolo motore elettrico.
Tutti gli obiettivi sono caratterizzati da una minima distanza di messa a fuoco, al di sotto della quale non è possibile ottenere fotografie nitide. I sistemi di messa a fuoco automatica (AF) si rivelano sempre piuttosto efficienti nonostante ciò esistono dei limiti per l'autofocus. Esistono due modalità di autofocus: l’ AF singolo, dove raggiunta la corretta messa fuoco, avviene il bloccaggio dello stesso; l’AF continuo, dove la fotocamera mantiene costantemente a fuoco i soggetti in movimento. Selezionando il programma "sport" la fotocamera si predispone automaticamente sull'autofocus continuo nonché sullo scatto motorizzato a raffica, mantenendo il soggetto costantemente nitido.
I problemi per l’autofocus sorgono quando il soggetto esce anche per un istante dal campo di lettura, in quanto l'obiettivo va a cercare il punto di messa a fuoco praticamente "a caso", quando un oggetto è frapposto alla nostra linea di messa a fuoco dell’immagine e in presenza di soggetti monocromatici, come un cielo coperto. Esiste, tuttavia, una casistica dove è consigliato l'uso della messa a fuoco manuale: 1) Poca luce: tutti i sistemi autofocus soffrono più o meno le situazioni nelle quali la luminosità ambientale è molto bassa, man mano che la luminosità diminuisce diventano particolarmente lenti e quando scende sotto una certa soglia, possono andare letteralmente in panne. 2) Close-up e Macrofotografia: le foto a distanza ravvicinata richiedono una grande precisione nella cura della messa a fuoco a causa della ridottissima profondità di campo. In questi casi  non sempre l'autofocus è in grado di restituirci il risultato voluto e rischia di essere ingannato  dalla presenza di oggetti presenti nel campo inquadrato. 3) Panoramiche: se facciamo una serie di foto da unire per ottenere una panoramica,  è bene che gli scatti abbiano tutti la stessa regolazione, non solo come diaframma ma anche come messa a fuoco, per evitare che si possano notare differenze nella sovrapposizione. 4) Iperfocale: ovvero quando vogliamo sfruttare la distanza di messa a fuoco che permette di estendere la profondità di campo dall'infinito alla metà di tale distanza ed è sempre riferita ad una precisa lunghezza focale e a una precisa apertura relativa di diaframma. 5) Foto d'azione: anche se i sistemi autofocus consentono la regolazione continua per seguire gli oggetti in movimento, spesso risulta preferibile regolare la messa a fuoco su un punto nel quale deve transitare il soggetto e scattare non appena entri nella zona prevista. 6) Primi piani: quando si fanno dei primi piani una regola generale da seguire è quella di  centrare con precisione la messa a fuoco sugli occhi; con la regolazione manuale avremo comunque un maggiore controllo su quale parte debba risultare perfettamente a fuoco. Di seguito un video tutorial molto interessante.



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