sabato 7 maggio 2011

Wynn Bullock - Maestri della fotografia

"Nelle fotografie esiste una verità profondamente paradossale. Gli oggetti possono essere fissati nel tempo dal punto di vista delle loro qualità specifiche, fisiche, esteriori, ma lo spirito può reagire a questi stessi oggetti come a degli avvenimenti che corrono nel tempo.”…. “La creatività è un'ode alla vita. Non è una forma di distrazione. E' una forma di gioia".
Wynn Bullock, (nato il 18 aprile 1902 a Chicago, Illinois, morto il 16 novembre 1975 a Monterey, California),  è  considerato uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il fotografo americano ha trasmesso attraverso i suoi lavori  verità psicologiche mediante il realismo dei simboli.
Trasferitosi a New York nei primi anni del 1920 per studiare canto alla Columbia University e per perseguire la carriera di tenore, Wynn si appassiona alle arti visive durante un viaggio in Europa. Acquista una Leica 35 millimetri e intraprende le sue prime investigazioni fotografiche. 
Al suo ritorno negli Stati Uniti nel 1931, dopo aver per breve tempo studiato giurisprudenza, decide di dedicarsi alla fotografia  e si iscrive al Los Angeles Art Center 1938-1940. In quest’epoca Bullock  è fortemente influenzato da Alfred Korzybski, il quale insisteva sul fatto che "la parola non è la cosa". Questo principio afferma che la lingua separa le persone dalla realtà degli avvenimenti. I primi lavori di Bullock subiscono  il fascino  degli esperimenti dell’avanguardia, come quelli di László Moholy-Nagy.
Sviluppa un procedimento di solarizzazione praticato nel negativo anziché nella stampa positiva e perfeziona  un particolare effetto di stampa atto ad ottenere un grande dettaglio di nitidezza e un particolare  effetto rilievo. 
La sua prima esposizione individuale, svoltasi nel 1941 al Los Angeles County Museum,  è un successo unanime  di critiche.  Dopo la guerra, Bullock si stabilisce a Monterey, nel 1946. Qui apre e dirige c uno studio fotografico presso Fort Ord.
I suoi eccellenti lavori commerciali gli permettono di vincere numerosi premi. Nel 1948 incontra Edward Weston, che lo influenza nella riscoperta del realismo e la bellezza tonale. Acquista un Ansco 20 X 25 e inizia ad esplorare il mondo circostante, con una nuova energia.
La fotografia viene intesa non tanto come progetto, ma soprattutto come modalità di apprendere direttamente dalle cose. L’arte visiva di Bullock nasce dalla convinzione di come la comunicazione visuale sia fondata sulla supposizione che possa esistere una relazione tra il mondo interiore delle idee e il mondo esterno degli avvenimenti, implicando tanto l’abilità del fotografo nel rendere simbolicamente degli oggetti tridimensionali, quanto la coscienza dello spettatore nel riconoscere e reagire ai simboli che creano l’illusione.

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