giovedì 26 maggio 2011

Misha Gordin: fotografia concettuale tramite manipolazione analogica

“Fin dall'inizio del mio coinvolgimento nella fotografia ho considerato l'idea la cosa più importante del processo produttivo. Capisco anche l'importanza della tecnica in un processo di creazione di un'opera d'arte. Ho impiegato anni per impadronirmi di una buona tecnica. Queste conoscenze possono essere imparate da quasi chiunque sia coinvolto nel processo produttivo. Ma la capacità di creare idee è un talento dato da Dio”.
Misha Gordin è un artista autodidatta, intento ad esplorare un cammino personale che si immerge in un microcosmo permeato di messaggi di respiro universale. Nato nel 1946 a Riga, ai tempi facente ancora parte dell’ex Unione Sovietiva, Misha studia dapprima  per diventare ingegnere aeronautico, poi lavora come progettista di attrezzature per effetti speciali per la Riga Studios Motion.  
Gordin inizia a fotografare all'età di 19 anni, spinto dal desiderio di creare un proprio stile personale e di trasmettere la visione delle idee che gli frullano in testa. Nel 1974, dopo "anni di disgusto con le autorità comuniste", lascia Riga per trasferirsi negli Stati Uniti. Dopo anni di esperimenti e ricerca dà vita ad un’opera concettuale che non si avvale della tecnica digitale, ma di una tecnica tradizionale di fotomontaggio tramite ingrandimenti di immagini stampate da diversi negativi, alcuni dei quali assemblano più di 100 diversi negativi. 
Uso una tecnica multipla di fotomontaggi tramite ingrandimenti di immagine stampate da diversi negativi. Negli anni ho preferito questa tecnica e adesso posso fare quasi tutto quello che si ottiene con Photoshop. Ma le manipolazioni digitali hanno un grande vantaggio. Hanno un comando "annulla". Nel mio caso, alcuni errori nella fase di stampa sono decisivi e mi riportano indietro al primo passo”. 
La fotografia concettuale di Misha Gordin è pura poesia. Il fotografo si avvale dell’immagini per costruire mondi che vivono di sentimenti, alternativi e convincenti. Mediante allegorie misteriose  ritrae l'uomo e la sua dimensione di confine e di solitudine.
Le sue opere in bianco e nero di stampo surrealista, ricreano la fragilità della natura umana di fronte ad un mondo dove la vita appare un mistero e la morte una certezza.  La immagini di Gordin sono immerse nei sogni e liberano il nostro inconscio finendo per mostrare in modo molto più chiaro
La sua opera è esposta al Museo del Centro Internazionale di Fotografia di New York, così come nei musei più famosi d'arte contemporanea di Stati Uniti e Giappone.



1 commenti:

Anonimo ha detto...

non so come fosse come ingegnere... come fotografo devo dire mediocre (IMHO) cose del genere erano comunissime nei concorsi fotografici di vent'anni fa...

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