sabato 12 marzo 2011

Riflessioni sulla cultura dell'immagine

L’azione fotografica consiste in un processo più complesso di quello tecnico elementare. La fotografia artistica è il risultato di una progettualità visiva e psichica che si precisa ancora prima del click con cui il fotografo prende la decisione definitiva di eseguire l’immagine. 
La progettualità è un atteggiamento interiore che orienta l’agire del fotografo verso  l’ideazione di un idea fotografica ben precisa. Scegliere un progetto vuol dire determinare cosa fotografare (tematica) e come fotografarlo (poetica). Il progetto prevede un momento comunicativo di trasmissione di informazioni e messaggi attraverso codici iconografici.  Una cultura dell’immagine permette allo spettatore di poter riconoscere i simboli del linguaggio e guardare criticamente un’opera. 
Viaggiando in Europa noto spesso quanto poco sia stato fatto nel nostro Paese in termini di alfabetizzazione nel ramo visuale. Mi piace ricordare un anatema del maestro Laszlo Moholy-Nagy, dettato durante le fondamentali ricerche metalinguistiche sulla fotografia svolte al Bauhaus di Weimar e Dessau: “una serie fotografica che si ispiri ad uno scopo ben definito può diventare l’arma più potente e al tempo stesso la nota lirica più tenera”. “Evidentemente- aggiungeva-questo dipenderà dall’aver compreso che la conoscenza della fotografia è altrettanto importante quanto quella dell’alfabeto”.
L'arte possiede un linguaggio universale che le consente di raggiungere il suo scopo comunicativo indipendentemente dal livello di competenza artistica del fruitore. Tale conoscenza, però, si ferma solamente al livello emotivo se non si conoscono adeguate metodologie di lettura che portano all'acquisizione della piena consapevolezza del valore dell'opera che si sta osservando. Esiste un rischio, inoltre, connesso  ad un bombardamento continuo di immagini di poca qualità, nel distinguere una “foto normale” da una “foto artistica”. 
 Senza una cultura specifica e senza un filtro intelligente, il martellamento visivo può distorcere la nostra visione.  Vi è, pertanto, la necessità di imparare ad usare il mezzo fotografico in modo cosciente, sia  esso rivolto alla creazione di una ricerca artistica o sia finalizzato alla pura documentazione, nella consapevolezza che ogni immagine è portatrice di un linguaggio fatto di forme, colori, luci ed ombre, immobilità e movimento, stimoli e richiami  emozionali.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bene, interessante. Solo che vi limitate molto spesso a scrivere solo il concetto senza approfondire gli argomenti.

Giuseppe Santagata ha detto...

Spero nei prossimi post di poter approfondire l'argomento ;)

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