mercoledì 16 marzo 2011

Mark Power: fotografia documentaristica

“Io non parto mai con l'idea di voler dimostrare una tesi precostituita. Sono prudente quando si tratta di lavorare intorno ad un tema specifico, soprattutto in una terra straniera, perché c’è il pericolo di vedere solo quello che si vuole vedere. Mi piace conservare, invece, un approccio intuitivo, imparare a muovermi con una mente aperta. Poi se tutto va bene, il lavoro si sviluppa naturalmente, con il proprio ritmo”.
Mark Power nacque nel 1959 a Harpenden, in Gran Bretagna. Dopo avere studiato arte all’Università di Brighton passò alla fotografia come freelance nel 1982. La sua prima monografia,  “The Shipping forecast”, si ispirava ai bollettini marittimi meteorologici diffusi ogni giorno dalla BBC. 
Per quelli in procinto di prendere il mare, la previsione significava la differenza tra la vita e la morte, ma per milioni di ascoltatori della radio il linguaggio enigmatico della previsione era qualcosa di più. Power, attraverso i suoi scatti, ha rappresentato i paesaggi di fantasia che lui stesso aveva ricreato guidato dal canto ipnotico delle previsioni metereologiche
Osannato dalla critica, il libro conquistò diversi premi prestigiosi: il premio fotografico Yann Geffroy (Italia), il Mosaique European Photography Award (Lussemburgo) ed il premio speciale della giuria Oskar Barnack Award (Germania).  Con "Superstructure" nel 2000 Power ha documentato la costruzione del Duomo del Millennio di Greenwich, un luogo dove elementi architettonici colossali e macchinari brutali vennero addomesticati attraverso un lavoro imponente e coreografico.
Dal 2000 al 2002 il fotografo inglese ha seguito i lavori di restauro dell’HM Treasury Building di Londra, lasciandoci un racconto di dettagli e frammenti, presentati in ordine cronologico: iniziando dalla demolizione, lo spazio che viene progressivamente ristrutturato, pulito e illuminato, fino al termine dell’opera. 
“The Sound of Two Songs” del  2010 è stato il risultato della storia d'amore dell'artista con la Polonia. Un libro che si muove senza sforzo tra le immagini della città e delle campagna, tra vecchio e nuovo, raccontando la rovina interiore della concezione di “città alloggio” del periodo comunista a discapito delle nuove costruzioni con  appartamenti colorati e luccicanti centri commerciali.
Uno sguardo che fissa in immagini il  forte contrasto tra la decadenza e l'aspirazione di un Paese. Di recente, Power ha completato “A System of Edges”, un progetto sui paesaggi spettrali situati oltre ai margini dell’atlante stradale A-Z di Londra. Dal 2005 è membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos. Oltre alla sua attività di fotografo, insegna fotografia all’Università di Brighton.






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