martedì 29 marzo 2011

L'espressionismo astratto di Aaron Siskind

“Vediamo secondo l'educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad "aspettarci" di vedere e, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti”.
Aaron Siskind (1903-1991) è stato un fotografo americano legato al movimento dell’espressionismo astratto, considerato uno dei maestri della fotografia del XX secolo. Nato il 4 dicembre del 1903 a New York, quinto di sei figli di una famiglia russa immigrata, dopo essersi diplomato alla DeWitt Clinton High School, Siskind consegue il diploma di laurea in Scienze Sociali  presso il College della città di New York nel 1926 . Per ben 21 anni  si dedica all’insegnamento dell’inglese nel sistema scolastico pubblico di New York City.
Inizia a fotografare quando riceve la sua prima macchina fotografica come regalo di nozze e la usa durante la luna di miele. Immediatamente comprende il potenziale artistico dell’apparecchio fotografico e ne fa la sua professione. Siskind diviene, allora, membro entusiasta del New York Photo League, un’organizzazione di fotografi dilettanti e professionisti specializzata nella documentazione sociale. Con il tempo la Lega Photo diventa l'unica scuola di fotografia non commerciale negli Stati Uniti, con il grande merito di formare una generazione di fotografi, tra cui Margaret Bourke-White e Berenice Abbott.
Siskind ne diventa il direttore e partecipa a progetti volti a documentare la vita dei quartieri durante “la Depressione”. A differenza, tuttavia, di altre serie documentali del periodo, nella serie Siskind's Dead End: The Bowery e Harlem Document, l’artista americano mostra più preoccupazione per l’armonia del taglio e delle forme che per la documentazione della condizione sociale, concentrandosi sulla forma a scapito del contenuto sociale. Il lavoro di Siskind continua in questa direzione fino all’inizio del 1940, quando lascia la Lega Foto e inizia una relazione di intenti con i membri della Scuola di New York dell’espressionismo astratto.
Dopo la fine del 1930, infatti, le opere di Siskind si concentrano sui dettagli offerti dalla natura e dall’architettura, questi vengono presentati come delle superfici piatte per creare una nuova immagine indipendente dal soggetto originale. 
Nell’estate del 1950 Siskind incontra Harry Callahan quando entrambi insegnano al Black Mountain College. Callahan riesce a persuadere Siskind a raggiungerlo alla facoltà IIT dell’Institute of Design di Chicago (fondata da Lazlo Moholy-Nagy). Nel 1971 segue Callahan alla Rhode Island School of Design. 
Abbandonato il realismo documentario, l’artista americano sfocia in un approccio astratto che nasce dal tentativo di esprimere gli stati d'animo della fotografia attraverso concetti che risultano più semplici della registrazione della materia. Le sue inquadrature, che hanno spesso per soggetto frammenti, diventano composizioni autonome in grado di esaltare la natura bidimensionale del mezzo fotografico.

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