venerdì 7 gennaio 2011

Sylvaine Vaucher: la poesia fotografica del corpo

"Io non ho paura della morte ... ho paura dell’eternità"Le immagini di Sylvaine Vaucher abituano il nostro sguardo al movimento. Rifiutando le immagini fisse e statiche la fotografa svizzera gioca mescolando  fotogrammi nello stesso piano
Nata a Ginevra, inizia studiando  musica, poi letteratura ed  infine  fotografia. I suoi primi lavori fotografici utilizzano  un bianco e nero all’alogenuro d’argento. Negli ultimi anni Sylvain si è convertita al digitale. “Ho usato molte tecniche tradizionali, avevo il mio laboratorio e il mio  studio fotografico. Ora utilizzo la fotografia digitale e photoshop è diventato il mio laboratorio. Comunque, preferisco il vecchio metodo, soprattutto per  il bianco e nero. Mi mancano quei momenti di intimità, l'odore degli acidi, la magia del processo di ingrandimento, l’alchimia che nasconde la camera oscura”. 
Grandi contrasti di luce contraddistinguono un bianco e nero che a volte deforma i corpi, alla ricerca di nuove forme, irreali ed astratte, corpi trasparenti uniti in un ballo sensuale. 
 Le sue immagini descrivono il momento di eternità e di assenza. Emozioni, spirituali e fisiche, simboli di amore, amicizia, erotismo, a volte paura e smarrimento. Lo sguardo artistico individua l’armonia delle forme, disegnando paesaggi, linee armoniche di corpi nudi.
Per vedere più immagini date uno sguardo al suo blog

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