venerdì 21 gennaio 2011

Spencer Tunick: perfomance fotografica di corpi nudi

"Non capita mai che selezioni le persone secondo criteri di bellezza fisica, ritraggo solo chi me lo chiede". Spencer Tunick, è un artista provocatorio e controverso, noto per le sue fotografie di grandi gruppi di persone nude disposte in formazioni artistiche, spesso in zone urbane. 
 Nato a Middletown (New York), il 1 Gennaio del 1967, si interessa alla fotografia sin da giovane. Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, Tunick comincia a fotografare nudi per le  vie di New York dal 1992. Nel 1994 il fotografo viene arrestato per la prima volta nel Centro Rockfeller di Manhattan(New York),  in compagnia di una modella completamente nuda. 
Con gli anni il fotografo  Dopo aver realizzato foto di nudi in diversi stati americani nell'ambito di un progetto chiamato “'Naked States”, ha  iniziato a viaggiare per il mondo immortalando  diverse città quali Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, Santiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. 
Nel giugno del 2003 ben 7000 persone hanno posato per lui a Barcellona. Nel maggio del 2007, a Città del Messico, ha battuto il suo record personale fotografando oltre 18.000 persone nella Plaza de la Constitución (El Zócalo) della città. Nelle foto di Spencer Tunick corpi nudi  invadono spazi metropolitani diventando parte stessa del paesaggio. I suoi lavori  sono una miscela tra performance, fotografia e video-arte. I modelli che utilizza  sono volontari che si autocandidano attraverso il suo sito
Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera. Le immagini  del fotografo restituiscono al corpo umano, nella sua imperfezione, dignità. Raccontano di centinaia di corpi che denudati perdono le loro differenze, diventano sfondo e nella completezza dello scatto opera d’arte.  
Se alcuni vedono nell’opera una semplice manifestazione sociale a sostegno della libertà di espressione, è  indubbio notare come dalle sue immagini scaturisca una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo. L'esperimento visivo livella  l'omogeneità umana spogliandola dei suoi accessori. Attraverso una comunicazione che potremmo definire democratica, i nudi, privati di umanità e sensualità, diventano oggetti del panorama cittadino.  
I modelli sotto il comando dell'artista, si fondono  in grandi masse che costruiscono formazioni quasi astratte, in dialogo ed interazione con l'ambiente circostante.  Attraverso gli scatti la nudità di ogni  individuo trova giustificazione e significato nella nudità dell'altro e  la vulnerabilità dei corpi  disobbedisce alle regole conformiste, rendendosi eterna attraverso l’arte.

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