giovedì 27 gennaio 2011

Francesca Woodman: Alcune disordinate geometrie interiori

«Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffè ; vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate »
Francesca Woodman (Denver, 3 aprile 1958 – New York, 19 gennaio 1981) è stata, nonostante una vita piuttosto breve, un'artista fotografica influente e importante per gli ultimi decenni del XX secolo. Crebbe in una famiglia di artisti, il padre George era un pittore, mentre la madre Betty era una ceramista. 
Trascorse diversi anni e molte vacanze estive a Firenze, dove frequentò il secondo anno di scuola elementare e prese lezioni di pianoforte. Scoprì la fotografia molto giovane, sviluppando le sue prime foto a soli 13 anni. Tra il 1975 ed il 1979 ha frequentato la Rhode Island School of Design (RISD), dove ebbe modo di appassionarsi alle opere di Man Ray, Duane Michals e Arthur Fellig Weegee
Tornata in Italia, a Roma, per frequentare i corsi europei della RISD con l'amica e collega Sloan Rankin, entrò in contatto con altri artisti del periodo quali Sabina Mirri, Edith Schloss, Giuseppe Gallo, e Suzanne Santoro
Nel gennaio del 1981 ha pubblicato la sua prima (ed unica, da viva) collezione di fotografie, dal titolo Some Disordered Interior Geometries (Alcune disordinate geometrie interiori). Nel corso dello stesso mese si suicidò gettandosi da un palazzo di New York all'età di 22 anni.
Il lavoro di Francesca Woodman rivela un mondo di grande forza emozionale. L’artista meglio di ogni altro ha rappresentato tramite lo strumento fotografico l’identità femminile nella particolare età che va dall’adolescenza alla prima fase adulta. Le immagini rappresentano il disagio di chi non sa accettare la naturale trasformazione di spirito e corpo. Nudi inquietanti, giochi surreali e una sessualità tanto ansiosa quanto eterea.
Il corpo diventa mezzo di espressione al pari degli oggetti. Tra ironia e disincanto le composizioni fondono autorevolezza e consapevolezza, attraverso uno sguardo sensibile e fragile, cogliendo con naturalità ombre, figure senza volto, corpi, mobili e frammenti. Nei suoi lavori utilizzò sempre il bianco e nero, con il frequente uso di esposizioni lunghe o doppie esposizioni, in modo da poter partecipare attivamente all'impressionamento della pellicola. Sconosciuta in vita, l’artista si è consacrata nella morte. 
A 5 anni dal suicidio la sua prima esposizione nel Wellesley College. Di seguito varie esposizioni in America e in Europa. La più importante nel Museo de Arte Moderno de San Francisco, si sposterà nel 2012 al Guggenheim di New York. La settimana scorsa nel Film Forum de New York è stato presentato il documentario “The Woodmans, diretto da C. Scott Willis, che indaga la storia della famiglia nella lunga ricerca di allontanamento dal dramma.







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