giovedì 23 dicembre 2010

La digital art concettuale di Madalina Iordache-Levay

Madalina Iordache-Levay ha creato la sua arte attraverso un mondo surreale e stimolante: fatto di luci e ombre, colori ed emozioni, simboli e metafore.
Nata in Romania nel 1982, sin da bambina Madalina è attratta dalle arti grafiche. Col passare degli anni rimane affascinata dalla passione per le parole e si iscrive all’università di giornalismo. In questo periodo si avvicina all’arte fotografica e inizia a studiarla intensamente, leggendo libri e magazine presi dalla biblioteca. Contemporaneamente, grazie alla scoperta della trasformazione digitale, si aprono per Madalina possibilità di espressione fino ad allora sconosciute.
Inizialmente lavora come freelancer, combinando la sua arte alle richieste delle commissioni di carattere commerciale, per la maggior parte copertine di libri o CD. Poi viene assunta come graphic designer da BrightPink Studio in Fort Lauderdale (Florida).

Ogni sua immagine è composta da molte fotografie, unite per creare non una registrazione documentaristica, ma una cornice di una storia, una fotografia istantanea di un'immagine illuminata dalla fantasia, dalla memoria e dal pensiero. Molta gente considera la Digital Art come qualcosa di molto semplice, come se certi effetti venissero creati magicamente e senza sforzo dal computer. Ma non c'è nulla di più sbagliato. Dietro ogni opera è racchiuso un sapiente lavoro di pianificazione e studio nei dettagli.
Nella visione fiabesca, tra sogni e incubi, la fotografa rumena ricerca una comunicazione concettuale che nasconda una storia che possa essere letta da diverse angolazioni. Il risultato è un'immagine che da la sensazione visiva di un dipinto. Consiglio una visita al blog dell’artista, nella sezione tutorials sono illustrati alcuni procedimenti di foto ritocco.


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