venerdì 3 dicembre 2010

Henry Peach Robinson: la fotografia diventa arte

Henry Peach Robinson (Ludlow,9 luglio 1830) è stato anche uno dei più  grandi combattenti per il riconoscimento della fotografia nel mondo dell'arte. La disputa tra fotografia considerata come "riproduzione" della realtà e quella considerata come "interpretazione" è antica. La fotografia veniva vista come un  semplice strumento di riproduzione, a causa dei procedimenti meccanici richiesti per la produzione delle immagini.
Lo scopo del movimento pittorialista, di cui Robinson fece parte, fu quello di  elevare il mezzo fotografico al pari della pittura o della scultura. I  pittorialisti usavano  tecniche e i processi che rendevano l'immagine simile ad un disegno, adoperando la stampa alla gomma bicromata o al bromolio, gli obiettivi soft-focus o la stampa combinata di più negativi su un unico positivo. Preferivano il procedimento della calotipia, dove la superficie irregolare del supporto cartaceo rendeva confusi i dettagli. 
Robinson intraprese la professione di libraio e, influenzato dalle opere romantiche di William Turner, si interessò di pittura. Nel 1850, guidato da Hugh Diamond, scoprì la fotografia a cui si appassionò e nel 1857 abbandonò la altre attività per aprire un laboratorio fotografico. Fu il fondatore del circolo fotografico "Linked Ring", ed un membro della Compagnia d'Onore della Royal Photographic. Henry Peach Robinson (1830-1901) fu certamente il più noto ed importante dei pittorialisti; non solo  per il suo enorme contributo fotografico, ma anche  per i numerosi saggi che  teorizzavano  la riqualificazione della fotografia in senso artistico  
Le sue fotografie sono di evidente derivazione pittorica, al punto che addirittura, nel 1856, finì in tribunale con l'accusa di avere plagiato il dipinto del preraffaelita Henry Wallis. Le sue composizioni erano frutto di un complesso e maniacale lavoro. Le sue opere più belle sono state realizzate tramite il fotomontaggio manuale di diversi negativi su un unica stampa positiva. Si partiva da un disegno iniziale su cui venivano in seguito applicate, grazie al fotomontaggio, le immagini fotografiche vere e proprie. Il fotomontaggio aveva, anche,  il compito di eliminare le perdite di nitidezza ai bordi dovute agli obiettivi del tempo. Fotografando le figure centralmente e mettendole poi insieme mediante fotomontaggio si poteva godere di una nitidezza ineguagliabile su tutta l'area dell'immagine. Di seguito si passava ad un puntiglioso lavoro di rifinitura,con tinta e pennello, per suavizzare le piccole imprecisioni della composizione.
Fading Away è forse  la foto più famosa del fotografo britannico. Si tratta di una immagine costituita mediante l’assembleamento di  cinque diversi negativi. Mostra l'agonia di una ragazza sofferente di tubercolosi, circondata dalla sua famiglia. Ben visibile  il grano lasciato dal collodio, che dà all'immagine l'aspetto pittorico. Morfologicamente, ci sono linee contrastanti che regolano l'armonia del quadro. Da una parte le pieghe della tenda, le figure dei familiari e le gonne tendono alla  verticalità, dall’altra la finestra e la stessa protagonista tendono all’orizzontalità. Vi è uno spazio simbolico rappresentato dal cielo in tempesta che si intravede al di fuori della stanza, metafora della sofferenza dei parenti. Il risultato, trovato nell’armonia della composizione, coinvolge lo spettatore nel dolore e nel dramma, rendendolo partecipe delle emozioni dei personaggi.

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