lunedì 29 novembre 2010

Chema Madoz: la metafora visiva dell'immagine

Jose Maria Rodriguez Madoz (nato a Madrid nel 1958), più conosciuto come Chema Madoz, è un fotografo spagnolo noto per la costruzione di nature morte surrealiste e creative in bianco e nero.
Chema Madoz ha studiato Storia dell’arte all’Universidad Complutense de Madrid fra 1980 e 1983. Ha abbandonato un lavoro sicuro in banca, che non lo soddisfaceva, per dedicarsi a costruire metafore artistiche. Le sue immagini influenzate dal surrealismo e dalla poesia visiva, riflettono un universo magico dove gli oggetti non sono mai quello che sembrano essere. Chema Madoz riesce a catturare gli elementi della quotidianità ridando loro nuovi significati ed esplorando nuove possibilità
Le sue opere giocano con l’illusione ottica e col paradosso della comprensione. Ogni oggetto nasconde molteplici sfumature. Madoz si converte in scultore: attraverso semplici modifiche riesce a donare a forme conosciute una nuova essenza. Gli oggetti cambiano la loro realtà per crearne una nuova. 
Col tempo Madoz (premio nazionale spagnolo di fotografia nel 2000) ha eliminato tutto ciò che sta intorno alla fotografia: l’ha spogliata dai suoi accessori, dal colore e dalla contestualizzazione, lasciando l’oggetto nudo nella sua nuova realità.
L’opera di Madoz  rifiuta l’uso della tecnologia:“lavorare in analogico ti fa stabilire un vincolo con la realtà- dice il fotografo- che non raggiunge la fotografia digitale, che è qualcosa di facilmente modificabile; a me interessa rendere le modifiche realtà”. 
Per quanto riguarda l’apparecchiature, il fotofrafo spagnolo è passato negli ultimi anni dal  6×4 della Mamiya , al 6x6 di una Hasselblad. Per chi volesse avere una visione più ampia dell’opera consiglio una visita al  suo sito  ed una visione del video.




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