mercoledì 10 novembre 2010

Carl Warner: fotografie artistiche con il cibo

Patate, pomodori, funghi, olive, prosciutto, mozzarella, una spruzzatina di prezzemolo…sono questi gli ingredienti usati da Carl Warner per le sue stravaganti foto. 


La definizione originale di questo tipo di arte è foodscapes; un termine coniato attraverso la fusione della parola food, che significa cibo e la parola landscape, che vuol dire paesaggio. 


Nato a Liverpool nel 1963 Warner si trasferisce nel Kent all’età di 7 anni con la sua famiglia. Da piccolo inizia a dedicarsi alla pittura.  I suoi disegni ritraggono un  mondo fantastico  che si ispira al lavoro di Dali, Patrick Woodroofe  e alle copertine d’album di Roger Dean. Dopo aver studiato arte al college,  Carl decide di andare a Londra  per studiare fotografia, film e televisione nel London College of Printing


Le sue foto riprendono deliziosi paesaggi alimentari costruiti con "ingredienti" naturali, fotografati e manipolati digitalmente con accurata precisione nei dettagli e nella prospettiva. Si tratta di paesaggi convenzionali ritratti con tecniche compositive classiche che fanno cadere l’osservatore  nell’inganno di trovarsi davanti ad un vero scenario naturale. Solo in un secondo momento l’occhio umano si rende conto dell’artifizio e riesce ad analizzare i singoli componenti che hanno creato questa trappola.


Il lavoro di Warner si svolge in uno studio. Si parte sempre da un disegno, dal quale Carl Warner, aiutato dai suoi assistenti food stylist, realizza le proprie composizioni. Ogni paesaggio viene concepito come suddiviso in più strati, si inizia dal primo piano fino ad arrivare allo sfondo ed al cielo, per ricreare una prospettiva veritiera e per ovviare al deperimento del cibo sotto le luci da studio. Perciò Warner ritrae un livello alla volta e poi riunire la composizione con l’utilizzo del computer.
Un mondo alla Willy Wonka ,da favole Disney  o dal profumo di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm, un mondo fantastico, stupefacente ed ironico ricreato da un moderno Giuseppe Arcimboldo.
Per approfondire vi consiglio di visitare  il sito di Warner: http://www.carlwarner.com/index_small.html

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