giovedì 4 novembre 2010

Alfred Stieglitz : la fotografia come arte

«Ho voluto fotografare le nuvole per scoprire ciò che avevo appreso in quarant'anni di fotografia. Attraverso le nuvole volevo riportare sulla carta la mia filosofia della vita: mostrare che le mie fotografie non erano dovute al contenuto o ai soggetti, agli alberi, ai visi, agli interni,né a doni particolari: le nuvole sono lì per tutti... sono libere.»

Alfred Stieglitz  è stato un fotografo statunitense vissuto tra il 1864 ed il 1946. Fu uno dei principali fautori della separazione della fotografia dal semplice ambito del reportage, a vera e propria arte. Nato a Hoboken vicino a New York, durante la guerra civile americana, Alfred crebbe in una famiglia ebrea di origine tedesca molto ben inserita nella società americana. Trasferitosi con la famiglia in Germania, Alfred studiò ingegneria meccanica all'Università di Berlino ed  iniziò a scattare le sue prime fotografie in giro per l'Europa. Nel 1890 rientrato a New York creò con altri soci la Photochrome Engraving Company (una stamperia di fotoincisione) e stampò il giornale American Amateur Photographer(1893-1896). Nel 1897 fondò un altro giornale: Camera Notes organo del Camera club di New York, dove espose per la prima volta nel 1899. Nel 1902 formò il gruppo dei Foto Secessionisti e aprì le prime sue gallerie, dove esposero fotografi fortemente influenzati dai pittorialisti europei. Tre erano gli obiettivi che Photo-Secession si proponeva : far progredire la fotografia come espressione pittorica; promuovere incontri e associazioni fra gli americani che praticassero l’arte o vi fossero comunque interessati; organizzare esposizioni non necessariamente limitate alle produzioni della Photo-Secession o alle opere americane.



Nel 1903 fondò e diresse una nuova rivista: Camera Work. Inizialmente accanto al desiderio di accreditarsi come arte, la fotografia su Camera Work si propone come mezzo privilegiato per cogliere in modo fulmineo - con «l'istantanea» - il mondo moderno in rapida crescita, in una prontezza di visione che nessun altro mezzo possiede. Il cammino verso la progressiva conquista della libertà di espressione, maturata attraverso la consapevolezza dei fotografi di non essere meri riproduttori ma autori, passa attraverso  un fitto scambio culturale tra scrittori, filosofi ed artisti europei. Camera Work grazie alle segnalazioni del fotografo Edward Steichen, fidato ambasciatore di Stieglitz in Europa, pubblica opere di Rodin, Matisse, Picasso, gli scritti di George Bernard Shaw e lo Spirituale nell'arte di Vassilij Kandinskij, discutendo sulle questioni teorico-metodologiche. Se in un primo momento il valore artistico dell'opera fotografica deriva dall’avvicinarsi e riprendere i temi pittorici anche per  mezzo di particolari tecniche come la gomma bicromata,la decalcomania al bromolio ed i ritocchi in fase di stampa. 


Col tempo la fotografia si affranca dai modelli pittorici: mentre la pittura tendeva a ritrarre un soggetto ritenuto già "bello", la fotografia di Stieglitz tende verso un concetto di bellezza non già immanente nelle cose, ma che al contrario si crea nel momento dell'incontro tra il mondo (soggetto fotografato) e la macchina fotografica. Questa concezione rivoluzionava completamente i canoni estetici stabiliti fino a quel momento e permette di nobilitare anche i soggetti più banali ed ordinari.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | coupon codes