Il termine luce (dal latino lux) si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, ed è approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda, ovvero tra 750 e 430 THz di frequenza. La pellicola o nel caso delle fotocamere digitali, il sensore, viene colpita dai raggi luminosi provenienti dagli oggetti circostanti che ricevono luce (dal sole o da sorgenti artificiali) e la riflettono in tutte le direzioni.
Cominciamo col dividere principalmente i vari tipi di luce in due categorie: luce dura e luce morbida.
Una luce dura, come ad esempio quella del sole allo zenit produce ombre nette e forte contrasto, è sconsigliata nelle fotografie di ritratto e rende molto bene la solidità degli oggetti.
Al contrario una luce morbida, presente nelle giornate nuvolose, appiattisce i contrasti cromatici della scena e non produce quasi ombre. Smorza i colori ed addolcisce le forme.
Un altro approccio nella classificazione della luce è quello di studiare l'ombra che essa produce.
Se un oggetto illuminato presenta un'ombra dai contorni netti e definiti siamo in presenza di una fonte luminosa dura, se individuiamo un'ombra dai contorni sfumati abbiamo a che fare con una luce media. Infine se gli oggetti non presentano ombra affatto sono colpiti da una fonte di luce "grande", spesso lontana i cui raggi arrivano da tutte le direzioni. Altra differenza importante è quella tra luce naturale ed artificiale, la prima ha il vantaggio di essere estremamente economica ma ha lo svantaggio di non poter essere controllata, al contrario della luce artificiale delle lampade o dei flash, fondamentale per fotografare di notte o in interni.
Un altro aspetto molto importante che riguarda la luce, oltre alle ombre che produce sui soggetti, è quello delle dominanti che le diverse illuminazioni producono sulle pellicole a colori.
Ci sarà capitato di vedere fotografie che presentassero una forte dominante cromatica che a occhio non abbiamo notato nella scena.
I nostri occhi (o meglio il nostro cervello) si abituano rapidamente e compensano automaticamente le varie "temperature di colore" della luce, le pellicole no.
Da qui il concetto di luce fredda e luce calda, dove la prima indica quella luce (naturale o artificiale) che produce toni sul rosso, come la luce al tramonto o quella delle lampadine al tungsteno, mentre la luce fredda che si presenta nelle giornate coperte, all'ombra etc.
La luce che risulta più neutra è quella del sole nelle ore centrali del giorno oppure quella del flash.
In queste condizioni non è necessario utilizzare filtri o pellicole speciali per correggere le dominanti di cui abbiamo parlato. A questo proposito è molto utile nelle fotocamere digitali il dispositivo di bilanciamento del bianco o per chi fotografa in formato Raw una correzione in Raw nel fotoritocco.


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