lunedì 25 ottobre 2010

Edward Weston - Maestri della fotografia

Edward Weston (Highland Park, Illinois, 24 marzo 1886Wildcat Hill, California, 1º gennaio 1958) è un'icona della fotografia americana del XX secolo. Le sue serie di nudi, paesaggi e still life in close-up hanno contribuito a definire la fotografia modernista, caratterizzata da eleganza formale, semplicità e astrazione. 


 Ansel Adams amava dire: "Weston è uno dei pochi artisti creativi del nostro tempo... I suoi lavori illuminano il viaggio spirituale dell'uomo verso la perfezione”. Weston è, in effetti, l'incarnazione della poesia applicata alla fotografia. La continua ricerca di identificazione con la natura per conoscerla fino alla più profonda essenza lo porta alla sperimentazione e alla ricerca di una forma nuova nella forma.



Weston sosteneva che compito del fotografo non fosse solamente “imparare a maneggiare l'apparecchio o a sviluppare o a stampare”, ma “imparare a vedere fotograficamente, addestrarsi a guardare il soggetto, tenendo conto delle possibilità della sua attrezzatura e dei relativi procedimenti tecnici, in modo da poter istantaneamente tradurre gli elementi ed i valori della scena, nell'immagine che si propone di realizzare”. Praticamente i fotografi secondo Weston dovevano possedere la capacità di pre-visualizzare (visualizzare prima) la fotografia dentro se stessi, e poi scattarla.


Dai primi anni 20, abbandonando completamente le basi del pittorealismo si lascia ispirare dal nuovo ambiente che lo circonda, quello del modernismo, che riflette gli influssi delle avanguardie europee, soprattutto del cubismo. Le sue fotografie caratterizzate da naturalezza e semplicità, ma soprattutto da nitidezza e precisione colgono l'essenza atemporale dell'oggetto, estraendone una forma pura e perfetta contrapposta allo sfondo che lo circonda. L'occhio che vede l'America di Weston è estremamente obbiettivo: luoghi desolati, vecchie macchine, fattorie abbandonate, pianure fangose. Nulla di confortevole o rassicurante. A quei tempi molti credevano che la fotografia non fosse altro che una nuova classe della pittura. Nei paesaggi o nei  ritratti  del fotografo americano non c'è traccia di "posa". Non ci sono occhi che guardano l'obiettivo, non ci sono cartelloni pubblicitari, non c'è il disordine che distrae l'occhio. La sua verità è fatta di linee, di ombre, di bianco , nero  e scala di grigi. La continua ricerca di un'immagine che sia totalmente vera, pura e libera da qualsiasi artificio innaturale lo porta a realizzare degli scatti che pur essendo molto differenti tra loro, come tema, hanno tutti lo stesso alone e  la stessa forza d'impatto: una realtà che quasi supera la realtà reale.


L’opera di Weston americano dell’Illinois, scomparso nel 1958 appartiene ad uno dei capitoli più importanti della storia della fotografia. Se per Gertrude Stein, scrittrice statunitense sua contemporanea e amica, una rosa “è una rosa, una rosa, una rosa”, Per Weston, che negli stessi anni ha lavorato con estenuanti ore di posa al fotogramma di una conchiglia come a quello di una duna nel deserto, di un nudo femminile come di una sinuosa foglia di pianta grassa, l’immagine al naturale veniva superata e trasformata di un simbolo di pure forme e di allusione dal sapore quasi magico.


2 commenti:

Chiara la Ghirba ha detto...

Stupenda la mostra a modena..
http://ghirba.blogspot.it/2012/09/edward-weston.html

Sarah romano ha detto...

mi permetto di segnalarvi una collezione di fotografi molto completa, la trovate qui: i grandi fotografi della storia

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