sabato 30 ottobre 2010

Come costruire una camera stenopeica

Al giorno d’oggi ci sono macchine fotografiche sempre più complesse, automatizzate ed equipaggiate di tantissime caratteristiche, ma per scattare una foto basta molto poco


È sufficiente una scatola vuota e del materiale fotosensibile. Oltre al divertimento di costruirsi qualcosa da soli,  il risultato ci permetterà una messa a fuoco da zero ad infinito ed uno stile molto particolare. La  lunga durata di ogni esposizione, inoltre, ci aiuterà a sperimentare  diverse composizioni. Il meccanismo alla base di tale procedimento è la stetoscopia, un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini. Il percorso della luce, il calcolo dell’esposizione, l’equilibrio tra luminosità, tempo di posa e sensibilità del materiale, oltre ad essere nozioni tecniche, diventeranno strumenti da toccare con mano ed orchestrare per fissare un’immagine.
Il procedimento di costruzione è abbastanza semplice.
Ci serviranno per realizzare una semplice camera fotografica:
- Una scatola da scarpe senza fessure.
- Carta stagnola.
- Scotch nero.
- Cartone resistente.
- Scotch, forbici, pennello, tempera nera.
- Carta fotosensibile.
Procedimento
Prendiamo la nostra scatola da scarpe e all'interno la dipingiamo tutta di nero. Ci dobbiamo poi assicurare che non entri nemmeno un fascio di luce e in caso contrario prendiamo lo scotch nero e sigilliamo gli angoli o i punti critici. In seguito prendiamo il coperchio e tracciamo con la matita le due diagonali in modo da tagliare esattamente al centro un quadrato di 2x2 cm. Capovolgendo il coperchio mettiamo all'interno la carta stagnola coprendo così il quadrato. La fotocamera  da noi realizzata utilizzerà un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, dotato di uno stretto foro), in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della fotocamera, come obiettivo. Con il compasso o con un ago pratichiamo un forellino millimetrico al centro della carta stagnola. Importante è verificare con una lente di ingrandimento o con un obiettivo invertito che il foro non presenti imperfezioni e sia il più possibile rotondo. Sul coperchio attacchiamo a tre dei quattro lati del quadrato ritagliato dei pezzi di cartone molto resistente, in modo da far scorrere l'otturatore che sarà costruito con un'altro pezzo di cartone più grande, con una linguella per farlo aprire e chiudere a nostro piacimento. Dopo aver terminato la preparazione della scatola iniziamo con la pratica. Per fare una fotografia dobbiamo quindi attaccare la carta fotosensibile all'interno della scatola, sulla parete opposta al foro praticato sulla carta stagnola. Quest'operazione deve essere fatta assolutamente al buio (cameraoscura) oppure in assenza di luce bianca. 
La luminosità della fotocamera da noi costruita sarà calcolata dividendo la lunghezza focale per il diametro del foro. Per esempio, avendo un diametro di 0.5mm e una lunghezza focale di 50mm, la luminosità corrisponde a f/100. Per calcolare la lunghezza focale dobbiamo misurare lo spazio tra il foto e la parete dove posizioniamo il materiale sensibile. Durante l'esposizione, che con questi valori di luminosità può durare diversi secondi, è importante calcolare anche il difetto di reciprocità specifico per la pellicola utilizzata. Il rapporto di reciprocità, definito come la relazione tra diaframma, tempo di esposizione e velocità della pellicola, è sempre lineare tranne che nelle situazioni in cui il tempo di esposizione è particolarmente breve o molto lungo.  Adesso siamo pronti a sperimentare.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

scusami,
non ho capito bene una cosa:
dove posso trovare la carta fotosensibile, che tipo di carta devo cercare??

Anonimo ha detto...

negozi di foto on line tipo fotomatica,ars-imago,western photo,ecc

Anonimo ha detto...

Nei siti di vendita online di materiale fotografico dovresti trovare nella sezione dedicate alle carte da stampa fotografica due categorie di carta: politenata e baritata. Quella politenata è composta da uno strato di poletilene che funge da supporto per l'emulsione. questo tipo di carta asiuga più rapidamente ed e più semplice da gestire nelle fasi di camera oscura; mentre quella baritata è formata da uno strato di cellulosa. questa carta è più complessa in genere e necessit di passaggi più accurati. La prima è ottima per stampe di routine la seconda più adatta all'esposizione. In effetti in quella baritata hai dei toni più profondi evidenti molto nelle tonalita scure.
Inoltre per le due categorie di carta da stampa fotografica puoi trovare diversi tipi di superfice: matta, lucida, perla, camoscio etc. anche per quanto riguarda la grammatura del supporto hai un'ampia scelta.
Un'altra caratteristica da non trascurare è la posssibilità di scegliere se in contrasto della carta dovrebbe essere fisso o variabile. In questo troviamo carte a gradazione fissa e carte multigrade che necessitno di filtri per regolare in contrasto.
Infine puoi orientarti fra diversi produttori che mettono sul mercato carte per ogni esigenta.

Anonimo ha detto...

non si capisce niente

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