giovedì 25 maggio 2017

Thingyfy Pinhole Pro: obiettivo stenopeico variabile per fotocamere digitali

Nell'era digitale stiamo assistendo ad un ritrovato interesse verso la fotografia stenopeica. La stenoscopia è un procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione di immagini.


La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, stretto foro), ovvero un piccolo foro capace di proiettare la luce, come fosse un obiettivo, creando un'immagine. Il grande fascino della fotografia stenopeica risiede nell’incontro del minimo della complicazione strumentale con il massimo della magia dei risultati. In un precedente articolo avveravamo visto come costruire una fotocamera stenopeica per la nostra macchina digitale, applicando un tappo con un foro (vedi qui). 
Da poco è stato lanciato un obiettivo che ha sviluppato questo concetto rendendolo più professionale. Si tratta del Thingyfy Pinhole Pro, un obiettivo che possiamo applicare alla nostra fotocamera digitale per renderla stenopeica, che prevede la possibilità di variare l'apertura del foro stenopeico, variandola da 0,1 a 0,8 millimetri di diametro.


 Lanciato su Kickstarter, Thingyfy Pinhole Pro è un obiettivo con una lunghezza focale di 50mm "standard", fatto di lega di alluminio anodizzato. Il diametro del foro pinhole è regolabile ruotando semplicemente il  quadrante. Il prodotto è disponibile con diversi supporti per essere montato su Canon EF, Nikon F, Sony A, Sony E, Fuji X, Micro 4/3 (MFT) e Pentax K.

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lunedì 22 maggio 2017

Algorithmia: colorare immagine in bianco e nero con un'App

La colorazione di un'immagine in bianco e nero con Photoshop richiede enormi abilità e una grande quantità di tempo.  Un’alternativa  è  la app Algorithmia.


Lanciata un anno fa da Richard Zhang e un team dell'Università della California, Algoritmia un'App che colora le immagini automaticamente. L’app nel corso di un‘anno è  stata molto migliorata.  La versione vecchia è completamente automatica e per usarla è sufficiente inserire un link verso un’immagine e attendere che il sistema aggiunga i colori e salvare l'immagine (per utilizzare la vecchia versione clicca qui). 


La nuova versione è più precisa, ma richiede l’aiuto dell’utente. Quando inseriamo l'immagine in bianco e nero, l'applicazione esegue automaticamente la colorazione con la tavolozza dei colori che suggerisce. Dopo di che, possiamo modificarne i colori per migliorare ulteriormente la colorazione. Per vedere come funziona guarda il video sotto.


L'app è disponibile su GitHub per il download.
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mercoledì 17 maggio 2017

Bruce Gilden: maestro della street photography

Amo le persone che ho fotografato. Voglio dire, sono miei amici. Non ho mai conosciuto la maggior parte di loro o non li conosco affatto, ma attraverso le mie immagini vivo con loro”.


Considerato uno dei massimi esponenti viventi della Street Photography, Bruce Gilden è membro della prestigiosa agenzia Magnum Photos dal 1998. Famoso per i suoi metodi poco ortodossi, Gilden fotografa “in faccia” ai suoi soggetti, provocandone volutamente una reazione.

Vita e opera di Bruce Gilden

Nato a Brooklyn, New York, nel 1946, Gilden studia sociologia presso la Penn State University, prima interessarsi alla fotografia. Compra una macchina fotografica Miranda e inizia a frequentare dei corsi notturni presso la School of Visual Arts di New York.


Ben presto trova il suo sistema di lavoro in una Leica M6 con obiettivo 28mm e l’uso di un flash esterno separato dalla camera. Il primo progetto personale a lungo termine di Gilden, dal 1968 fino alla fine degli anni '80, vede protagonista Coney Island, la leggendaria spiaggia di New York. Le forti forme dinamiche delle immagini scattate dal fotografo statunitense nell’arco di vent’anni, riuniscono l’eccentrico e l’ordinario, sotto uno sguardo grottesco. Da questo progetto nasce il libro Coney Island, pubblicato nel 2002.


Nel 1984 Bruce Gilden inizia a lavorare ad Haiti. Attratto dalla singolare miscela di passione e apatia della gente, torna nell’isola durante dieci anni. Il lavoro fotografico, sintesi di crudeltà e fatalismo, resistenza e disperazione, viene pubblicato nel 1996 e vince il prestigioso Premio Europeo per la Fotografia.


Nonostante i numerosi viaggi all'estero, Bruce Gilden torna sempre al suo progetto di vita, le strade di New York City, dove ha iniziato a fotografare nel 1981. Il lavoro a New York diventa, con il tempo, sempre più estremo. Le distanze tra il fotografo e i soggetti si riducono sempre di più. Il fotografo invade lo spazio dei passanti alla ricerca delle reazioni che nascono dal confronto. Da questo lavoro nascono due libri, "Facing New York" del 1992 e "A Beautiful Catastrophe", del 2005.


Molto interessante è il progetto che Bruce Gilden realizza in Giappone. Gilden si concentra sul lato più scuro del Sol Levante. Le immagini di questo progetto, pubblicate nel libro "Go", si dividono in tre categorie: le bande di Yakuza (la mafia giapponese), la vita senza tetto e i Bosozoku (le bande di teppisti motorizzati).


Legato da sempre al bianco e nero, nell’ultimo periodo Gilden si avvicina al digitale a colori. Nascono dei ritratti estremi. La strada non risulta più visibile. Le immagini sono interamente riempite da visi schiacciati da un eccessivo grandangolo. Il risultato è impattante. Gilden sceglie persone che sono state colpite dalla vita stessa (poveri, alcolizzati, senza tetto) e ne ritrae i visi indifesi, spingendo sulla bruttezza e l’eccentricità. Da questo progetto nasce il libro "Face".

Lo stile di Bruce Gilden

Affascinato dalle persone in strada, il lavoro di Bruce Gilden si caratterizza per un uso della composizione non convenzionale, dettato dall’uso del grandangolo e dalla scelta di ricercare spesso angolazione dal basso che rendono i soggetti più grandi. Maestro assoluto nel cogliere l'energia della città, Gilden sfida i suoi soggetti. L’uso di un flash esterno aiuta a far emergere i personaggi, donando un’incredibile profondità alle immagini.


Il suo stile provoca sentimenti contrastanti e si potrebbe discutere su quanto queste immagini siano eticamente corrette. Tuttavia il risultato è spettacolare e lo stile del fotografo statunitense risulta molto imitato dalle giovani generazioni di street photography. Vi invito a guardare il video in basso per vedere la metodologia di lavoro del fotografo americano.



Premiato nel 2013 con la Guggenheim Fellowship, il lavoro del fotografo americano è stato esposto in tutto il mondo e fa parte di molte collezioni permanenti, tra le tante quelle del MOMA, del Victoria & Albert Museum di Londra e del Museo Metropolitano di Tokyo.


Vi consiglio di dare uno sguardo alla pagina web dell'artista  per avere una visione completa della sua opera. 



Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.
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giovedì 11 maggio 2017

Phase one IQ3 Achromatic, 100 Megapixel in bianco e nero

Phase One ha presentato il primo dorso digitale per medio formato in bianco e nero. Si tratta del IQ3 100mp Achromatic, che vanta una risoluzione di 100 megapixel.
IQ3 100mp Achromatic è la versione in bianco e nero del precedente supporto a colori IQ3 100mp. Il nuovo sensore non include il classico filtro Bayer, pertanto ogni pixel non registra informazioni di colore, ma cattura unicamente il massimo livello di dettaglio, sfumature e luminosità, offrendo un ventaglio di nuove opportunità per esplorare il fascino senza fine della fotografia in bianco e nero. IQ3 100MP è il dispositivo di acquisizione più sensibile alla luce oggi disponibile nel mercato. L'enorme gamma dinamica a disposizione si unisce ad una sensibilità alla luce che promette grandi prestazioni in sensibilità ISO fino a 51.200


Compatibile con il sistema IQ3 delle telecamere XF e su una vasta gamma di fotocamere medio formato, il nuovo dorso è un prodotto di nicchia per la fotografia professionale di altissimo livello. Il prezzo di lancio, non proprio accessibile, di $ 50.000, rende tuttavia difficile pensare che l'acquirente non opti, in ogni caso, per il sistema a colori del sensore IQ3 100mp.

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lunedì 8 maggio 2017

La vignetta fotografica: Cheese e Foto

Continua la sezione del Blog dedicata al divertimento! Grazie ai contributi del vignettista Carlo Urzì che analizza tematiche relazionate alla fotografia attraverso l'occhio della satira. 

La vignetta fotografica: Cheese e foto


Se volete vedere le altre vignette realizzata da Carlo Urzì, cliccate sui link sottostanti:
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martedì 2 maggio 2017

Erich Salomon: maestri della fotografia

Erich Salomon nasce a Berlino nel 1886, da una famiglia di origine ebraica. Tutta la sua attività di fotografo si concentra in soli 5 intensi anni, dal 1928 al 1933. Inizialmente Salomon studia giurisprudenza. Chiamato alle armi nel 1914, durante il conflitto rimane prigioniero dell’esercito francese fino alla conclusione dello stesso. 


La famiglia di Salomon analogamente a molte altre famiglie della classe media, era andata in rovina a causa della guerra. La situazione economica del dopoguerra non era favorevole per intraprendere la carriera di avvocato, pertanto Salomon si vede costretto ad arrangiarsi con differenti lavori. Dopo un po’ di tempo trova un lavoro nel settore pubblicitario della casa Ullstein. Uno dei compiti principali di Solomon consiste nel controllare che siano rispettati i contratti conclusi con i cittadini, che affittavano i muri delle loro case, affinché si attaccassero i manifesti pubblicitari. 


Salomon prende parte a numerosi contenziosi e utilizza spesso la fotografia come prova testimoniale per i tribunali. Ben presto si rende conto come il mondo fotografico possa essere redditizio, compra una camera e si mette in proprio. Nel 1928 le sue prime immagini, relative a un processo di omicidio, appaiono sul Berliner Illustrierte


Erich Salomon diventa ben presto famoso pubblicando servizi fotografici su personaggi della politica e della cultura, ritratti spesso a loro insaputa, nel corso di riunioni e incontri preclusi alla stampa. L’ambizione del lavoro fotografico di Salomon è fare del mezzo fotografico uno strumento di comprensione del mondo. Le sue immagini si caratterizzano per la loro semplicità. Pioniere del fotogiornalismo moderno, il fotografo abbandona il rigore formale e il parametro della nitidezza, a scapito d’immagini che comunicano l’emozione del momento


Salomon si serve inizialmente di una camera Ermanox con lastre di vetro, una fotocamera dotata di una lente F/2 molto luminosa per l’epoca, che gli consente di fare a meno dell’uso dei flash in interni. Il limite di questa fotocamera era una profondità di campo limitata, per cui era necessario ovviare con una stretta vicinanza al soggetto ritrattato. Dopo l’Ermanox, Salomon passa alla Leica che usava una pellicola 35 mm.

Il lavoro fotografico di Erich Salomon non si limita a riprendere uomini di stato e famosi durante gli atti di rappresentanza, ma ne investiga i momenti più intimi, quei "momenti di disattenzione", dove regna la stanchezza, la rabbia o la sorpresa. Se prima le figure pubbliche erano ritrattate con immagini dal copione rigido, che evidenziavano la forza e il potere della loro responsabilità politica, Salomon contribuisce a restituirci dei ritratti “umani” delle personalità dei suoi tempi.


Se in un primo tempo le incursioni nascoste di Salomon (definito il “re degli indiscreti” e “il primo paparazzo della storia”) erano viste come un pericolo dai potenti, ben presto gli stessi capirono come i mezzi di comunicazione di massa potessero determinare i movimenti di opinione della massa. La voce fotografica di Erich Salomon viene messa a tacere dal regime nazista. Costretto a fuggire dalla Germania per rifugiarsi in Olanda, Salomon viene catturato e deportato nel campo di concentramento di Aushwitz, dove muore con la famiglia nel 1944.


Se volete vedere il lavoro di altri maestri della fotografia vi rimando alla sezione Maestri della fotografia. Se, invece, volete approfondire le nuove correnti fotografiche e i nuovi autori della fotografia artistica, vi rimando alla sezione Fotografia Artistica.

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